«Non è mai stata preferenza indigena light»

Lavoro

Il primo bilancio della SECO dopo l’introduzione dell’obbligo di segnalazione dei posti vacanti: sestuplicate le offerte segnalate nei settori difficili – I frontalieri registrati agli Uffici di collocamento crescono, ma rappresentano una parte minima

«Non è mai stata preferenza indigena light»
(Foto archivio CdT)

«Non è mai stata preferenza indigena light»

(Foto archivio CdT)

Sta o non sta aiutando a dare la precedenza ai lavoratori indigeni l’obbligo, in vigore dal primo luglio, imposto ai datori di lavoro di segnalare agli uffici regionali di collocamento (URC) i posti di lavoro vacanti per professioni con un tasso di disoccupazione oltre l’8%? Questa la domanda alla quale molti avrebbero voluto avere risposta ieri mattina alla conferenza stampa sui dati della disoccupazione della Segreteria di Stato dell’economia (SECO). Una domanda rimasta senza risposta. In un primo bilancio sulle nuove misure, Boris Zürcher, capo della Direzione del lavoro, ha affermato che queste hanno sì portato a una sensibile crescita dei posti vacanti annunciati (che dall’introduzione del nuovo obbligo si sono più che triplicati rispetto alla media dei tre anni precedenti), ricordando...

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