Pene più severe contro il commercio illegale di animali e piante

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In futuro i casi gravi saranno considerati come crimini - Chi vende esemplari di specie protette non potrà più rimanere anonimo

Pene più severe contro il commercio illegale di animali e piante
Foto Shutterstock

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BERNA - Il commercio illegale di animali e piante protetti va punito più severamente: in futuro i casi gravi saranno considerati come crimini. È quanto prevede la revisione della Legge federale sulla circolazione delle specie di fauna e di flora protette (LF-CITES) inviata oggi in consultazione dal Consiglio federale.

Caso grave, spiega l’esecutivo, è ad esempio quando gli autori del reato agiscono a fini commerciali o in banda, oppure quando è coinvolto un gran numero di esemplari protetti. Scopo della riforma è rafforzare la protezione degli animali e delle piante oggetto della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES), a cui la Svizzera ha aderito nel 1975.

La revisione legislativa prevede anche l’introduzione di un obbligo di informazione. Chi vende esemplari di specie protette non potrà più rimanere anonimo. Previsti anche divieti di importazione temporanei.

Quest’ultima misura è pensata per quelle specie animali e vegetali protette a livello nazionale in un altro Paese (ma non protette dalla CITES) perché a rischio estinzione. In questo modo si vuole impedire che esemplari possano entrare nel commercio internazionale attraverso la Svizzera.

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