Bloody unfair

Pioggia di firme per ridurre le tasse sugli assorbenti

Ne sono state raccolte più di 11 mila - Consegnate alla Cancelleria federale in occasione dello sciopero nazionale delle donne

 Pioggia di firme per ridurre le tasse sugli assorbenti

Pioggia di firme per ridurre le tasse sugli assorbenti

BERNA - «Bloody Unfair - riduciamo la tasse degli assorbenti»: oltre 11 mila persone hanno firmato la petizione per chiedere un abbassamento delle imposte su prodotti igienici femminili. Oggi, in occasione dello sciopero nazionale delle donne, il testo è stato consegnato alla Cancelleria federale.

La petizione era stata lanciata lo scorso 8 marzo nella giornata internazionale della donna. La petizione chiede che tamponi, assorbenti e altri prodotti per l’igiene intima femminile siano soggetti all’aliquota IVA ridotta del 2,5% invece dell’attuale 7,7%.

Campax, l’associazione indipendente promotrice del testo, intende così compiere un primo e significativo passo per l’abolizione della Pink Tax (tassa rosa), ovvero la differenza di prezzo che esiste, a parità di prodotto, tra la versione per donna (quasi sempre più costosa) e quella per uomo.

Tra gli articoli soggetti all’aliquota ridotta ci sono tutti i prodotti alimentari, i medicinali, giornali, riviste e libri. Il fatto che un’aliquota più elevata venga applicata ai prodotti igienici per donne è «dannatamente ingiusto» (bloody unfair, utilizzando un gioco di parole con l’inglese).

Il Consiglio nazionale è d’accordo. Nella sessione primaverile ha accolto una mozione del consigliere nazionale Jacques-André Maire (PS/NE), appoggiata anche dal Consiglio federale, che mira a ridurre l’aliquota al 2,5% per i prodotti per l’igiene di base del corpo, tra cui tamponi e assorbenti, ma anche pannolini per neonati, carta igienica, sapone e dentifricio. Un cambiamento simile in Svizzera avrebbe secondo Maire conseguenze limitate sulle entrate della Confederazione: dai 10 ai 15 milioni di franchi su un totale di 22 miliardi, ossia pari a una diminuzione dello «0,5 per mille delle suddette entrate». L’atto parlamentare deve ancora passare agli Stati.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Politica
  • 1