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Più libertà nel redigere il proprio testamento

Il Consiglio degli Stati ha approvato una revisione che punta a maggiore agio nel disporre del proprio patrimonio, per esempio a beneficio del partner di fatto o dei figliastri

Più libertà nel redigere il proprio testamento
Foto Shutterstock

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Nel redigere un testamento, in futuro si potrà disporre di maggiore libertà del proprio patrimonio, per esempio a beneficio del partner di fatto o dei figliastri. È una delle novità contenute nella revisione del diritto successorio approvata oggi dal Consiglio degli Stati per 34 voti favorevoli e 9 astenuti.

Le disposizioni attuali hanno più di 100 anni e non tengono conto delle «realtà sociali moderne», ha sottolineato il «senatore» Andrea Caroni (PLR/AR) a nome della commissione. Attualmente, i figli, il coniuge, il partner registrato e, in alcuni casi, i genitori, hanno diritto a una quota minima della successione.

Al centro della riforma vi è la riduzione di questa fetta attribuita per legge agli eredi, nonché la soppressione di quella di madre e padre. La porzione destinata a consorte e partner registrato resterà per contro invariata.

In caso di divorzio o scioglimento dell’unione domestica, qualora la procedura dovesse essere avviata ma non conclusa, il superstite non avrà più diritto a una quota dell’eredità. In questo modo si vuole valorizzare la volontà del defunto di interrompere la relazione e impedire il ritardo per motivi tattici delle procedure di separazione.

Con 28 voti contro 12 la Camera dei cantoni ha invece bocciato l’introduzione di un credito di assistenza destinato al convivente superstite proposto dal governo. Il suo obiettivo è impedire che queste persone cadano in povertà e debbano fare ricorso all’aiuto sociale, garantendo loro un minimo vitale ogni mese.

«Il testatore può già oggi proteggere il suo partner», ha sottolineato Beat Rieder (PPD/VS). Questa proposta creerà solo conflitti con gli altri eredi, soprattutto se sono giovani, ha aggiunto Thomas Hefti (PLR/GL).

Infine, la revisione del diritto successorio permetterà di chiarire alcune questioni aperte riguardo al calcolo del patrimonio lasciato: per esempio la legge stabilisce espressamente che la previdenza individuale vincolata (pilastro 3a) non fa parte della massa ereditaria. Può però essere soggetta a riduzione se le porzioni legittime non sono rispettate.

Il dossier passa ora all’esame del Consiglio nazionale.

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