PPD, PEV e PBD fanno gruppo

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L’obiettivo delle tre formazioni di centro è di «trovare soluzioni sostenibili ai problemi più urgenti con i quali la Svizzera e i suoi cittadini sono confrontati» - Due nuovi membri nel gruppo parlamentare dei Verdi

PPD, PEV e PBD fanno gruppo
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Il PPD, il Partito evangelico (PEV) e i borghesi-democratici (PBD) prevedono di fare un gruppo parlamentare comune nella prossima legislatura. L’obiettivo delle tre formazioni di centro è di «trovare soluzioni sostenibili ai problemi più urgenti con i quali la Svizzera e i suoi cittadini sono confrontati», si legge in una nota congiunta.

In attesa dei rimanenti ballottaggi per il Consiglio degli Stati, il nuovo gruppo parlamentare potrà già sin d’ora contare su 25 consiglieri nazionali del Partito popolare democratico, 3 del PEV e 3 del PBD.

Se le prime due formazioni appartenevano già allo stesso gruppo, i borghesi-democratici - dopo ad aver perso quattro dei sette seggi al Nazionale e l’unico seggio detenuto agli Stati - non potevano più costituirne uno autonomamente, visto che occorrono almeno cinque seggi alla Camera del popolo per fare una cosiddetta «frazione».

Il nuovo gruppo parlamentare, se otterrà l’approvazione definitiva dal PPD, sarà il terzo più forte al Nazionale dietro UDC e PS. «La Svizzera ha bisogno di un centro politico forte. I cittadini ne hanno abbastanza di stalli dovuti a politiche di sinistra e di destra, (...) di opposizione anziché collaborazione», scrivono ancora le tre formazioni.

Due nuovi membri nel gruppo dei Verdi

Il gruppo parlamentare dei Verdi ha accolto nel proprio seno i consiglieri nazionali Denis de la Reusille del Partito del Lavoro (PdA/NE) e Stéfanie Prezioso di Solidarités (GE). La decisione è stata presa all’unanimità, indica una nota odierna degli ecologisti.

Con l’arrivo dei due deputati, la «frazione» ecologista sale a 30 deputati. La formazione dei Verdi, grande vincitrice delle elezioni federali dello scorso 20 di ottobre, è la quarta più numerosa in Consiglio nazionale.

Davanti ai Verdi al Nazionale si piazza il gruppo PPD, 31 seggi, grazie all’arrivo di tre membri del partito evangelico e di altri tre del PBD. La «frazione» più numerosa è ancora quella dell’UDC, seguita da quella del Partito socialista.

Come precisato nella nota dai Verdi, grazie all’arrivo di due nuovi consiglieri nazionali tra le sue fila, il gruppo PLR al Nazionale ha di fatto perso il suo diritto a determinare la presidenza dell’Ufficio, ossia la maggiore carica della Confederazione.

I Radicali hanno ancora 29 seggi al Consiglio nazionale. Gli ecologisti non intendono però insidiare l’elezione di Isabel Moret (VD) alla presidenza in sostituzione di Marina Carobbio (PS/TI) allo scopo di preservare una certa «continuità».

Tuttavia, i Verdi chiedono di essere ammessi in futuro alla regolare rotazione per occupare la Presidenza del Consiglio nazionale. Il gruppo degli ecologisti potrebbe infatti ancora crescere in seguito ai ballottaggi previsti nelle prossime settimane volti a completare la composizione del Consiglio degli Stati.

I cantoni di Vaud, Ginevra e Friburgo decideranno domenica la composizione delle rispettive rappresentanze alla Camera dei Cantoni. Il presidente del PS Christian Levrat dovrebbe vincere a Friburgo. A Ginevra e Vaud i Verdi potrebbero spuntarla.

A Ginevra, l’ecologista Lisa Mazzone e il socialista Carlo Sommaruga hanno ottenuto il maggior numero di voti al primo turno. Nel Canton Vaud, la Verde Adèle Thorens e l’esponente del PS Ada Marra partono avvantaggiate rispetto all’uscente Olivier Français (PLR).

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