Primo «sì» alla rendita ponte per i disoccupati più anziani

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La commissione delle finanze del Consiglio nazionale invita ad entrare in materia sul progetto di attribuire una prestazione transitoria fino al pensionamento per le persone di oltre 60 anni

Primo «sì» alla rendita ponte per i disoccupati più anziani
©CdT/Archivio

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Nell’attesa che la commissione della sicurezza sociale se ne occupi, quella delle finanze del Consiglio nazionale invita (13 voti a 10) ad entrare in materia sul progetto del Consiglio federale di attribuire una prestazione transitoria fino al pensionamento per le persone di oltre 60 anni che non hanno più diritto alla disoccupazione.

Nel corso della scorsa sessione invernale, il Consiglio degli stati aveva esaminato il disegno di legge dell’esecutivo, approvandolo per 33 voti a 11, dopo averlo tuttavia modificato in alcuni punti.

Il progetto, che gode dell’appoggio dei cantoni e delle istituzioni dell’aiuto sociale, è pensato per le persone che perdono il lavoro poco prima della pensione (licenziamento a partire dai 58 anni).

Per poter far parte della cerchia ristretta dei beneficiari, bisogna essere stati assicurati all’AVS per almeno un ventennio e aver guadagnato almeno 21’330 franchi all’anno per almeno dieci dei 15 anni immediatamente precedenti l’esaurimento del diritto. Le persone sole non possono disporre di una sostanza superiore a 100’000 franchi; le coppie sposate ai 200’000 franchi.

Rispetto alle proposte governative, gli Stati hanno però tagliato sull’ammontare delle prestazioni di cui queste persone potrebbero beneficiare, così come auspicato da Ruedi Noser (PLR/ZH): 38’900 franchi invece di 58’350 al massimo per le persone sole e 58’350 franchi al posto di 87’525 per le coppie sposate.

Il plenum ha poi deciso di limitare il pagamento della prestazione transitoria fino a quando il beneficiario ha diritto ad andare in pensione anticipatamente. Tale soluzione ridurrebbe il periodo di pagamento di due anni (da 65 a 63 anni).

La commissione ha invece deciso, grazie al voto decisivo del suo presidente Albert Vitali (PLR/LU), di rimanere alla versione più generosa dell’esecutivo.

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