Consiglio federale

Prorogata fino al 2021 la moratoria sull’apertura di studi medici

I Cantoni mantengono così la possibilità di porre un freno, all’occorrenza, al numero di medici che esercitano a carico dell’assicurazione obbligatoria

 Prorogata fino al 2021 la moratoria sull’apertura di studi medici
Foto Archivio CdT

Prorogata fino al 2021 la moratoria sull’apertura di studi medici

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BERNA - La moratoria sull’apertura di studi medici sarà prorogata fino al 30 giugno del 2021, in attesa di un nuovo sistema di regolamentazione che permetta ai singoli cantoni di stabilire un numero massimo di dottori autorizzati a fatturare a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). Lo ha deciso oggi il Consiglio federale adattando in tal senso la relativa ordinanza.

Lo scorso 14 dicembre il Parlamento ha deciso di prorogare la disposizione legale che consente di limitare le autorizzazioni dei medici che esercitano nel settore ambulatoriale a carico dell’AOMS, indica una nota governativa odierna. Poiché tale disposizione scadrà il prossimo 30 giugno, il Consiglio federale ha adeguato la durata di esecuzione della pertinente ordinanza e prolungato per altri due anni la limitazione di esercitare. Questa modifica legislativa entrerà in vigore il 1. luglio 2019.

I Cantoni mantengono così la possibilità di porre un freno, all’occorrenza, al numero di medici che esercitano a carico dell’AOMS sul loro territorio e di gestire strategicamente il settore delle cure ambulatoriali, precisa il comunicato. L’attuale sistema di limitazione delle autorizzazioni ad esercitare non si applica tuttavia ai medici che hanno lavorato almeno tre anni in un centro svizzero di formazione riconosciuto e non permette di ridurre efficacemente l’offerta e di favorire l’insediamento di medici nelle zone periferiche.

Il Consiglio federale ha presentato nel maggio 2018 un nuovo progetto che prevede la possibilità per i cantoni di fissare limiti massimi per specializzazione medica e per regione. Le nuove disposizioni permetteranno alle autorità cantonali di bloccare le autorizzazioni se i costi per una determinata specializzazione aumentano più della media. I tetti massimi inoltre saranno valevoli per tutti i medici attivi nel settore ambulatoriale che esercitano in uno studio medico privato o in un ospedale.

Per evitare che vi siano «lacune» nel sistema di limitazione della autorizzazioni e che il numero di studi medici aumenti mentre il Parlamento dibatte del progetto governativo, l’attuale moratoria è stata quindi prorogata fino al 2021, come chiesto dalla Commissione del Nazionale.

Aggiornata la politica estera in materia di salute
Assistenza sanitaria sostenibile, ordinamento internazionale solido e protezione dai rischi a livello mondiale. Sono questi alcuni punti cardine della nuova politica estera in materia di salute per il periodo 2019-24 che il Consiglio federale ha adottato oggi, mercoledì. Il governo, viene precisato in una nota, vuole concentrare il suo impegno internazionale sul tema su sei obiettivi principali, tenendo conto delle attuali sfide globali e ispirandosi all’Agenda 2030 dell’ONU per uno sviluppo sostenibile.

La politica estera in ambito sanitario, ricorda l’esecutivo, punta a migliorare la tutela della salute in Svizzera e a contribuire a quella mondiale. Promuove inoltre la collaborazione tra i servizi federali e favorisce il fatto Berna occupi posizioni coerenti.

La prima versione è stata adottata dal Consiglio federale nel 2012. Nel suo aggiornamento, definisce fino al 2024 sei campi in cui la Confederazione interverrà prioritariamente: tutela della salute e crisi umanitarie, accesso agli agenti terapeutici, assistenza sanitaria sostenibile e digitalizzazione, fattori determinanti per la salute, governance nell’ordinamento sanitario internazionale e politica in materia di dipendenze.

La Svizzera, prosegue il comunicato del Consiglio federale, intende proteggere meglio la sua popolazione dai pericoli globali per la salute e quindi si impegna in seno all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per rafforzare il sistema per l’individuazione precoce, la sorveglianza e la prevenzione delle malattie trasmissibili e per la lotta contro di esse.

È inoltre attiva nella battaglia alla crescente resistenza agli antibiotici convenzionali e vuole contribuire a migliorare l’accesso a medicamenti e a tecnologie di qualità. La Confederazione, conclude il governo, si adopera pure per garantire un’assistenza di base generale ovunque, anche in situazioni di crisi.

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