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Sì a Fisco-AVS, Vitta: «Dalla Confederazione circa 27 milioni di franchi»

Il direttore del DFE giudica positivo il risultato della votazione: «Ora tocca ai Cantoni adeguarsi»

 Sì a Fisco-AVS, Vitta: «Dalla Confederazione circa 27 milioni di franchi»
(Foto Zocchetti)

Sì a Fisco-AVS, Vitta: «Dalla Confederazione circa 27 milioni di franchi»

(Foto Zocchetti)

L’approvazione della Riforma fiscale/AVS è, secondo il consigliere di Stato Christian Vitta da noi interpellato, un “risultato positivo”, dal momento che “permette adesso alla Svizzera e quindi di riflesso a tutti i Cantoni di adeguarsi al contesto internazionale e di conseguenza di guardare al futuro con un po’ più di certezza e di stabilità”. È chiaro – prosegue il nostro interlocutore - che ora questa riforma federale chiama in causa i Cantoni, che dovranno progressivamente adeguarsi; d’altro canto alcuni hanno già portato avanti delle riforme (sempre oggi nel canton Ginevra è stata approvata l’applicazione cantonale della riforma). Il direttore del DFE ricorda come il Ticino abbia fatto un primo passo un paio di anni fa e adesso si tratterà di “creare le condizioni affinché tutte le aziende, dalle più piccole a quelle meno piccole e in particolare quelle che già operano sul nostro territorio, possano mantenere nel nostro cantone delle condizioni comparabili e concorrenziali con quelle degli altri cantoni”.

Questo verrà fatto – prosegue Vitta - avendo anche un occhio di riguardo per le condizioni finanziarie per cantone e comune e in nome di una riforma “equilibrata”: “Sicuramente non arriveremo ai primi posti dei cantoni svizzeri perché non ce lo possiamo permettere, però vorremmo mantenere una situazione nella media nazionale, che penso sia una posizione che possiamo o dobbiamo tra virgolette permetterci di avere per chi opera sul nostro territorio”. Il consigliere di Stato dichiara che si sta assistendo un po’ in tutti i cantoni a una corsa al ribasso delle aliquote; corsa che in alcuni cantoni è addirittura accelerata.

Quanto alla riduzione dell’aliquota d’imposta sull’utile, Vitta non si sbilancia: “Fare delle percentuali è ancora prematuro”, afferma, precisando che comunque sarà una diminuzione a tappe. Il Governo si pronuncerà prossimamente con un messaggio, che – questo l’obiettivo – verrà presentato prima dell’estate. Del miliardo della Confederazione destinato ai Cantoni, il direttore del DFE stima di poter ricevere attorno ai 27 milioni di franchi, “di cui circa 9 milioni prevediamo di destinarli ai Comuni”. Questo anche perché la riforma, così com’è in fase di elaborazione, inciderà più sulle casse del Cantone che su quelle dei Comuni.

In futuro saranno da prevedere ulteriori compensazioni sociali? “La via dell’abbinamento della riforma fiscale con quella sociale l’abbiamo già percorsa, e devo dire che alla luce anche del risultato odierno era una via corretta”, replica Vitta, secondo cui riproporre ancora uno schema già presentato è poco opportuno. “Chiaramente – sottolinea tuttavia - stiamo anche pensando al tema riguardante le persone fisiche”.

Per quanto infine concerne l’attuazione degli altri strumenti previsti nel pacchetto, come i cosiddetti patent box, il direttore specifica come “il tutto farà parte del messaggio, dove noi potremo su alcuni parametri andare ad essere magari più concorrenziali, dal momento che oggi la realtà del canton Ticino conosce pochi strumenti di questo tipo e quindi l’incidenza per noi è relativa”. Vitta evidenzia come il patent box sia soprattutto uno strumento che oggi può avere un impatto in cantoni come quello di Basilea dove sono presenti le ditte farmaceutiche, ad esempio. Per altri strumenti, invece, “magari i margini di manovra sono meno ampi”, conclude.

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