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Sì al congedo paternità di dieci giorni

Il Consiglio degli Stati ha approvato il controprogetto e respinto l’iniziativa popolare che chiede 20 giorni di assenza dal lavoro per i neo papà - Wüthrich: «Non intendiamo ritirarci»

Sì al congedo paternità di dieci giorni
(Foto archivio CdT)

Sì al congedo paternità di dieci giorni

(Foto archivio CdT)

BERNA (aggiornato alle 13:05) - Dopo la nascita di un figlio, i padri devono poter beneficiare di un congedo di due settimane, durante il quale percepire l’80% dello stipendio. Con 26 voti contro 16, il Consiglio degli Stati ha approvato oggi un controprogetto all’iniziativa popolare che chiede quattro settimane di libero per i neo papà. Il nuovo congedo è previsto nei sei mesi successivi alla nascita del figlio e verrebbe finanziato con le indennità di perdita di guadagno (IPG). Il contributo passerebbe da 0,45 a 0,5 punti percentuali (ripartito equamente tra lavoratore e datore di lavoro). Con l’iniziativa, che prevede invece 20 giorni di congedo, il contributo dovrebbe passare a 0,56. I costi per i dieci giorni di congedo ammontano a 224 milioni di franchi.
Gli Stati hanno respinto l’iniziativa popolare con 24 voti contrari, 14 favorevoli e un’astensione. L’iniziativa prevede venti giorni di congedo, da scegliere in modo flessibile, nell’anno che fa seguito alla nascita. I costi sono stimati in 420 milioni di franchi.

Conseguenze positive
Nel corso del dibattito i fronti sono apparsi sin dall’inizio abbastanza chiari: da un lato, PPD e PS favorevoli al controprogetto e dall’altro PLR (pur con qualche debita eccezione) e UDC contrari. I socialisti avrebbero voluto che il plenum accogliesse anche l’iniziativa popolare. «Due settimane non sono sufficienti», ha sostenuto Didier Berberat (PS/NE), aggiungendo che «è giunto il momento di entrare nel 21esimo secolo». «Tutti i Paesi che ci circondano hanno introdotto un congedo parentale o di paternità», ha proseguito il «senatore» neocastellano. Un congedo di 20 giorni lavorativi favorisce modelli famigliari più equi. La creazione di una famiglia diventa un vero progetto di coppia, ha proseguito il «senatore» neocastellano. «Ciò consente inoltre ai padri di assumere un ruolo maggiore nella vita dei figli e alle madri di non essere sole». Secondo il suo collega Pirmin Bischof (PPD/SO), «un congedo paternità non è solo ‘nice to have’ (qualcosa di bello da avere), ma studi provano che il coinvolgimento dei padri sin dalla nascita ha conseguenze positive sulla salute dei bambini e sulle loro capacità cognitive».

Difficoltà per le PMI
Per l’UDC, i due progetti si spingono invece troppo lontano. Peter Föhn (UDC/SZ) ha rilevato come numerose piccole e medie imprese lottino per la loro sopravvivenza. A differenza di Google o Johnson and Johnson, le PMI non possono finanziare un congedo paternità. Ma, per il democentrista, non si tratta solo di una questione finanziaria. Che sia di due o quattro settimane, un tale congedo poserebbe grandi difficoltà organizzative, in particolare per le piccole aziende. Secondo Föhn, se una soluzione deve essere trovata, questa deve essere all’insegna della massima flessibilità.

Governo contrario
Anche il Governo era contrario ai due progetti. In aula il consigliere federale Alain Berset non ha contestato «il principio del congedo paternità» che sarebbe vantaggioso per le famiglie , ma «il momento». L’esecutivo preferisce privilegiare lo sviluppo di un’offerta di custodia extra-famigliare e parascolastica, che presenta un miglior rapporto costi-benefici, ha aggiunto il ministro socialista. Secondo Berset, le soluzioni individuali a livello di contratti collettivi o di aziende offrono una maggiore flessibilità rispetto al congedo paternità introdotto per legge. A suo avviso, la questione potrà essere ripresa in futuro, ma per il momento datori di lavoro e dipendenti possono elaborare una soluzione insieme. I liberali-radicali, ma non all’unanimità, si sono pure opposti ai due progetti, preferendo un congedo parentale di 16 settimane. Questa proposta è stata però criticata dalla sinistra, perché vedeva in tale soluzione una tattica per non sostenere il congedo paternità.

Congedo fai da te
In questo contesto, Andrea Caroni ha tentato invano di convincere il plenum a sostenere la sua iniziativa parlamentare per un congedo per i padri «fai da te». Secondo il «senatore» appenzellese, i papà dovrebbero poter fissare più facilmente le ferie in prossimità della nascita del proprio figlio. Dovrebbero insomma prenderle entro un determinato lasso di tempo prima o dopo il parto. Ma la sua idea non ha fatto breccia tra i «senatori», che l’hanno bocciata con 33 voti contro 7 e 4 astenuti. Secondo la maggioranza, i desideri di un dipendente in fatto di fruizione dei giorni di vacanza sono già debitamente considerati dalla legge.

La giornata di dibattiti prevede una seduta pomeridiana (fino alle 19.00) per entrambe i rami del parlamento. In programma pure una mozione del Consiglio degli Stati per l’avvio di un accordo di libero scambio tra la Svizzera e gli Stati Uniti nonché tutta una serie di interventi parlamentari di competenza del DEFR. In agenda pure una serie di rapporti delle delegazioni parlamentari svizzere presso organizzazioni e assemblee internazionali e vari interventi parlamentari di competenza del DFAE.

Agli Stati si è iniziato con l’esame della mozione di Filippo Lombardi che chiede una base giuridica per tutelare il diritto di partecipazione e di decisione del Parlamento, del popolo e dei cantoni per quanto concerne l’attuazione dell’Accordo quadro con l’UE. In agenda pure altri interventi parlamentari di competenza del DFAE. Al centro dell’attenzione dei «senatori» vi sarà poi il congedo paternità, con la trattazione congiunta di una iniziativa parlamentare degli Stati che chiede i papà possano beneficiare di un congedo di due settimane, di un’iniziativa popolare che auspica per i padri una pausa di quattro settimane, e di un’iniziativa parlamentare di Andrea Caroni (PLR/AR) che preconizza un congedo paternità fai da te. In agenda, pure, vari di interventi parlamentari di competenza del DFI e una serie di petizioni.

«Continueremo a combattere»

Da noi interpellato, Adrian Wüthrich, il presidente dell’associazione che ha lanciato l’iniziativa a favore dei 20 giorni di congedo «Il congedo paternità, subito», nonché consigliere nazionale socialista, si dice contento del fatto che «in Parlamento si sia fatto un primo passo nella giusta direzione». Il bernese però sottolinea: «Continueremo a combattere per un congedo di 20 giorni, che per noi è già un compromesso». L’iniziativa, conclude, non verrà ritirata.

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