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Sì al trasporto sotterraneo di merci ma senza sovvenzioni

Non vi è alcuna significante opposizione nei confronti della legge ma un punto importante per partiti e associazioni è che l’infrastruttura non riceva un centesimo di soldi pubblici

Sì al trasporto sotterraneo di merci ma senza sovvenzioni
Foto archivio/Fotogonnella

Sì al trasporto sotterraneo di merci ma senza sovvenzioni

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BERNA - Non vi è alcuna significante opposizione nei confronti della legge sul trasporto sotterraneo delle merci. Come progetto esiste solo Cargo sous terrain (CST), ma questo è accolto favorevolmente. Punto importante per partiti e associazione è che tale infrastruttura non debba ricevere un centesimo di sovvenzione pubblica.

In linea di principio nessuno è contrario al trasporto sotterraneo, come risulta dalla procedura di consultazione terminata oggi. Il fatto che l’aumento del trasporto sotterraneo richieda misure è evidente, viene indicato all’unisono.

Attualmente è presentato solo il progetto di Cargo sous terrain (CST), partiti e associazioni non vogliono tuttavia chiudere le porte ad altre proposte.

Per i partiti borghesi è soprattutto importante che un tale sistema non debba essere sovvenzionato dalla mano pubblica. Il PS non vuole escludere completamente un sostegno finanziario da parte della Confederazione. Ma il Consiglio federale non vuole saperne e chiede che sia un’azienda finanziariamente solida a gestire il trasporto sotterraneo.

L’UDC, nella sua risposta alla procedura di consultazione afferma che secondo l’Ufficio federale di statistica (UST) entro il 2020 la Svizzera conterà circa 9,5 milioni di abitanti. Ciò pesa notevolmente sulle infrastrutture. La necessità di un trasporto di merci sotterraneo è quindi legittimo. Per l’UDC è opportuno non porre ostacoli a questo modo di trasporto.

La Confederazione dovrebbe tuttavia restare fuori dal mercato della logistica. Per l’UDC è giusto che siano i Cantoni a decidere il concreto itinerario del CST. Nella procedura di approvazione dei piani, la Confederazione deve limitarsi a specificare l’ubicazione e le linee.

Come il PS, i democentristi ritengono importante che la maggioranza delle azioni della società sia in mani svizzere per la protezione delle infrastrutture strategiche. Per i Verdi liberali questo aspetto è trattato in modo troppo superficiale.

Il PS sottolinea che il trasporto di merci sotterraneo può contribuire al trasferimento dalla strada alla rotaia ed essere positivo per il clima. Il sistema di trasporto sotterraneo deve essere costruito in modo da preservare le risorse. I Cantoni e i Comuni devono essere coinvolti tempestivamente nella pianificazione.

Ma il PS, i Verdi e i Verdi liberali criticano l’assenza di scenario alternativo in caso di fallimento del CST. Occorrerebbe che la Confederazione garantisse il proseguimento dell’esercizio. Uno smantellamento non avrebbe alcun senso. Il finanziamento privato di una così grande infrastruttura è un’impresa completamente nuova, sottolineano i Verdi liberali che vedrebbero di buon occhio un finanziamento privato-pubblico.

Il PLR da parte sua chiede di regolare l’ultimo chilometro nelle città. Non è appropriato aumentare le capacità tra i centri e trascurare la distribuzione capillare. Un rimprovero espresso anche dalla Conferenza dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell’ambiente.

Il PPD accoglie positivamente le proposte del Consiglio federale. Sostiene il trasporto sotterraneo delle merci come anche le fasi di ampliamenti per strada e ferrovia. Le strozzature del traffico devono essere ridotte.

Per i Verdi, gli impianti devono poter funzionare solo con corrente ecologica. Chiedono inoltre un concetto di continuità operativa dopo un possibile fallimento. Con il trasporto sotterraneo, l’ulteriore ampliamento dell’autostrada diventerebbe obsoleto.

La Società CST si dice soddisfatta del progetto di legge messo in consultazione dal Consiglio federale. Rispetta le condizioni giuridiche in vigore, in particolare la legge sulle ferrovie. Le procedure restano rapide.

L’associazione delle imprese attive nella costruzione di infrastrutture Infra Suisse chiede delle precisazioni, per esempio per quanto concerne il numero di varianti d’itinerari richiesti. Essa considera anche che la garanzia finanziaria durante la procedura di autorizzazione sia superflua.

L’Associazione traffico e ambiente (ATA) chiede da parte sua rigide norme ambientali. Le manca una visione d’insieme del traffico merci a lungo termine. L’ATA si mostra scettica: gli investimenti sono elevati e la redditività dubbia.

Per l’Associazione svizzera dei comuni il progetto è globalmente buono, ma le basi legali per le merci sotterranee che passano attraverso diversi Cantoni dovranno esplicitamente riferirsi alle procedure di partecipazione ordinarie dei cantoni e dei comuni come anche al diritto di opposizione garantito.

Il CST conta tra i suoi azionisti Migros, Coop, Swisscom, la Posta, Manor, Helvetia, la Banca cantonale di Zurigo, l’aeroporto di Zurigo, FFS Cargo, la Mobiliare, Rhenus, Panalpina, Implenia e Holcim. Ma non figurano le grosse imprese di logistica come Galliker e Planzer.

I primi 100 milioni di franchi necessari al lancio del progetto sono stati raccolti di cui il 55% provengono dalla Svizzera. Investitori stranieri come il francese Meridiam e il cinese Dagong Global partecipano al progetto.

Non è chiaro da dove proverranno i 3,4 miliardi di franchi necessari alla costruzione del primo collegamento parziale fra Härkingen (SO)/Niederbipp (BE) e Zurigo. Il sistema per il trasporto di merci sotterraneo completo, i cui costi complessivi si situerebbero attorno ai 30 miliardi di franchi, dovrebbe concludersi nel 2050 ed estendersi per circa 500 chilometri.

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