Air2030

Si voterà per gli aerei da combattimento, non per il sistema di difesa

Il Consiglio federale ribadisce che il popolo svizzera dovrà esprimersi soltanto sul progetto più controverso dal punto di vista politico - L’acquisto del sistema di difesa terra-aria avverrà secondo procedura ordinaria

Si voterà per gli aerei da combattimento, non per il sistema di difesa
L’Eurofighter Typhoon fighter sono tra i modelli al vaglio. (Foto Keystone)

Si voterà per gli aerei da combattimento, non per il sistema di difesa

L’Eurofighter Typhoon fighter sono tra i modelli al vaglio. (Foto Keystone)

BERNA - Gli svizzeri voteranno soltanto sui nuovi aerei da combattimento per una fattura massima di sei miliardi di franchi. L’acquisto di un nuovo sistema di difesa terra-aria avverrà invece secondo la procedura ordinaria. In seguito alle critiche emerse durante la consultazione, il Consiglio federale ha ridefinito il modo di procedere per il Programma Air2030.

Il Governo ha incaricato la ministra della difesa Viola Amherd di sottoporgli al più tardi entro l’inizio di settembre un progetto per l’acquisto degli aerei da combattimento. Il Parlamento dovrebbe poi esprimersi alla fine dell’anno e la votazione dovrebbe tenersi nel mese di settembre o di novembre del 2020, ha spiegato la consigliera federale oggi in una conferenza stampa a Berna.

Votazione popolare

Sin dall’inizio per il Governo era chiara la necessità che fosse il popolo a pronunciarsi sugli aerei da combattimento, anche se di principio le acquisizioni militari non sono sottoposte a referendum. Una mozione in tal senso è stata adottata dal Parlamento nel dicembre 2018. Secondo l’Esecutivo, una votazione popolare è un’aspettativa dell’opinione pubblica di cui occorre tener conto.

Gli ultimi due progetti relativi all’acquisto di avioggetti erano già stati sottoposti al voto popolare: l’acquisizione degli F/A-18 era stata resa possibile nel 1993 in seguito a un’iniziativa popolare; l’acquisto dei Gripen era invece stato respinto nel 2014 dopo un referendum contro il fondo che avrebbe dovuto essere creato.

Primo tentativo

Nel novembre 2017, il Governo aveva optato per un disegno programmatico che avrebbe potuto essere combattuto tramite referendum. La versione messa in consultazione riguardava l’acquisto di nuovi aerei da combattimento ma anche il nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata.

Diverse condizioni avrebbero dovuto essere soddisfatte. La fattura totale non doveva oltrepassare gli 8 miliardi di franchi. Le aziende estere con le quali i contratti sarebbero stati firmati avrebbero dovuto compensare il 100% del valore contrattuale con affari in Svizzera.

Soltanto gli aerei

Se tale idea programmatica è stata mantenuta, il suo contenuto è stato completamente rivisto. In primo luogo, il progetto sottoposto al popolo concernerà soltanto gli aerei da combattimento. Il Governo prende così in debita considerazione le critiche formulate in particolare da PLR e PPD sul legame tra gli avioggetti e la difesa terra-aria.

In un rapporto pubblicato due settimane or sono, l’ex astronauta e pilota militare Claude Nicollier, scelto da Viola Amherd quale esperto, si era pronunciato in tal senso. Il Consiglio federale ribadisce dunque che si voterà soltanto sul progetto più controverso dal punto di vista politico, ha detto la ministra della difesa.

Sei miliardi al massimo

Il Governo doveva ancora esprimersi sull’ammontare massimo. Visto che la decisione programmatica comprende unicamente i nuovi aerei da combattimento, il Consiglio federale ha stabilito che per tale acquisto si applica un volume finanziario massimo di 6 miliardi di franchi.

Secondo l’Esecutivo, un volume inferiore pregiudicherebbe le dimensioni della flotta necessaria. Un ammontare superiore lascerebbe invece un margine finanziario troppo esiguo per il sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, ha aggiunto Amherd.

Affari compensatori

Infine, il Consiglio federale ha rivisto le sue esigenze in materia di affari compensatori. Questi saranno pari al 60% del valore dei contratti. In un rapporto, l’ex direttore del Controllo federale delle finanze Kurt Grüter si era mostrato scettico sul meccanismo che viola il principio della libertà di commercio e di industria.

A suo avviso, le compensazioni devono essere utilizzate unicamente per rafforzare la base tecnologica e industriale svizzera e risulta impossibile compensare integralmente un volume di 6-7 miliardi di franchi. Sarebbe più realistico fissare al 20% gli affari compensatori diretti e al 40% quelli indiretti destinati alla tecnologia e all’industria specializzata nella sicurezza. Il Governo ha ora avallato questa proposta.

Valutazione in corso

L’acquisto dei nuovi aerei e il nuovo sistema di difesa terra-aria saranno comunque legati. Le acquisizioni saranno realizzate in parallelo, in stretta collaborazione e secondo un calendario stabilito.

Le prime valutazioni concernenti gli avioggetti sono già cominciate. Cinque modelli sono in «pole position», di cui tre europei: i Gripen E (dell’azienda svedese Saab), i Rafale (della francese Dassault) e gli Eurofighter (dell’europeo Airbus).

A questi si aggiungono due aerei americani: i successori degli F/A-18 (i Super Hornet di Boeing) e gli F-35A di Lockheed-Martin. Per la difesa terra-aria, sono in corsa: il SAMP/T francese (eurosam) e l’americano Patriot (Raytheon). L’israeliano David’s Sling (Rafael) non ha invece sottoposto alcuna offerta.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Politica
  • 1