Confederazione

Slitta il dibattito sul miliardo di coesione

La Commissione della politica estera della Camera del popolo ha deciso di chiedere ulteriori verifiche al Consiglio federale e all’Amministrazione

Slitta il dibattito sul miliardo di coesione
Foto Archivio CdT

Slitta il dibattito sul miliardo di coesione

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BERNA - Sarà il Consiglio nazionale nella nuova composizione che uscirà dalle elezioni federali del 20 ottobre a doversi esprimere sulle divergenze che ancora oppongono i due rami del Parlamento in merito al cosiddetto secondo miliardo di coesione. La Commissione della politica estera della Camera del popolo (CPE-N) ha infatti deciso, con 17 voti contro 8, di chiedere ulteriori verifiche al Consiglio federale e all’Amministrazione.

In questo modo le deliberazioni sulle divergenze vengono rinviate al quarto trimestre. L’oggetto non potrà quindi essere trattato nella sessione autunnale di settembre, ma sarà sottoposto al plenum al più presto in quella invernale di dicembre.

Due sono le divergenze che oppongono le due camere: contrariamente al Nazionale, gli Stati non vogliono innalzare i crediti destinati alla migrazione e non vogliono legare il dossier al programma Erasmus+ riguardante la mobilità degli studenti nell’area UE.

Il Contributo di coesione all’UE, diluito su dieci anni, prevede 1,047 miliardi destinati alla riduzione delle disparità economiche e sociali nell’Europa allargata e 190 milioni per il finanziamento delle misure migratorie di quegli Stati, coma la Grecia e l’Italia, alle prese con questo fenomeno. Il Nazionale vuole raddoppiare a 380 milioni quest’ultima somma, riducendo nel contempo il finanziamento ai Paesi dell’Est.

In un comunicato pubblicato oggi, la commissione sostiene di voler approfondire quali conseguenze avrebbe nella prassi il raddoppio del credito «migrazione» sui costi dei progetti di coesione. La CPE-N vuole conoscere vantaggi e svantaggi di un trasferimento di mezzi.

I commissari vogliono anche sapere quali misure dell’UE potrebbero essere qualificate come discriminanti nei confronti della Svizzera. La legge in discussione prevede infatti che il miliardo venga versato a condizione che Bruxelles non adotti misure discriminatorie nei confronti della Confederazione. Si tratterà insomma di sapere come verrà giudicata la fine del riconoscimento dell’equivalenza della Borsa svizzera.

Quanto al legame tra questo credito ed Erasmus+, la commissione ritiene che vi sono questioni aperte che devono essere chiarite prima di prendere posizione.

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