Cassa malati

Su la franchigia minima, la sinistra affila le armi

L’incremento automatico della partecipazione degli assicurati alle spese mediche giunge agli Stati - Il referendum è già annunciato

Su la franchigia minima, la sinistra affila le armi
(Foto Zocchetti)

Su la franchigia minima, la sinistra affila le armi

(Foto Zocchetti)

BERNA - Attualmente il compito di stabilire la franchigia minima spetta al Consiglio federale, che l’ha fissata a 150 franchi nel 1996, con l’introduzione della legge federale sull’assicurazione malattie (la LAMal), a 230 nel 1998 e a 300 nel 2004. Per la maggioranza borghese al Nazionale le franchigie per gli assicurati adulti dovrebbero essere invece adeguate in modo automatico all’evoluzione dei costi della salute, costantemente in aumento (tema, questo, che non smette di preoccupare anche Mr. Prezzi). Tramite un nuovo meccanismo, la franchigia minima attuale (di 300 franchi, appunto) andrebbe incrementata di 50 franchi non appena il rapporto tra la franchigia di base e i costi lordi medi per assicurato raggiunge la quota 1:13. Secondo le previsioni, uno scatto potrebbe già avvenire l’anno prossimo. La Camera bassa ha adottato questa soluzione con 133 voti contro 53. Per rappresentanti della maggioranza borghese, come Bruno Pezzatti (PLR/ZG), questa proposta «favorirebbe la responsabilità individuale degli assicurati, favorendo una riduzione dei costi». Domani la palla passa agli Stati, la cui commissione preparatoria si è già espressa a favore. Dalla sinistra, comunque più forte al «Senato» che al Nazionale, giunge già la promessa di un referendum, se anche la Camera alta opterà la strategia scelta da quella del popolo.

«Un atto pericoloso»
A lottare in prima fila contro l’aumento automatico della franchigia e quindi un maggiore sforzo finanziario da parte di chi sceglie tipicamente la franchigia più bassa, ovvero chi ha sovente bisogno di cure mediche, sono uno dei fondatori di WeCollect, Daniel Graf, e Dimitri Rougy, il giovane attivista legato al PS già fra gli organizzatori del referendum contro i detective sociali. Da mercoledì di settimana scorsa, come ha recentemente riportato il «Blick», è in corso un sondaggio online con il quale i due vogliono capire se esistono le chance per mettere in piedi una votazione popolare. «Attualmente sono 2.000 le persone che si sono dette favorevoli a un referendum. In totale sono state promesse 12.000 firme», ci dice Rougy. Per un referendum ne sono necessarie 50.000, raccolte in 100 giorni.

«Già oggi il 10-20% degli assicurati non si fanno curare per questioni finanziarie. Un’ulteriore esplosione della partecipazione ai costi sarebbe fatale per queste persone. Attualmente quasi il 30% dei costi sanitari vengono pagati direttamente dai cittadini e dalle cittadine», afferma Rougy. L’atto discusso domani agli Stati per il giovane «è pericoloso», poiché tocca «nuovamente i più deboli», come «i malati cronici o gravi».

Su la franchigia minima, la sinistra affila le armi

(Foto Reguzzi)

Il PS non ci sta
È della stessa opinione anche Barbara Gysi, consigliera nazionale PS. Anche il suo partito, ci dice, ha deciso di lanciare il referendum se agli Stati passerà il meccanismo di aumento della franchigia. «Siamo in contatto con Rougy e Graf e collaboreremo».

La sanità nell’anno elettorale in corso è uno dei temi su cui il Partito socialista vuole puntare. Recentemente la formazione politica ha infatti anche lanciato un’iniziativa per premi di cassa malati meno onerosi. Inoltre, ha pure incassato una vittoria davanti al Tribunale federale, che ha ripreso il Canton Lucerna per aver abbassato eccessivamente il reddito oltre il quale non è possibile ricevere sussidi per il premio di cassa malati.

Durante l’attuale sessione parlamentare (la data prevista è il 14 marzo) al Nazionale si tratterà un’altra controversa proposta per aumentare la franchigia minima: questa volta da 300 a 500 franchi. Per la Commissione della sicurezza sociale e della sanità della Camera bassa con questa misura si potrebbero ridurre i premi per tutti gli assicurati in modo significativo. Anche durante questo dibattito, promette Gysi, il PS farà sentire la sua voce. «Il messaggio è stop! Così non va! Perché con tutti questi mezzi il pericolo è quello di minare le persone anziane e malate che così devono pagare sempre di più di tasca propria».

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