Il caso

Un’altra indagine su Maudet

Dopo l’inchiesta sulle intercettazioni telefoniche, si complica la posizione del consigliere di Stato ginevrino

 Un’altra indagine su Maudet
(foto Keystone)

Un’altra indagine su Maudet

(foto Keystone)

GINEVRA - Si complica la posizione di Pierre Maudet. All’indomani dell’archiviazione dell’inchiesta sulle intercettazioni telefoniche non autorizzate, il Ministero pubblico ginevrino è tornato a bussare alla porta del Gran Consiglio chiedendo un’estensione dell’autorizzazione a procedere contro il consigliere di Stato. Questa richiesta si riferisce alle prestazioni finanziarie di cui Pierre Maudet avrebbe beneficiato da parte del gruppo alberghiero Manotel. Il reato ipotizzato è ancora quello dell’accettazione di vantaggi. La procura cantonale sta effettuando un’indagine penale dal mese di agosto del 2017 per il controverso viaggio compiuto due anni prima da Maudet ad Abu Dhabi, con la famiglia e il capo di gabinetto, su invito di uno sceicco. Inizialmente avviato contro ignoti, il procedimento è stato espressamente aperto contro il consigliere di Stato nel mese di settembre del 2018. Titolare dell’inchiesta è il primo procuratore Stéphane Grodecki, sotto la direzione del procuratore generale Oliver Jornot e dal primo procuratore Yves Bertossa. Nell’ambito di queste indagini l’autorità giudiziaria dice di essere venuta a conoscenza dell’esistenza di due associazioni, il “Cercle Fazy-Favon” e l’ “Association de soutien à Pierre Maudet”. Ha appurato che che il gruppo alberghiero Manotel aveva girato a queste associazioni importi per un totale di 105 mila franchi, di cui 75 mila quando Maudet era già consigliere di Stato. Una perquisizione negli uffici di Manotel ha inoltre permesso di stabilire che quest’ultimo aveva finanziato nel 2018 una festa di compleanno per Maudet del valore di 20 ila franchi. Il Ministero pubblico ha chiesto al Parlamento di estendere l’autorizzazione a procedere contro Maudet a questi fatti. I quali, dice, sono suscettibili di costituire il reato di accettazione di vantaggi ai sensi dell’articolo 322 del Codice penale

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