La mozione

Un recapito svizzero per gli insulti su Facebook

Le grandi piattaforme online dovranno avere un indirizzo elvetico per consentire ai fruitori di avviare azioni legali in caso di violazione della personalità

 Un recapito svizzero per gli insulti su Facebook
(foto Keystone)

Un recapito svizzero per gli insulti su Facebook

(foto Keystone)

BERNA - Le grandi piattaforme commerciali in rete, come Facebook, devono possedere un recapito in Svizzera per consentire ai fruitori di avviare azioni legali in caso di violazione della personalità (insulti, ecc.). È quanto prevede una mozione di Balthasar Glättli (Verdi/ZH), già adottata dal Nazionale, che la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S) raccomanda al plenum di accogliere.

Secondo la CAG-S, precisa una nota odierna dei servizi parlamentari, la mozione in questione completa un atto parlamentare simile già approvato dalle Camere federali destinato a facilitare l’accesso degli inquirenti ai dati conservati all’estero.

La mozione del consigliere nazionale ecologista chiede modifiche del Codice di procedura civile e penale affinché le società commerciali con sede o domicilio all’estero che gestiscono, al fine di conseguire un profitto, piattaforme in rete destinate a scambiare contenuti di ogni genere o a renderli pubblici siano obbligate a designare un recapito in Svizzera e pubblicarlo sulla loro piattaforma in una forma facilmente riconoscibile e direttamente accessibile.

La mozione specifica che sarebbero obbligate unicamente quelle piattaforme che registrano oltre 20 mila utenti.

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