Democrazia

Urne chiuse, si attendono i risultati

Due oggetti federali e due cantonali in questa domenica di votazioni

Urne chiuse, si attendono i risultati
Immagine d’archivio (Foto Gabriele Putzu).

Urne chiuse, si attendono i risultati

Immagine d’archivio (Foto Gabriele Putzu).

BELLINZONA - Chiusi gli uffici elettorali in tutta la Svizzera. Sono quattro (due cantonali e due federali) gli oggetti in votazione sui quali i ticinesi sono stati chiamati ad esprimersi questa domenica 19 maggio. Sul piano cantonale i cittadini votano su un referendum e un’iniziativa popolare. Il referendum riguarda lo stanziamento di un credito di 3’300’000 franchi per la realizzazione delle opere di semaforizzazione sulla tratta Cadenazzo-Quartino. Contro questo progetto, il comitato interpartitico «Basta sprechi: NO ai semafori sul piano di Magadino» ha raccolto oltre 13mila firme.

L’iniziativa popolare, denominata «Giù le mani dalle Officine», fu invece lanciata nel 2008 all’indomani dello sciopero delle maestranze contro la decisione delle FFS di chiudere lo storico stabilimento di Bellinzona. L’iniziativa in questione si pone oggi come alternativa al progetto di un nuovo insediamento presentato dalle FFS e sostenuto dal Cantone e dalla Città di Bellinzona e finanziato con 120 milioni di franchi.

Ricordiamo che per commentare i risultati delle votazioni federali e cantonali del week-end, Gianni Righinetti e i suoi ospiti saranno in diretta questa sera su Teleticino alle 19.05 con una puntata extra de La domenica del Corriere.

I temi federali
Sul piano federale, invece, i cittadini svizzeri sono chiamati ad esprimersi su due referendum. Il primo oggetto riguarda la «Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS». Un progetto di riforma appoggiato dal Consiglio federale che ritiene possa offrire una soluzione equilibrata per mantenere competitivo il sistema fiscale svizzero e allo stesso tempo rafforzare l’AVS. Secondo il comitato referendario, invece, il progetto rappresenta un ingiusto privilegio fiscale per le grandi imprese.

VIDEO - Le spiegazioni pubblicate sul canale Youtube del Consiglio federale.

L’altro oggetto in votazione riguarda invece la trasposizione nel diritto svizzero di una modifica della direttiva dell’Unione europea sulle armi.

VIDEO - Le spiegazioni pubblicate sul canale Youtube del Consiglio federale.

Le votazioni negli altri cantoni
Votazioni su oggetti cantonali sono in programma il 19 maggio - oltre che in Ticino - in dieci cantoni della Svizzera tedesca e nei Grigioni, come pure a Ginevra e in Vallese. Tre di loro si esprimono su oggetti direttamente legati allo scrutinio federale sulla riforma fiscale RFFA.

A LUCERNA è sottoposta al voto una complessa riforma finanziaria e di riequilibrio dei compiti fra Cantone e comuni che verrebbe finanziata da una riforma fiscale attualmente sospesa, in attesa del risultato della votazione federale. A SOLETTA si decide sull’applicazione a livello cantonale della RFFA. Il progetto del governo, avversato dalla sinistra, prevede un’aliquota d’imposta unica sull’utile delle imprese che nel 2020 passerebbe al 16,3% e successivamente al 13,1%. Oggi l’aliquota per le società a statuto speciale varia fra l’8,5 e il 10% e per le altre raggiunge il 21,4%. Sono previste anche misure di compensazione «sociale», come l’aumento dell’imposizione sulle sostanze che superano il milione di franchi e la riduzione della pressione sui salari più modesti. Anche a GINEVRA si vota sull’applicazione locale della RFFA, come pure su altri otto oggetti. Qui l’aliquota unica d’imposta per le imprese dovrebbe passare al 13,99%, contro l’attuale 11,6% per le società a statuto speciale e il 24,2% per le altre. La principale misura «compensatoria» riguarda un aiuto di 186 milioni per sovvenzionare il pagamento dei premi di cassa malattia: il numero dei beneficiari dei sussidi cantonali salirebbe da 53’000 a 125’000. Fra gli altri oggetti figura l’apertura domenicale dei negozi.

Nel canton OBVALDO a far discutere è una serie di misure di risparmio per un totale di 12,7 milioni di franchi. Fra queste figura anche la sospensione del meccanismo di freno dell’indebitamento per un anno. Nel canton BERNA è in gioco una modifica della legge sull’assistenza sociale il cui esito potrebbe dare lo spunto ad altri cantoni in vena di risparmi. Due le varianti proposte: un taglio piuttosto drastico, votato dal Gran Consiglio, mira a ridurre il «forfait di mantenimento» dell’8% al di sotto dei parametri della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS). Il taglio salirebbe fino al 15% per i 18-25enni e per gli ammessi a titolo provvisorio, o addirittura al 30% per chi non si dà abbastanza da fare per trovare un lavoro. La seconda variante è un «progetto popolare» - una forma di referendum propositivo - che migliora lo status quo e prevede prestazioni complementari per i disoccupati anziani. Nei GRIGIONI è in votazione un’iniziativa popolare che chiede l’abrogazione della caccia speciale. Il testo, respinto dal governo e dal Gran Consiglio, chiede di abolire i giorni di attività venatoria supplementari fissati a livello regionale nei mesi di novembre e dicembre, quando i normali 21 giorni di caccia alta previsti in settembre non permettono di realizzare i piani di abbattimento. Come alternativa, l’iniziativa propone di estendere la caccia ordinaria a 25 giorni e anche in ottobre.

I votanti del canton SVITTO si esprimono sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti. Il testo obbliga i partiti a pubblicare le somme ricevute per finanziare le campagne elettorali e in caso di votazioni (a partire da 1000 franchi per le donazioni di privati e da 5000 franchi per le persone giuridiche). I candidati a una carica pubblica sono inoltre tenuti a dichiarare i loro legami d’interesse. Nel canton URI si decide su una riforma del sistema per l’elezione dei 64 deputati del parlamento cantonale attraverso due quesiti. Il primo chiede di mantenere il sistema maggioritario per i comuni che eleggono meno di 5 deputati. Nei quattro comuni più grandi (Altdorf, Bürglen, Erstfeld e Schattdorf) verrebbe invece introdotto il sistema proporzionale del «doppio Pukelsheim», considerato più equo per il conteggio dei voti che vanno ai partiti minori.

TURGOVIA è uno degli ultimi cantoni ad esprimersi sul principio della trasparenza nell’amministrazione. I votanti si esprimono su una iniziativa popolare lanciata sulla scia dello scandalo legato alla cosiddetta «fattoria degli orrori» di Hefenhofen (TG). L’iniziativa, sostenuta dal parlamento ma avversata dal governo, che teme un’esplosione dei compiti amministrativi, obbliga le autorità a garantire un più facile accesso ai documenti ufficiali, come già avviene a livello di Confederazione e in 21 cantoni. Nel canton ZUGO è in votazione una revisione della legge sulla pianificazione del territorio che è stata adattata alle nuove norme della legge federale in materia approvata nel 2013. Zugo è uno dei cinque cantoni che non ha introdotto entro lo scorso primo maggio un prelievo del 20% sul plusvalore dei terreni che diventano edificabili.

A BASILEA CITTÀ ha fatto molto discutere il progetto per la costruzione di un «oceanario», un enorme acquario dedicato agli oceani, nelle vicinanze dello zoo. La struttura, del costo di diverse centinaia di milioni di franchi, sarebbe finanziata interamente da donazioni. I votanti devono decidere su un nuovo piano urbanistico approvato a larga maggioranza dal Gran Consiglio, ma contro il quale diverse organizzazioni ambientaliste, fra cui la Fondazione Franz Weber e l’Alleanza verde hanno lanciato con successo il referendum. Un altro oggetto in votazione nella città-cantone è un credito di 214 milioni di franchi per la costruzione di un nuovo Museo di storia naturale. Ai votanti della città renana vengono inoltre sottoposti tre oggetti di natura fiscale: un’iniziativa del PPD chiede di poter dedurre i premi di cassa malattia dalla dichiarazione d’imposta; un’iniziativa della Gioventù socialista per una maggiore imposizione dei redditi superiori ai 200’000 franchi e una modifica di legge che chiede di trasferire la riscossione dell’imposta di culto dai comuni al cantone.

A BASILEA CAMPAGNA si decide su due iniziative lanciate dall’associazione cantonale degli insegnanti per contrastare la politica di rigore del governo in ambito scolastico. Un testo chiede di ancorare nella legge i criteri minimi in materia di infrastrutture scolastiche. L’altra iniziativa prevede che il parlamento possa decidere con una maggioranza dei due terzi tutte le misure che implicano l’aumento del numero di allievi per classe e che riducono le lezioni. Ultimo cantone della lista il VALLESE, dove si vota sulla modifica di tre articoli della Costituzione cantonale: si tratta di cambiare il lasso di tempo che intercorre fra il primo e il secondo turno delle elezioni cantonali, come pure la data della sessione costituente del Gran Consiglio.

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