«Votare una donna solo perché donna è giusto»

Elezioni federali

Marialuisa Parodi, in visita a Palazzo federale nell’ambito della campagna della Federazione delle associazioni femminili Ticino «5 su 10», sulla necessità di una maggiore presenza femminile in politica e a Berna

«Votare una donna solo perché donna è giusto»
© CdT/Gabriele Putzu

«Votare una donna solo perché donna è giusto»

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In Svizzera quasi il 52% della popolazione è femminile. Ma i seggi coperti da donne al Nazionale è del 33%e agli Stati (dove 6 delle 7 “senatrici” non si ripresentano) è del 15%. Chi è sensibile al tema ha di che rallegrarsi: complici le ultime elezioni in Governo, allo sciopero del 14 giugno e alle campagne nazionali «Helvetia chiama!», di Alliance F, e a «io voto donna», della Federazione delle Associazioni femminili Ticino Plus (FAFTPlus), le candidature femminili per le federali di ottobre sono aumentate considerevolmente. Come ha spiegato la cancelleria federale recentemente, è grazie a queste candidate se le candidature complessive nei cantoni sono aumentate tanto, giungendo alla cifra da capogiro di 4.652 politici in corsa (il 40% di cui, appunto, donne). In Ticino dei 149 ai blocchi di partenza, 54 sono di sesso femminile (36%).

Dopo il record di elezioni femminili in Gran Consiglio in aprile (31), per la FAFTPlus ora lo scopo è ottenere «5 su 10»: ovvero l’elezione di quattro consigliere ticinesi al Nazionale e una agli Stati. Oggi le rappresentanti cantonali femminili a Berna sono la socialista Marina Carobbio e la leghista Roberta Pantani. Ieri, accolte dalle due deputate, una delegazione di candidate ticinesi ha fatto visita a Palazzo federale. «L’obiettivo è portare più donne in politica, più donne elette», ci dice Marialuisa Parodi, presidente della Federazione. «Vorremmo che le evoluzioni nella società vengano considerate anche da un punto di vista femminile per poter veramente individuare quali sono le azioni concrete necessarie». Nelle elezioni si tende a scegliersi fra simili, dice Parodi: «Qui vorremmo provocare una rottura».

Ma è giusto votare una donna solo perché donna? «Questa domanda nasconde un altro pregiudizio, che è quello per cui le donne non avrebbero le competenze necessarie. E questo è il punto. Non tutti gli uomini al potere hanno le migliori competenze. La rappresentanza, che nella politica è un importante valore, prevede che vengano portati dei punti di vista diversi. E le donne hanno punti di vista diversi e la capacità di influire positivamente nelle dinamiche e nei contenuti. Quindi sì, è giusto votare una donna solo perché donna».

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