Popolazione sempre meno attenta a igiene e distanze

Fonti di contagio

A dirlo è l’Ufficio del medico cantonale dopo l’errore dell’UFSP: «All’inizio i contatti da raggiungere per ogni caso erano un paio; oggi sono fra 5 e 10 le persone a finire in quarantena» - Approfondiamo il tema dei luoghi e degli ambiti in cui avvengono con maggiore frequenza le infezioni

Popolazione sempre meno attenta a igiene e distanze
© Keystone/Jean-Christophe Bott

Popolazione sempre meno attenta a igiene e distanze

© Keystone/Jean-Christophe Bott

«Gli errori possono capitare». L’Ufficio federale della sanità pubblica prova a difendersi dagli attacchi ricevuti in particolare via social. Ma l’errore commesso resta. Ci si riferisce evidentemente ai dati diramati venerdì dall’UFSP in merito ai luoghi in cui avvengono i contagi. Domenica in serata la rettifica: discoteche e locali notturni non rappresentano l’ambito più a rischio (addirittura al 42% poi). Ai primi posti ci sono piuttosto la famiglia e il lavoro. Be’, questi l’errore e la relativa rettifica. E quindi? Abbiamo recapitato alcune domande in questo senso all’Ufficio del medico cantonale.

L’ambito familiare
Da lì la conferma: «I dati del contact tracing confermano che i contagi avvengono per lo più in ambito familiare. Constatiamo in generale un certo rilassamento da parte della popolazione nel mantenere le misure di igiene e di distanziamento sociale, con la conseguente necessità di mettere in quarantena più persone rispetto a maggio, quando è stato reintrodotto il sistema del contact tracing. All’inizio i contatti stretti erano un paio per caso, prettamente del nucleo familiare, oggi invece sono fra le cinque e le dieci persone a finire in quarantena, non soltanto direttamente legate ai contatti in famiglia. Questa è l’occasione per ribadire l’importanza di mantenere alta l’attenzione».

Un caso unico
Detto dell’errore dell’UFSP, ci sono cantoni nei quali club e discoteche sono davvero i punti più caldi in termini di possibilità di contagio. Il medico cantonale ginevrino Aglaé Tardin ci spiega come «venti luoghi festivi, tra bar, discoteche, club, siano stati coinvolti nelle ultime due settimane quali luoghi di contagio diretto». Nel canton Ginevra la percentuale legata a tali locali si aggira davvero attorno al 40% citato erroneamente dall’UFSP. «Il tema resta attuale anche in Ticino - la risposta invece da Bellinzona -, poiché la situazione in sé (ambiente promiscuo, impossibilità di stabilire i contatti stretti) è potenzialmente sempre a rischio. Il Ticino ha fatto subito esperienza di un caso che ha generato quarantene per quasi 400 persone e ha messo in luce i limiti della raccolta dei dati degli avventori. La tempestiva reazione da parte delle autorità ha permesso di rendere obbligatoria la verifica dei dati di contatto e di limitare a 100 il numero massimo per serata nei locali in cui la consumazione avviene anche in piedi». Dopo il noto caso del locale del Bellinzonese non ve ne sono stati altri simili. «Considerato che i nuovi casi restano per ora sotto la decina al giorno, il team di contact tracing riesce a garantire il tracciamento di tutte le persone coinvolte nelle rispettive indagini ambientali».

Provvedimenti mirati
I numeri del canton Ginevra sono lontanissimi insomma dai nostri. Per cui non avrebbe senso riproporre, in Ticino, le stesse misure. «A oggi le restrizioni cantonali hanno dato prova di essere proporzionali e ponderate. Il monitoraggio costante della situazione epidemiologica permette di valutare e proporre alle competenti autorità le misure ritenute adeguate. Qualora dovessimo riscontrare nuove tendenze si farebbero le opportune valutazioni e si suggerirebbero provvedimenti conseguenti e opportuni». E poi, l’aggiunta: «La strategia di contenimento attuata a livello nazionale è centrata sul tracciamento che permette di spezzare le linee di trasmissione del virus. Ha il pregio di dare informazioni utili alle autorità sanitarie e politiche, attraverso la raccolta praticamente personalizzata dei dati e la conseguente analisi che se ne può fare. Ciò permette di proporre interventi, correttivi e azioni che possono rivelarsi utili nel contenere la diffusione del virus. Conoscere anche allo stato attuale le fonti più probabili di contagio, permette di informare adeguatamente la popolazione e di introdurre contromisure il più possibile mirate».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1