Posta, la Deputazione ticinese: «Serve un’equa rappresentanza»

consiglio di amministrazione

Dopo la notizia che la Svizzera italiana potrebbe rimanere a bocca asciutta, la DTCF chiede il rispetto delle disposizioni adottate dal Consiglio federale

Posta, la Deputazione ticinese: «Serve un’equa rappresentanza»
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Questa mattina l’anticipazione del CdT: «l’assenza di un(a) rappresentante della Svizzera italiana nel Consiglio di Amministrazione della Posta sembra destinata a perdurare». Preso nota della notizia, la Deputazione ticinese alle Camere federali ha preso posizione con un comunicato: «Secondo indiscrezioni di stampa, il Consiglio federale sarebbe intenzionato a nominare un candidato germanofono nel consiglio di amministrazione della Posta, all’interno del quale non vi è al momento nessun rappresentante della Svizzera italiana. Allertata da voci sempre più insistenti, la Deputazione ticinese alle Camere federali desidera pertanto richiamare le disposizioni adottate dal Consiglio federale nel 2013, volute per assicurare un’equa rappresentanza delle lingue all’interno degli organi di direzione superiori delle aziende e degli stabilimenti vicini alla Confederazione, e auspica quindi che il Consiglio federale – qualora debba procedere a nomine di questo tipo – applichi tali disposizioni.

Consapevole del fatto che la Posta non rispetta i valori di riferimento per le comunità linguistiche nazionali da esso fissati, il Consiglio federale aveva garantito – rispondendo ad alcuni atti parlamentari di deputati ticinesi nel 2020 in occasione della nomina di Corrado Pardini – il suo impegno a favore di una composizione adeguata dal profilo delle comunità linguistiche nel consiglio di amministrazione della Posta, affermando che “in occasione delle future elezioni al consiglio di amministrazione sarà data importanza al fatto che queste prescrizioni siano nuovamente rispettate”. La Deputazione ticinese alle Camere federali coglie l’occasione per ribadire l’importanza di un’equa rappresentanza di tutte le componenti culturali della Svizzera in seno a organi di direzione superiori delle imprese parastatali, e ricorda che la Svizzera italiana è tuttora esclusa anche dal consiglio di amministrazione di Swisscom, oltre che da quello già citato della Posta».

«Quando il Consiglio federale decide un profilo ha le sue giustificazioni. Evidentemente non si può scegliere un profilo solo perché è della Svizzera italiana», afferma al CdT Rocco Cattaneo, presidente della deputazione. Sarebbe però auspicabile che la ricerca sia fatta prima nella Svizzera italiana, sottolinea il liberale radicale. Se in questo caso sia stata fatta o meno una ricerca in Ticino può solo dirlo il Dipartimento competente, quello di Simonetta Sommaruga.

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