Presto la variante britannica diventerà dominante

lotta alla pandemia

Le mutazioni in Svizzera costituiscono il 60% dei contagi - Per la task force COVID-19 «gli allentamenti non devono essere effettuati prima di 4 settimane» - Il 2,5% della popolazione ha ricevuto le due dosi di vaccino

Presto la variante britannica diventerà dominante
© Keystone/Peter Klaunzer

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Nuovo punto informativo con i tecnici della Confederazione per aggiornare la popolazione sulla situazione legata alla pandemia da coronavirus in Svizzera. All’incontro con la stampa sono presenti Virginie Masserey, responsabile della Divisione malattie infettive dell’UFSP, Eric Scheidegger, vicedirettore e capo della Direzione per la politica economica SECO, Mike Schüpbach, vicecapo della Divisione legale 2 dell’UFSP, Linda Nartey, vicepresidente dell’Associazione dei medici cantonali, e Martin Ackermann, presidente della Task force scientifica nazionale per la COVID-19.

LA DIRETTA

LA CONFERENZA STAMPA

Le mutazioni costituiscono il 60%

La responsabile della Divisione delle malattie infettive dell’UFSP Virginie Masserey ha aperto la conferenza stampa passando in rassegna i dati quotidiani relativi all’andamento epidemiologico in Svizzera. «La situazione è stabile ma resta comunque fragile, ci sono segnali di un leggero rallentamento del numero dei casi così come dei ricoveri e dei decessi - rileva -, la percentuale di mutazioni relativa alla nuove varianti si attesta al 60%». Le varianti stanno quindi diventando sempre più dominanti. La stagnazione dell’incidenza viene riscontrata in tutte le regioni del Paese, ha rilevato Masserey, aggiungendo che il tasso di riproduzione del virus fluttua attorno allo 0,9 e solo in 8 cantoni è superiore a 1.

L’attenzione è stata poi rivolta alla salute mentale della popolazione, provata dopo un anno di pandemia. In particolare, «i ragazzi soffrono molto per questa situazione, si trovano in un’età in cui sono fondamentali gli incontri e le relazioni. Proprio per questo motivo da lunedì ci saranno prospettive più rassicuranti per loro con gli allentamenti ad hoc nello sport e nella cultura». Concludendo il suo intervento Masserey ha sottolineato che la Svizzera possiede attualmente quasi un milioni di dosi di vaccino e 221 mila persone (il 2,5% della popolazione) hanno ricevuto le due dosi di vaccino.

Nessuna prova che gli autotest captino gli asintomatici

La parola è poi passata alla vicepresidente dell’Associazione dei medici cantonali Linda Nartey che è intervenuta sul tema dei test e del tracciamento. «Gli autotest sono disponibili per essere effettuati anche a casa - rileva -, tuttavia non ci sono ancora prove che questa tipologia di test riesca a captare le persone asintomatiche». Non appena saranno disponibili autotest sufficientemente sicuri - conclude Nartey - aiuteranno sicuramente a far fronte alla pandemia.

La variante britannica sarà dominante, allentamenti non prima di 4 settimane

Dal canto suo, il presidente della Task force scientifica nazionale per la COVID-19 Martin Ackermann afferma che il contenimento della pandemia verificato nelle scorse settimane è stato interrotto e il numero di casi non accenna a diminuire come previsto. Il motivo principale è dovuto alle nuove varianti in circolazione: «La variante britannica è il 50% più contagiosa del virus normale e presto diventerà dominante». Ackermann suggerisce quindi di allentare le misure ogni 4 settimane e chiede alla popolazione di avere pazienza.

Presto la variante britannica diventerà dominante

Il vicedirettore e capo della Direzione per la politica economica SECO Eric Scheidegger ha invece parlato della situazione economica. «La situazione finanziaria attuale è migliore rispetto a quella del primo lockdown - spiega -, la Svizzera sta uscendo bene dal tunnel».

Più dosi di vaccino in primavera
Già a marzo e ad aprile, ma soprattutto da maggio, dovrebbero arrivare in Svizzera altri vaccini. Lo ha detto Virginie Masserey rispondendo a una domanda di un giornalista in sala al termine della conferenza stampa. «Chiunque lo desideri può comunque essere vaccinato in estate», conclude.

Terrazze aperte? «È ingiusto nei confronti degli altri ristoranti»

La diatriba tra Cantoni e Confederazione sul tema delle terrazze è approdato in sala quando una giornalista ha chiesto ai tecnici perché mangiare su una terrazza dovrebbe essere più pericolo che consumare del cibo sulle piste. «Il rischio di infezione aumenta quando le persone si riuniscono - risponde Masserey -, ed è ingiusto nei confronti di tutti gli altri ristoratori al di fuori delle aree sciistiche».

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