Prime vaccinazioni in Svizzera: ecco tutto quello che c’è da sapere

Domande e risposte

L’annuncio lo ha fatto Virginie Masserey dell’UFSP ma attenzione: le misure di protezione andranno mantenute

Prime vaccinazioni in Svizzera: ecco tutto quello che c’è da sapere
Virginie Masserey. ©Keystone

Prime vaccinazioni in Svizzera: ecco tutto quello che c’è da sapere

Virginie Masserey. ©Keystone

Sembrano delinearsi sempre più chiaramente i contorni della campagna di vaccinazione anti-COVID in Svizzera. Virginie Masserey, responsabile della sezione di controllo delle infezioni dell’UFSP, ha infatti illustrato sulla stampa domenicale numerosi dettagli. Cerchiamo quindi di fare chiarezza rispondendo ai quesiti più importanti.

Quando partirà la campagna di vaccinazione in Svizzera?

Virginie Masserey, responsabile delle malattie infettive in seno all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha dichiarato che la campagna di vaccinazione contro il coronavirus prenderà il via a inizio gennaio in tutto il Paese. Le prime dosi dell’antidoto dovrebbero arrivare in Svizzera nelle prossime settimane.

Qual è l’obiettivo della Confederazione?

Le autorità federali sono state chiare: entro l’estate, dovranno essere vaccinate 6 milioni di persone. Masserey, nell’intervista pubblicata dalla NZZ am Sonntag, ha dichiarato che per raggiungere quel numero dovrebbero sottoporsi all’iniezione 70.000 persone in media al giorno.

Quali sono i vaccini che verranno verosimilmente introdotti in Svizzera?

Al momento Swissmedic – organo autonomo rispetto all’UFSP – ha ricevuto tre domande di omologazione. L’autorità svizzera di controllo dei medicamenti sta esaminando le richieste di Pfizer/BioNTech (vaccino BNT162b2), AstraZeneca (vaccino AZD1222) e di Moderna (vaccino mRNA-1273). Il sistema di autorizzazione adottato, chiamato «rolling submission», è una forma speciale di procedura per una prima omologazione. Swissmedic può infatti esaminare i dati degli studi clinici in corso non appena sono disponibili. Il richiedente non è quindi tenuto a trasmettere a Swissmedic un dossier completo insieme alla prima presentazione della domanda di omologazione. L’azienda trasmette i dati già disponibili in un primo pacchetto di dati e inoltra a Swissmedic una tabella di marcia con le date per la successiva trasmissione di altri pacchetti di dati. Masserey ha dichiarato che la prima autorizzazione in Svizzera per un vaccino anti-COVID verrà probabilmente rilasciata entro gennaio.

Cosa comporta, a livello logistico, di stoccaggio e di distribuzione, la campagna di vaccinazione in Svizzera?

I tre vaccini al vaglio di Swissmedic hanno diversi requisiti di conservazione. Il preparato di Moderna rimane stabile per 30 giorni se conservato a una temperatura compresa fra i 2 e gli 8 gradi centigradi, mentre per una conservazione più lunga (sei mesi) servono temperature attorno ai -20 gradi (quelle di un comune congelatore). Di conseguenza, si potranno utilizzare infrastrutture standard già in dotazione o comunque facilmente reperibili. Discorso diverso per il prodotto di Pfizer, che richiede temperature estreme (-70 gradi) e dunque installazioni di conservazione speciali. Il vaccino di AstraZeneca – che a differenza dei preparati di Moderna e Pfizer è fabbricato in modo «classico», utilizzando cioè una versione indebolita di un comune virus del raffreddore (adenovirus) – può essere conservato, trasportato e maneggiato a normali condizioni di refrigerazione (2-8 gradi) per almeno 6 mesi. Sempre secondo Masserey, diversi cantoni sono già in una fase di preparazione molto avanzata mentre altri stanno ancora valutando quanti centri di vaccinazione creare. Al vaglio delle autorità cantonali ci sono palestre, strutture di protezione civile, ospedali, ambulatori medici o farmacie. Secondo Le Matin Dimanche, inoltre, entro fine anno l’esercito sarà pronto con tutte le strutture che dovranno servire per stoccare i diversi preparati.

Secondo Masserey il vaccino arriverà presto. In Svizzera si potrà quindi abbandonare le misure igieniche e di distanziamento oggi in vigore?

Assolutamente no. A questo proposito, abbiamo chiesto un chiarimento a Giovan Maria Zanini, farmacista cantonale. «Un accesso generalizzato al vaccino non sarà possibile prima dei mesi di aprile, maggio e giugno. Queste tempistiche sono già state pianificate. Fino ad allora, i cittadini dovranno osservare ancora tutte le misure di protezione attualmente in vigore. Inizialmente, infatti, la vaccinazione sarà possibile solo per gruppi molto ben selezionati. Solo a partire da aprile la popolazione avrà accesso al medicamento».

Chi avrà accesso per primo al vaccino?

Secondo quanto annunciato da Masserey, i gruppi a rischio saranno i primi ad essere vaccinati. Oltre agli anziani, questi includono persone con diabete, malattie polmonari croniche e pressione alta. Affinché questi gruppi possano essere vaccinati il più rapidamente possibile, sarà necessario l’aiuto dei medici di famiglia, i quali saranno chiamati a contattare e informare i loro pazienti il prima possibile.

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