Quarantene ridotte: la soddisfazione di HotellerieSuisse

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L’associazione ha accolto con favore il passaggio da dieci a cinque giorni - Perplessità sulla proroga dei provvedimenti fino alla fine di marzo e sulla nuova ordinanza per i casi di rigore

Quarantene ridotte: la soddisfazione di HotellerieSuisse
© CdT/Gabriele Putzu

Quarantene ridotte: la soddisfazione di HotellerieSuisse

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La riduzione della durata delle quarantene e dell’isolamento, passata da dieci a cinque giorni, è stata accolta con molto favore da HotellerieSuisse. L’associazione ritiene invece che la proroga prevista dei provvedimenti in vigore fino a marzo sia «troppo lunga e svantaggiosa per il ramo alberghiero».

«Siamo soddisfatti della riduzione della durata della quarantena e dell’isolamento», afferma Andreas Züllig, presidente di HotellerieSuisse, in un comunicato diffuso in mattinata. «Questo, forse, ci permetterà di attutire in parte il drammatico tasso di assenze dal lavoro. Tuttavia, chiediamo anche che i provvedimenti così drastici per il nostro settore siano revocati al più presto.»

«Il settore è gravemente colpito dall’assenza di personale a causa dell’isolamento e della quarantena», sottolinea la nota. «Secondo un sondaggio condotto tra i soci tra l’8 e l’11 gennaio 2022, più di un’azienda su due ha dovuto adattare la propria offerta (ad esempio limitare gli orari di apertura) e accettare un calo del fatturato e/o della qualità dei servizi offerti. Le aziende colpite prevedono già una perdita media di fatturato di oltre 55’000 franchi. A causa dell’attuale stagione invernale, le aziende nelle regioni alpine sono particolarmente colpite».

«I provvedimenti devono essere revocati»

Secondo HotellerieSuisse, la proroga dei provvedimenti fino alla fine di marzo non è proporzionata. «La regola per l’accesso delle persone vaccinate o guarite e con test negativo alle piscine coperte e alle aree wellness negli hotel ha colpito duramente il settore durante l’alta stagione e l’attuazione di questo provvedimento è molto difficile per i gestori. A causa delle attuali capacità di effettuare test, anche gli ospiti che sono disposti a fare il test spesso non hanno la possibilità di essere testati per poter usufruire di un trattamento di wellness. L’obbligo del telelavoro ha indirettamente gravi effetti, che colpiscono soprattutto la gastronomia urbana e il settore alberghiero». Pertanto, se la situazione migliora, HotellerieSuisse chiede «che i provvedimenti vengano revocati al più presto, e al più tardi entro la fine di febbraio».

La nuova ordinanza per i casi di rigore deve essere migliorata

HotellerieSuisse si è anche espressa sulla nuova ordinanza per i casi di rigore. «Accogliamo con favore che nel 2022 sarà ancora possibile per le aziende percepire un’indennità per i casi di rigore, poiché la crisi è lungi dall’essere superata. Inoltre, una certa uniformazione dei criteri e un versamento mensile e quindi più tempestivo sono aspetti positivi. Tuttavia, rigettiamo i numerosi inasprimenti rispetto all’indennità per i casi di rigore nei due anni precedenti. I requisiti aggiuntivi posti alle aziende non sono né ragionevoli né risolutivi. Allo stesso modo, il limite proposto per i fondi deve essere aumentato. Dopo due anni di crisi senza colpa, le riserve del settore si sono esaurite e la capacità di investire è gravemente minacciata».

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