Quattro i cantoni che non hanno mai mandato una donna a Berna

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Si tratta di Zugo, Obvaldo, Glarona e Appenzello Interno: in alcuni casi qualcosa potrebbe cambiare

Quattro i cantoni che non hanno mai mandato una donna a Berna
© CdT/Archivio

Quattro i cantoni che non hanno mai mandato una donna a Berna

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Zugo, Obvaldo, Glarona e Appenzello Interno sono i cantoni che non hanno mai avuto una donna nel Parlamento federale. Un’assenza che non finirà per tutti nemmeno in questo 2019, che ha visto le donne ritornare in piazza per rivendicare uguali diritti.

La probabilità di non avere una rappresentante donna a Berna è più alta nei piccoli cantoni che hanno un solo seggio nel Consiglio nazionale (AI, AR, OW, NW, UR, GL, JU). Stupisce quindi che il canton Zugo - con i suoi tre seggi al Nazionale e i due agli Stati - sia stato rappresentato finora esclusivamente da uomini.

Questa volta la situazione potrebbe cambiare. Per la Camera del popolo (attualmente 1 UDC, 1 PPD e 1 PLR), i liberali radicali lanciano nella corsa Karen Umbach, capogruppo del PLR in Gran consiglio. I partiti borghesi devono inoltre fare i conti con una concorrenza agguerrita del campo rosso-verde e con due donne che hanno le carte in regola per ottenere un seggio: l’ex consigliera di Stato Manuela Weichelt (Verdi) e la gran consigliera Barbara Gysel (PS).

Per gli Stati (1 UDC, 1 PLR) i sondaggi pronosticano la riconferma di due senatori «borghesi», ma non si può escludere che la rinuncia dell’uscente Joachim Eder (PLR) possa aprire la strada - soprattutto in caso di ballottaggio - alla stessa Barbara Gysel (PS) o alla gran consigliera dei Verdi Tabea Zimmermann.

«Alba rosa» a Obvaldo e Appenzello Interno

Anche Obvaldo potrebbe mettere fine alla dominanza maschile: alla gran consigliera dell’UDC Monika Rüegger vengono infatti date buone chances di conquistare il seggio lasciato libero dall’uscente Karl Vogler (cristiano-sociale), che non si ripresenta.

Quotazioni in crescita per una rappresentanza femminile a Berna anche in Appenzello Interno. Nel cantone dove il suffragio femminile è stato introdotto soltanto nel 1990, l’unico seggio in Consiglio nazionale risulta vacante, dopo che la Landsgemeinde ha eletto il consigliere nazionale uscente del PPD Daniel Fässler al Consiglio degli Stati. La candidata più in vista per la successione è la consigliera di Stato Antonia Fässler, pure del PPD ma non imparentata con il suo predecessore.

Buio a Glarona e Nidvaldo

Nel canton Glarona bisognerà invece con tutta probabilità pazientare ancora prima di vedere una donna fare il suo ingresso nel Parlamento federale. L’unico mandato in Consiglio nazionale è attualmente occupato dal presidente del PBD svizzero Martin Landolt, che si ricandida.

Il PS vorrebbe riconquistare il seggio perso nel 2009 con una donna: in lizza c’è Priska Grünenfelder, insegnante di 33 anni che non ha rivestito finora nessuna carica politica. Agli Stati dovrebbero peraltro venire riconfermati sia Thomas Hefti (PLR) che Werner Hösli (UDC).

Un altro «ex semicantone», Nidvaldo, ha mandato finora una sola donna a Berna: Marianne Slongo (PPD) ha fatto parte del Consiglio degli Stati dal 1999 al 2007. Questa volta per entrambe le Camere sono stati nominati solo uomini: Hans Wicki (PLR) è già stato rieletto tacitamente agli Stati; per il Nazionale si ripresenta Peter Keller (UDC), che dovrà vedersela con un unico sfidante, l’ex consigliere di Stato del PPD Alois Bissig, in corsa questa volta come indipendente.

Anche Soletta senza una donna?

Decisamente in controtendenza il canton Soletta, che dal 1975 ha sempre avuto almeno una donna nel Parlamento federale e che nella prossima legislatura si potrebbe ritrovare con una rappresentanza di soli maschi a Berna.

Per il Nazionale (2 UDC, 2 PS, 1 PPD e 1 PLR) si ripresentano cinque uscenti - tutti uomini -, mentre l’unica donna, la socialista Bea Heim, non si ricandida. Il PS dovrebbe mantenere il seggio, ma l’ex consigliere di Stato Peter Gomm è dato come favorito rispetto alla presidente del PS solettese Franziska Roth.

Nessuna candidatura femminile è del resto stata presentata per gli Stati, dove dovrebbero venire riconfermati i due attuali «senatori» Pirmin Bischof (PPD) e Roberto Zanetti (PS).

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