Quei rari dottori svizzeri

Coronavirus

L’epidemia evidenzia la dipendenza da personale medico dall’estero - Per alcuni esperti fra i «colpevoli» c’è il numerus clausus negli atenei - Intanto ci si prepara a modificare il test attitudinale per accedere agli studi: forse quest’anno saranno online - INFOGRAFICA

Quei rari dottori svizzeri
© ATS-Ti-Press/Alessandro Crinari

Quei rari dottori svizzeri

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Fra poco in Svizzera potrebbe mancare personale sanitario formato per la terapia intensiva. È il segnale d’allarme lanciato pochi giorni fa da due medici della Società svizzera di medicina intensiva. E sempre nell’ambito dell’emergenza coronavirus il tema «frontalieri» ha enfatizzato la necessità da parte del sistema sanitario elvetico di personale dall’estero. Secondo gli ultimi dati forniti dall’Ufficio federale di statistica (del 2018), il 45.7% dei dottori attivi negli ospedali elvetici proveniva da altri Paesi. In Ticino i medici stranieri nei nosocomi erano il 62.3% (cfr. il grafico sotto). A livello nazionale la maggioranza del personale medico straniero proviene dalla Germania (53,4%, secondo l’Associazione professionale dei medici svizzeri FMH). Seguono i medici italiani (8,9%), quelli...

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