Referendum contro la legge COVID-19: «Le firme ci sono»

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Gli oppositori annunciano di aver trovato le 50 mila firme necessarie per portare i cittadini alle urne - Altre sottoscrizioni possono arrivare entro il 14 gennaio

Referendum contro la legge COVID-19: «Le firme ci sono»
©Shutterstock.com

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Sarebbe riuscito il referendum contro la legge Covid 19. È quanto indica l’associazione «Amici della Costituzione», precisando che in due mesi sono state raccolte le 50’000 firme necessarie e continuano ad aggiungersene.

Il portavoce dell’associazione, Christoph Pfluger, ha confermato una notizia in tal senso diffusa oggi da Blick.ch. Sono sicuro che ce la faremo, ha affermato. L’esperienza insegna che di solito sono necessarie circa 55’000 sottoscrizioni, da sottoporre alla Cancelleria federale.

Il comitato referendario vuole impedire che i poteri straordinari ottenuti dal Consiglio federale durante la pandemia vengano legittimati in maniera retroattiva e prolungati fino al termine del 2021. La legge Covid 19 è già in vigore e il Parlamento sta già discutendo le prime modifiche in questi giorni.

Secondo gli oppositori la legge Covid 19 è inutile. La maggior parte del testo si concentrerebbe infatti su prestazioni finanziarie che si potrebbero decidere anche senza competenze speciali. In caso di recrudescenza dell’epidemia, sarebbe comunque possibile emettere nuovamente ordinanze di necessità.

Gli «Amici della Costituzione» sostengono inoltre che con la legge Covid-19 sarebbe possibile rendere obbligatorie vaccinazioni testate in maniera non sufficiente. Anche farmaci potrebbero essere approvati con procedure accelerate, affermano. Oltre a questo, le nuove norme avrebbero a loro avviso altri difetti. Le sovvenzioni ai media sono ad esempio viste come fuori luogo, poiché la crisi del settore non è collegabile, dicono, alla pandemia.

Il comitato referendario ha tempo fino al 14 gennaio 2021 per raccogliere altre firme. La votazione si svolgerà probabilmente solo nel giugno 2021, quando la legge sarà in vigore da nove mesi.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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