Riconoscimento facciale: distopia «cinese» o sicurezza necessaria?

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Lanciata in Svizzera una petizione contro la videosorveglianza biometrica negli spazi pubblici: preoccupa la creazione di una legge ad hoc che autorizzi un ampio ricorso a questa tecnologia – Per alcuni «non è compatibile con la democrazia elvetica», mentre per altri aiuterebbe le autorità nella ricerca e nel monitoraggio dei criminali

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© Shutterstock

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Sempre più Stati si stanno affidando alle tecnologie di riconoscimento facciale per monitorare gli spazi pubblici 24 ore su 24 nel nome della sicurezza della collettività. Una prassi che si è viepiù consolidata negli anni e che potrebbe - a detta di Amnesty International, AlgorithmWatch CH e Digitale Gesellschaft - varcare anche i confini elvetici grazie a una legge ad hoc che autorizzi un ampio ricorso a queste tecnologie. Ed è proprio questa preoccupazione il motore che ha spinto le tre organizzazioni a lanciare una petizione chiedendo ai cittadini di rigettare con forza il riconoscimento facciale automatico e altri sistemi di sorveglianza biometrica negli spazi pubblici. Ora, la domanda da porsi non è tanto se la videosorveglianza fornisca un importante contributo nella lotta al crimine...

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