«Ricordarsi delle vittime, prevenire ulteriori atrocità»

La commemorazione

Il messaggio del Presidente della Confederazione Guy Parmelin in occasione della Giornata internazionale di commemorazione delle vittime dell’Olocausto

«Ricordarsi delle vittime, prevenire ulteriori atrocità»
© KEYSTONE/Peter Schneider

«Ricordarsi delle vittime, prevenire ulteriori atrocità»

© KEYSTONE/Peter Schneider

Esattamente un anno fa, decine di capi di Stato e di governo, tra cui la presidente della Confederazione, e i sopravvissuti all’Olocausto, tra cui tre nostri connazionali, hanno commemorato solennemente il 75° anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau. Insieme, si sono impegnati a perpetuare la memoria dei sei milioni di vittime ebree dell’Olocausto, di vittime non ebree del Terzo Reich, come i Rom, i Sinti e gli Jenisch, così come la memoria di altri crimini commessi dalla Germania e dai suoi alleati.

Cerimonie simili si sarebbero dovute tenere anche nei luoghi di altri campi di sterminio e di concentramento. Avrebbero soprattutto dovuto ricordare che l’Olocausto non riguarda solo Auschwitz o i soli campi. A causa dell’attuale pandemia, queste commemorazioni hanno tuttavia dovuto essere annullate.

La crisi sanitaria in corso non deve tuttavia farci dimenticare ciò su cui la nostra società fonda pace e coesione: lo spirito di apertura, il senso del dialogo e l’espressione del rispetto. Occorre certamente porre maggiore enfasi su tali aspetti quando la società è in preda alle difficoltà, indotta a ripiegarsi su se stessa, propensa all’esclusione, nella convinzione sbagliata e viziata che queste stesse difficoltà siano causate da altri.

Ogni periodo di instabilità favorisce toni estremisti e pulsioni malsane. Basta uno sguardo all’attualità internazionale per convincersene. Questo meccanismo psicologico deve essere denunciato e la tentazione della violenza scongiurata a tutti i costi. Oggi, come in passato, condanniamo quindi fermamente ogni forma di antisemitismo, discriminazione e razzismo.

Dopo il 1945 sono stati perpetrati altri genocidi ed è importante oggi intraprendere azioni concrete per prevenirne di nuovi. La Svizzera è stata pioniera in questo campo istituendo alcuni anni fa la «Global Action against Mass Atrocity Crimes», l’azione globale contro i crimini legati alle atrocità di massa: una rete che raggruppa rappresentanti degli Stati, esperti e rappresentanti della società civile di tutti i continenti allo scopo di sviluppare strumenti di prevenzione.

«L’orrore dell’Olocausto non risiede nel fatto che rappresenti una devianza dalle norme umane, l’orrore è che non se ne sia discostato affatto», ha scritto lo storico dell’Olocausto Yehuda Bauer. Ciò che è accaduto può accadere di nuovo, anche se non esattamente nello stesso modo, non da parte dei tedeschi contro gli ebrei, ma da parte di chiunque contro chiunque altro. «Siamo tutti potenziali vittime, potenziali carnefici, potenziali spettatori».

Ricordiamoci delle vittime e agiamo concretamente affinché tali atrocità non si ripetano mai più!

Guy Parmelin, presidente della Confederazione

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