«Ricordiamoci delle misure di protezione anche a Natale»

Berna

I tecnici della Confederazione rinnovano l’incontro con la stampa per fornire informazioni sull’evoluzione della pandemia in Svizzera

«Ricordiamoci delle misure di protezione anche a Natale»
©KEYSTONE/Anthony Anex

«Ricordiamoci delle misure di protezione anche a Natale»

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Nuovo incontro a Berna con i tecnici della Confederazione per aggiornare la popolazione sulla pandemia da coronavirus in Svizzera. Alla conferenza stampa sono presenti Virginie Masserey, responsabile della Sezione malattie infettive dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Dora Makausz, responsabile Ufficio Prestazioni trasversali della SECO, Martin Ackermann, presidente della task force nazionale COVID-19, Rudolf Hauri, medico cantonale di Zugo.

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LA CONFERENZA STAMPA

Tassi di mortalità inferiori rispetto ad altri Paesi

La responsabile della Sezione malattie infettive dell’Ufficio federale della sanità pubblica Virginie Masserey ha confrontato le cifre svizzere con quelle di altri Paesi. «In termini di decessi, la Svizzera si è attestata all’1,2%, mentre la Francia al 2,3%: le percentuali di decessi in Svizzera sono dunque inferiori a quelle di altri Stati», ha affermato. «Il picco dei decessi è arrivato più tardi rispetto alle nuove infezioni e i numeri sono più alti che nella prima ondata.»

«La situazione si è stabilizzata in termini di ricoveri ospedalieri», ha continuato Masserey, «ma gli ospedali sono ancora sotto forte pressione».

Virginie Masserey ha poi sottolineato l’importanza di non abbassare la guardia: «Dobbiamo continuare a farci testare non appena compaiono i primi sintomi».

«Il sistema di Contract Tracing funziona di nuovo»

«Il sistema di Contract Tracing è stato riparato e funziona di nuovo senza problemi», ha detto il medico cantonale di Zugo Rudolf Hauri, il quale mette tuttavia in guardia: «Il numero di casi non deve tornare a salire, altrimenti il sistema raggiungerà rapidamente i suoi limiti».

«Con le misure di protezione non bisogna scendere a compromessi, bisogna anzi rafforzare la consapevolezza», ha affermato Hauri. «Ciò è particolarmente importante con l’avvicinarsi delle vacanze natalizie e di fine anno».

«Non abbiate paura di farvi testare anche se i sintomi sono minori», ha sottolineato Hauri. «Questo è un fattore importante per ridurre la diffusione».

«In vista delle festività, in occasione dei festeggiamenti saranno necessarie misure rigide. La distanza, l’igiene, l’uso di mascherine, il non cantare i canti di Natale e una pre-quarantena volontaria sono misure importanti per delle festività più sicure».

«Stiamo lavorando bene, continuiamo così»

«È bello vedere come la popolazione abbia contribuito alla diminuzione dei casi», ha affermato Martin Ackermann, responsabile della task force. «Se continueremo così, si otterrà molto».

«È importante che le cifre siano in calo», ha proseguito Ackermann, soprattutto in vista dei freddi mesi di dicembre e gennaio: il tempo ha un’influenza sui contagi, peggiore è il tempo, peggiore è la situazione in termini di nuove infezioni».

Gli esperti hanno poi risposto alle domande dei media.

Perché in Svizzera il vaccino non arriverà già quest’anno, come avviene invece in altri paesi?

«Abbiamo bisogno di una valutazione da parte delle autorità di Swissmedic», ha affermato Masserey. «La vaccinazione sarà possibile al più presto nel gennaio 2021 o nel primo trimestre, ma non voglio alimentare le speranze».

La durata della quarantena potrà essere ridotta, in caso di test negativo?

«Non è stata ancora trovata una buona soluzione per quanto riguarda la durata della quarantena», ha risposto Masserey. «Non è il momento di correre rischi», ha aggiunto.

I medici dovrebbero testare di più: quali sono i maggiori ostacoli?

«È una questione di comunicazione», ha affermato Hauri. «Anzi, facciamo un appello a tutti i professionisti del settore medico: dobbiamo unirci e collaborare meglio».

«La gente deve essere messa al corrente delle possibilità dei nuovi test: sono più veloci e i costi sono coperti».

Di quali regole avremo bisogno per il Natale?

«Prevediamo di fare delle raccomandazioni precise al riguardo», ha risposto Masserey. «Attualmente il numero di persone è limitato a dieci. Possiamo già ora raccomandare il rispetto delle regole sulla distanza e festeggiamenti più brevi».

Il PS ha richiesto l’introduzione di un sistema «a semaforo» come quello presente in Italia: ad ogni zona corrisponderebbe un colore a seconda della gravità della situazione. Ha senso in Svizzera una soluzione simile?

«In linea di principio, questi sistemi a semaforo sono molto utili» ha risposto Hauri. «Allo stesso tempo, però, prevedono l’attivazione automatica di certe misure. Parliamo dunque di un modo più facile di gestire la pandemia, ma meno flessibile e, a volte, meno preciso nell’andare a colpire i punti critici. Sono un’arma a doppio taglio».

Anche Ackermann ha commentato la possibilità di introdurre un sistema a colori in Svizzera: «Ci sono vantaggi e svantaggi nel sistema ‘a semaforo’. L’aspetto positivo è che le misure potrebbero essere adottate più rapidamente».

Qual è il tasso di mortalità? In un articolo, la task force parla di un tasso di mortalità del 2,5%, mentre Masserey ha parlato dell’1,2%. Come si spiega questa differenza?

«La cifra si riferisce probabilmente a periodi di tempo diversi», ha risposto Masserey. Il presidente della task force Ackermann ha però affermato di voler affrontare la questione e di volerla esaminare nella task force.

«Stiamo attenti»

«La diffusione può tornare a salire molto rapidamente», mette in guardia il dottor Hauri, sottolineando l’importanza di evitare le disattenzioni. «Basta tornare a sedersi troppo vicini ed il virus tornerebbe a diffondersi pio velocemente».

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