Ristoranti: luce verde ai locali interni

Lotta alla pandemia

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin e il consigliere federale Alain Berset, in diretta da Berna, illustrano gli allentamenti in consultazione: aumenta il pubblico per le manifestazioni, gruppi più numerosi per sport e cultura amatoriale, aprono i centri wellness, niente quarantena per i vaccinati e niente obbligo di telelavoro per le imprese che fanno i test – Estesa a 24 mesi la durata massima del diritto all’ILR

Ristoranti: luce verde ai locali interni
© Keystone/Peter Schneider

Ristoranti: luce verde ai locali interni

© Keystone/Peter Schneider

Ristoranti: luce verde ai locali interni
© Keystone/Peter Schneider

Ristoranti: luce verde ai locali interni

© Keystone/Peter Schneider

Nuovo appuntamento informativo legato alla pandemia. Guy Parmelin, presidente della Confederazione e capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), illustra insieme ad Alain Berset, consigliere federale e capo del Dipartimento federale dell’interno (DFI) le strategie future nella lotta alla COVID-19 (vedi sotto per il comunicato stampa).

IL VIDEO

Loading the player...
La conferenza

Tocca al presidente della Confederazione Guy Parmelin aprire la conferenza. «Sempre più persone sono vaccinate, il numero di casi è in calo, la situazione epidemiologica sta migliorando» afferma. Ecco perché, aggiunge Parmelin, il Consiglio federale ha adottato il modello a tre fasi. «Ma serve ancora cautela, specialmente durante la stagione estiva» prosegue. Parmelin, in quanto «ministro» dell’economia, sottolinea anche l’estensione del lavoro ridotto da 18 a 24 mesi. Tradotto: «Nessun licenziamento dovrà essere annunciato a fine agosto».

«Non dobbiamo precipitarci verso l’uscita»
«Non dobbiamo precipitarci verso l’uscita» afferma dal canto suo Alain Berset. «Abbiamo corso dei rischi, ma siamo andati avanti finora per piccoli passi. Con i vaccini, e con una popolazione nel contempo rispettosa delle regole, dando prova di prudenza, non è il momento di mettersi a rischio. Bisogna anzi continuare su questa strada, per arrivare alla fine di questo periodo». E ancora: «Abbiamo la migliore situazione possibile».

Il modello a tre fasi, prosegue Berset, è sostenuto dai Cantoni. «La prima fase, quella di protezione, finirà presto» garantisce il consigliere federale. Alla fine di maggio, al più tardi all’inizio di giugno. Quando, cioè, tutte le persone a rischio e vulnerabili saranno vaccinate. Poi sarà possibile passare alla seconda fase, quella di stabilizzazione. Una fase «collegata ad altre aperture». Ora, appunto, la palla passerà ai Cantoni: la decisione finale verrà presa il 26 maggio, l’entrata in vigore dei nuovi allentamenti invece è fissata per il 31 maggio.

Quanto agli allentamenti, Berset spiega che il Consiglio federale ha mantenuto una certa cautela a livello di incontri privati. «Il limite rimane fissato a 10 persone al chiuso e 15 all’aperto, questo perché il rischio di contagio nelle riunioni famigliari rimane molto alto». I ristoranti, però, riapriranno i locali interni. «Ma a condizioni severissime» ammonisce Berset. «La mascherina andrà indossata a tavola, a meno che non si stia mangiando. E c’è un obbligo a rimanere seduti e un limite di quattro persone per tavolo».

Le vaccinazioni? «Siamo sulla buona strada»

Berset è convinto: la strategia di vaccinazione sta funzionando. «Siamo anche pronti per ulteriori vaccinazioni, ad esempio una terza iniezione a mo’ di richiamo». A tal proposito, la Confederazione si è già assicurata dosi aggiuntive di Moderna. «Siamo pronti anche per il prossimo inverno». Tre milioni di dosi, per contro, verranno messe a disposizioni per i Paesi più poveri.

I locali notturni dovranno aspettare

Spazio, ovviamente, alle domande: la restrizione del numero dei clienti all’interno dei negozi rimarrà? E quando apriranno le discoteche? «Stiamo procedendo per gradi» dice Berset. Le discoteche, verosimilmente, «riapriranno solo verso la fine del modello a tre fasi» mentre nei negozi le capacità saranno adattate: il limite di una persona per dieci metri quadrati sarà applicato anche ai negozi non alimentari.

E i bambini?

Le domande si spostano sui bambini. «Non sono diventati un gruppo a rischio» dice Patrick Mathys dell’Ufficio federale della sanità pubblica. «I bambini non sono vulnerabili come, ad esempio, gli anziani» aggiunge Berset. All’orizzonte, in ogni caso, si stagliano anche le vaccinazioni per i più piccoli. Di più, nel caso di un viaggio e di un rientro da un Paese a rischio i giovani al di sotto dei 16 dovrebbero evitare la quarantena.

© KEYSTONE/Peter Schneider
© KEYSTONE/Peter Schneider
Il comunicato stampa

Nella seduta del 12 maggio 2021, il Consiglio federale ha adottato il modello a tre fasi, che definisce la strategia per i prossimi mesi. Alla fine di maggio, quando saranno state vaccinate tutte le persone a rischio che lo desiderano, si passerà dalla fase di protezione a quella di stabilizzazione, che sarà accompagnata da una quarta tappa di riapertura. Se la situazione epidemiologica lo consentirà, da lunedì 31 maggio i ristoranti potranno riaprire i locali interni, il numero massimo di persone ammesse a manifestazioni pubbliche sarà innalzato e per le imprese che effettuano regolarmente test l’obbligo del telelavoro sarà tramutato in una raccomandazione. Il Consiglio federale sottopone queste e altre proposte ai Cantoni, alle commissioni parlamentari competenti e alle parti sociali e prenderà una decisione definitiva il 26 maggio. La situazione epidemiologica sta migliorando: il numero di nuovi casi, le ospedalizzazioni e l’occupazione dei posti letto nei reparti di terapia intensiva sono in calo. La popolazione si attiene alle misure di protezione e le riaperture decise il 19 aprile scorso non hanno avuto finora un impatto negativo sull’evoluzione dell’epidemia. Secondo il Consiglio federale vi sono buone probabilità che nelle prossime settimane la situazione negli ospedali continui a migliorare e che alla fine di maggio possano essere decisi ulteriori allentamenti. È tuttavia essenziale che la campagna vaccinale proceda ad alto ritmo e che tutti − specialmente i gruppi a rischio − continuino a proteggersi con molta attenzione fino a quando non saranno stati vaccinati. Il Consiglio federale pone in consultazione le seguenti proposte.

Manifestazioni in presenza di pubblico: al chiuso 100, all’aperto 300 persone

Per le manifestazioni in presenza di pubblico il limite passerà da 50 a 100 persone al chiuso e da 100 a 300 all’aperto. Potrà inoltre essere usata la metà della capienza e non più soltanto un terzo come finora. Lo stesso varrà per le manifestazioni per la formazione dell’opinione politica e le manifestazioni religiose. Altre manifestazioni, come gli eventi di associazioni o le visite guidate, potranno svolgersi sia al chiuso che all’aperto con un massimo di 30 persone invece delle attuali 15. Resteranno per contro vietate le manifestazioni di ballo. Poiché il rischio di trasmissione è più alto, negli incontri privati saranno ammesse come finora non più di 10 persone al chiuso e non più di 15 all’aperto.

Ristoranti: apertura dei locali interni se il numero di casi non aumenta

Il Consiglio federale propone che possano essere riaperti anche i locali interni dei ristoranti, a condizione che sia applicato un piano di protezione. Dal punto di vista epidemiologico, questo è l’allentamento più critico, perché s’incontrano al chiuso molte persone di diverse economie domestiche senza mascherina. Una riapertura alla fine di maggio presuppone pertanto che il numero di casi resti stabile o cali. Sono previste le stesse regole che vigono attualmente per le aree esterne: rispetto della distanza o installazione di barriere, non più di quattro persone per tavolo, registrazione dei dati di contatto di tutti gli ospiti, obbligo di restare seduti e di portare la mascherina anche al tavolo quando non si consuma. Verrà per contro abrogato l’obbligo della mascherina sulle terrazze quando si è seduti al tavolo. Sarà compito dei Cantoni controllare il rispetto dei piani di protezione.

Sport amatoriale: gruppi più grandi e partite di calcio in tutte le leghe

Il limite di persone che potranno praticare insieme uno sport sarà innalzato da 15 a 30. Sarà inoltre nuovamente ammessa la presenza di pubblico, anche alle competizioni. Alle manifestazioni saranno ammessi 100 spettatori al chiuso e 300 all’aperto. Per permettere lo svolgimento di partite di calcio anche nel settore amatoriale, la dimensione massima dei gruppi per gli sport di squadra nei campionati nazionali e regionali passerà da 30 a 50 persone. Le competizioni negli sport di squadra saranno permesse soltanto all’aperto. Per gli sport al chiuso, continueranno a valere le regole seguenti: al massimo 15 persone nella stessa sala se non è indossata la mascherina e gli sport di contatto come lo judo o la lotta svizzera sono ammessi al chiuso senza mascherina soltanto in gruppi di quattro persone a composizione stabile. Sarà inoltre ridotta a 10 metri quadrati la superficie per persona per la pratica al chiuso di sport tranquilli (p. es. lo yoga).

Cultura amatoriale: possibili gruppi più grandi

Analogamente a quanto previsto nello sport, anche nella cultura la dimensione massima dei gruppi sarà aumentata a 30 persone. Alle rappresentazioni e alle prove che le precedono saranno ammesse non più di 50 persone, sia al chiuso che all’aperto. La superficie richiesta per persona per le orchestre a fiato sarà ridotta da 25 a 10 metri quadrati. I concerti all’aperto saranno di nuovo permessi sia per i cori amatoriali che per quelli professionali.

Revoca dell’obbligo del telelavoro per le imprese che effettuano test regolari

L’obbligo del telelavoro sarà tramutato in una raccomandazione per le imprese che effettuano test regolari. Per ridurre ulteriormente gli ostacoli per i test nelle imprese, la Confederazione coprirà non soltanto i costi dei test, ma anche quelli per l’aggregazione dei campioni. Dal 18 gennaio, i datori di lavoro sono obbligati a disporre il telelavoro qualora per la natura dell’attività ciò sia possibile e attuabile senza un onere sproporzionato. Non appena tutte le persone che lo desiderano saranno state vaccinate (inizio della fase di normalizzazione), la regola del telelavoro sarà allentata senza condizioni. La protezione delle persone particolarmente a rischio sul posto di lavoro sarà prorogata.

Scuole universitarie: esteso l’insegnamento presenziale

Nelle scuole universitarie la limitazione a 50 persone per le manifestazioni presenziali sarà revocata se sarà previsto un piano di test nel quadro della strategia cantonale e il Cantone avrà rilasciato la pertinente autorizzazione. Potrà inoltre essere usata la metà della capienza delle sale e non più soltanto un terzo come finora. Resteranno in vigore l’obbligo della mascherina e il rispetto della distanza.

Apertura delle strutture per il wellness

I bagni termali e i centri wellness potranno riaprire. Per persona devono essere previsti 15 metri quadrati e potranno essere svolte attività senza mascherina, ma tenendo la distanza.

Nessuna quarantena per le persone vaccinate

Oltre alle persone guarite, saranno esentate dalla quarantena di contatto e dalla quarantena per chi viaggia anche le persone vaccinate, poiché si ritiene che non possano trasmettere la malattia. Devono ancora essere stabiliti la durata di questa deroga e i vaccini cui si applica. In vista delle vacanze estive, il Consiglio federale adegua inoltre i consigli di viaggio della Confederazione, segnalando che in tutte le regioni del mondo vi è il rischio di infezione. Prima di recarsi all’estero, vanno consultate le informazioni e le raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica e, in particolare, l’elenco aggiornato degli Stati e delle regioni con rischio elevato di contagio. Chi entra in Svizzera in provenienza da uno di questi Stati o regioni deve mettersi in quarantena. È sconsigliato recarsi in Paesi o regioni in cui sono presenti nuove mutazioni del virus. Questi Stati e queste regioni sono riportati nell’elenco.

Approvato il modello a tre fasi

Il Consiglio federale ha adottato oggi anche la sua strategia per i prossimi mesi definendo tre fasi fino a quando saranno stati vaccinati tutti gli adulti che lo desiderano e potranno essere ampiamenti revocati i provvedimenti di protezione contro la COVID-19 (v. scheda informativa). Questo modello a tre fasi è stato accolto favorevolmente in sede di consultazione. Quasi tutti i Cantoni approvano sia il modello che la strategia, alla quale sono stati pertanto apportati soltanto adeguamenti minimi. La maggioranza dei Cantoni è consapevole che il modello comporta anche dei rischi, per esempio per le persone che non possono farsi vaccinare e che quindi sono esposte a un rischio maggiore a lungo termine. La prima fase (fase di protezione) durerà fino a quando non saranno state completamente vaccinate tutte le persone particolarmente a rischio che lo desiderano e dovrebbe concludersi alla fine di maggio. Nella seconda fase (fase di stabilizzazione) tutta la popolazione adulta avrà accesso alla vaccinazione. Non appena saranno state completamente vaccinate tutte le persone adulte che lo desiderano inizierà la terza fase (fase di normalizzazione). Il virus continuerà tuttavia a circolare anche dopo che tutte le persone adulte che lo desiderano saranno state vaccinate.

Previste altre riaperture

Il Consiglio federale prevede altre riaperture nella seconda e terza fase. Il 26 maggio prenderà decisioni definitive sulle grandi manifestazioni con più di 1000 persone; l’analisi dei risultati della consultazione su questa proposta è in corso. Il Consiglio federale intende porre in consultazione la prossima tappa di riapertura l’11 giugno per poi decidere il 18 giugno. In questo pacchetto sono previsti ulteriori allentamenti tra l’altro per lo sport, la cultura e le manifestazioni. In estate, il Consiglio federale discuterà anche la pianificazione a medio termine e si occuperà dei lavori preparatori necessari per il prossimo inverno.

Adeguate diverse ordinanze COVID-19

Ancora prima di prendere una decisione sulla quarta tappa di riapertura, il Consiglio federale ha adottato alcuni adeguamenti tecnici a diverse ordinanze COVID-19, imposti da nuove acquisizioni scientifiche e dalle attività estive. - Le persone che hanno contratto il SARS-CoV-2 e sono guarite non sono più considerate particolarmente a rischio per sei e non più, come finora, per tre mesi. - In vista della stagione estiva gli stabilimenti balneari hanno la possibilità di prevedere nei loro piani di protezione esenzioni dall’obbligo della maschera per alcune parti dell’area esterna, per esempio i prati. - Per i viaggiatori che entrano in Svizzera da uno Stato o una regione in cui è presente una variante del SARS-CoV-2 preoccupante le esenzioni dall’obbligo di test e di quarantena per l’ingresso in Svizzera saranno limitate. - Agli assicuratori è data la facoltà di richiedere il rimborso dei costi dei test fai da te prelevati in eccesso direttamente alla persona assicurata. Le spese per i richiami eventualmente necessari saranno a carico della Confederazione.

© KEYSTONE/Peter Schneider
© KEYSTONE/Peter Schneider
Estesa l'indennita per lavoro ridotto

Il 12 maggio 2021 il Consiglio federale ha deciso di estendere a 24 mesi il diritto all’indennità per lavoro ridotto (ILR). A ciò si aggiunge la proroga della procedura sommaria per il conteggio dell’indennità. Entro la fine di giugno il DEFR dovrà presentare al Consiglio federale gli adeguamenti alla relativa ordinanza.

Durante la sessione primaverile 2021 il Parlamento ha delegato al Consiglio federale la competenza di estendere a 24 mesi la durata massima del diritto all’ILR nei casi in cui il perdurare della pandemia e le limitazioni economiche ad essa collegate dovessero rendere necessaria questa misura. Per la prima volta dal 2009 l’ILR viene di nuovo estesa a 24 mesi. Il 12 maggio il Consiglio federale ha infatti deciso di tornare ad avvalersi di questa possibilità, ora inserita nell’ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione.

La decisione è stata presa tenendo conto dei diversi scenari relativi al mercato del lavoro. Oltre all’estensione della durata massima del diritto all’ILR, che passa da 18 a 24 mesi, il Consiglio federale intende consentire, fino a fine settembre 2021, una proroga di tre mesi della procedura sommaria per il conteggio dell’indennità. Le altre misure previste dall’ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione sono limitate alla fine di giugno; il mese prossimo il Consiglio federale deciderà inoltre se dovranno essere prolungate in ragione delle restrizioni economiche dettate dalla pandemia.

L’adeguamento completo dell’ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione verrà presentato al Consiglio federale entro la fine di giugno 2021. La decisione del Consiglio federale sarà determinata dallo sviluppo epidemiologico delle prossime settimane e dai conseguenti allentamenti alle restrizioni imposte al settore economico nonché dagli effetti che questi ultimi avranno sul mercato del lavoro.

© Keystone/Peter Schneider
© Keystone/Peter Schneider
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1