Salari, istruzione, diritti di genere

Consiglio federale

Nel giorno dello sciopero, l’Esecutivo federale ripercorre quelle che sono le lotte prioritarie per le donne e la società

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Foto Kestone

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BERNA - L’attuazione dell’uguaglianza tra donna e uomo in tutti gli ambiti della vita è una priorità politica. Ad esprimersi in merito allo sciopero nazionale delle donne è il Consiglio federale, chiamato dai Verdi tramite una interrogazione urgente a fornire il suo parere sulle rivendicazioni dello sciopero delle donne. Nel suo atto parlamentare, il gruppo ecologista chiede al Governo di prendere posizione in merito a quindici rivendicazioni femministe.

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Nella sua risposta pubblicata in data odierna, in un Palazzo federale circondato da scioperanti, l’Esecutivo ricorda in particolare le misure già adottate o previste per giungere alla parità dei sessi.

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Il Consiglio federale afferma così che l’uguaglianza salariale tra donna e uomo per un lavoro di uguale valore è un obiettivo prioritario, «come testimonia la revisione della legge sulla parità». Anche il lavoro delle contadine dev’essere retribuito e dichiarato alle assicurazioni sociali. Misure sono previste nella Politica agricola 2022, afferma.

Per quanto riguarda l’educazione, citando una risposta a una precedente interpellanza, l’Esecutivo, ricordando che il settore è di competenza cantonale, sostiene che il materiale didattico delle scuole deve essere privo di stereotipi di genere. Per quel che concerne le alte scuole, il Governo rammenta come dal 2000 la Confederazione sostiene programmi specifici per la promozione delle pari opportunità nelle università, nei politecnici federali e nelle scuole universitarie professionali. Nelle università la quota di professoresse è del resto in aumento.

Sui diritti delle lesbiche, l’Esecutivo rammenta come già nel 2015 aveva riconosciuto la necessità d’intervenire per equiparare al matrimonio le unioni domestiche registrate o aprire il matrimonio alle coppie omosessuali. Circa la violenza domestica, il Consiglio federale afferma che è in preparazione un’ordinanza sulle misure di prevenzione.

Ridurre l’IVA sui prodotti igienici sì, sui contraccettivi no

In merito ai i prodotti destinati all’igiene intima femminile, il Governo ricorda la sua posizione favorevole a una riduzione dell’aliquota IVA. «No» invece alla copertura dei costi dei contraccettivi da parte delle casse malati: «le spirali e i contraccettivi orali non servono a prevenire o curare una malattia e non costituiscono una prestazione in caso di maternità», spiega l’Esecutivo nel giustificare il suo rifiuto.

Il Governo, pur condividendo l’auspicio di una rappresentanza equilibrata dei sessi in Parlamento, non vuole neppure che si emanano leggi per garantire la parità di genere nella formazione delle liste elettorali. Bocciata anche la richiesta di aumentare in modo sostanziale le rendite AVS per le persone a basso reddito: la situazione finanziaria del Primo pilastro si sta sensibilmente deteriorando. L’obiettivo attuale deve pertanto essere quello di mantenere il livello delle prestazioni e assicurare l’equilibrio finanziario.

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