Scandalo FIFA, critiche alla giustizia elvetica

il caso

Lo sfogo di Theo Zwanziger, ex presidente della Federazione di calcio tedesca, arriva tre settimane prima del processo previsto a Bellinzona nell’ambito dello scandalo finanziario relativo ai Mondiali di calcio giocati in Germania nel 2006

Scandalo FIFA, critiche alla giustizia elvetica
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Theo Zwanziger, ex presidente della Federazione di calcio tedesca (DFB), ha duramente criticato la giustizia elvetica denunciando arroganza e negligenza da parte di procuratori federali e giudici del Tribunale penale federale (TPF). Lo sfogo dell’ex dirigente arriva tre settimane prima del processo previsto a Bellinzona nell’ambito dello scandalo finanziario relativo ai Mondiali di calcio giocati in Germania nel 2006.

In un’intervista pubblicata oggi sul giornale svizzerotedesco «Schweiz am Wochenende», Zwanziger è senza freni. «La sentenza svizzera posso buttarla nel cestino», ha detto, riferendosi alla decisione dei giudici del TPF che dovrebbe essere comunicata il prossimo 9 marzo.

In Germania, tale sentenza non sarà esecutiva, poiché i reati di truffa e amministrazione infedele saranno ormai prescritti. «Il procuratore federale spende centinaia di migliaia di franchi per la procedura che non verranno mai recuperati. Si tratta di un’arroganza senza precedenti», ha criticato Zwanziger.

Il procuratore federale sta indagando da quattro anni su attività avvenute in Germania e che sono da tempo prescritte, ha sottolineato l’ex dirigente. «Perché dovrei inchinarmi rispettosamente davanti a persone colpevoli di negligenza?», si è chiesto il 74.enne tedesco, aggiungendo che il tribunale avrebbe dovuto respingere le accuse del procuratore federale.

Scandalo FIFA e DFB

Dopo aver iniziato il procedimento nel novembre 2015, lo scorso agosto il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha promosso l’accusa contro tre ex funzionari della Federazione di calcio tedesca (DFB) - Horst Rudolf Schmidt e i due ex presidenti Theo Zwanziger e Wolfgang Niersbach - oltre che l’ex funzionario elvetico della FIFA Urs Linsi.

Zwanziger, Schmidt e Linsi sono accusati di truffa in correità, mentre Niersbach di complicità in truffa. Inizialmente l’MPC aveva anche ritenuto il riciclaggio di denaro ma questa accusa è ormai prescritta dallo scorso luglio.

Gli imputati sono accusati di aver ingannato con astuzia i membri di un’organizzazione di vigilanza del comitato organizzatore della DFB per i Mondiali del 2006.

La vicenda

La vicenda giudiziaria è piuttosto complessa. Dalle indagini emerge che nell’estate 2002 l’ex calciatore Franz Beckenbauer - allora tra i membri del comitato organizzativo dei Mondiali 2006 - ha contratto dall’ex CEO di Adidas Robert Louis-Dreyfus un prestito a proprio nome di 10 milioni di franchi. La cifra è stata impiegata a favore di un’impresa qatariota di Mohammed Bin Hammam, allora membro del comitato esecutivo e della commissione finanziaria della FIFA.

Le indagini, però, non hanno potuto chiarire in modo definitivo lo scopo di questo versamento. «La giustizia svizzera ha fallito su questo punto cruciale», ha aggiunto Zwanziger.

Stando alle informazioni fornite da Beckenbauer, la cifra è stata chiesta da Mohammed Bin Hammam, rispettivamente dalla commissione finanziaria della FIFA, come contropartita al Comitato per i Mondiali 2006, per un fondo pari a 250 milioni lasciato a libera disposizione della Federazione internazionale di calcio (FIFA). Siccome la DFB non ha voluto mettere a disposizione questa cifra, Beckenbauer l’ha personalmente versata servendosi del prestito.

Nell’aprile 2005 il debito personale di Beckenbauer è stato estinto trasferendo 6,7 milioni di euro (che in base al cambio dell’epoca corrispondevano alla somma dovuta in franchi) da un conto della DFB, rispettivamente del Comitato organizzatore, alla FIFA e poi, ancora nello stesso giorno, a un conto svizzero di Robert Louis-Dreyfus. L’accusa del MPC concerne il rimborso del prestito eseguito dagli imputati.

Beckenbauer, Schmidt, Zwanziger e Niersbach componevano la presidenza del Comitato organizzativo. Linsi era allora segretario generale della FIFA e quindi primo interlocutore della presidenza del Comitato.

Gli imputati sapevano che la commissione presidenziale, che andava assolutamente coinvolta per un pagamento di questa entità, non avrebbe approvato l’estinzione del prestito con fondi della DFB. Per ottenere il rimborso, gli imputati lo hanno quindi presentato alla commissione come un cofinanziamento della DFB per un programma della FIFA a sfondo culturale.

Il caso Beckenbauer

Nel luglio 2019 il MPC ha disgiunto il procedimento contro Beckenbauer per condurlo separatamente. Un giudizio comune ritarderebbe inutilmente il procedimento contro gli altri imputati, poiché, secondo la prognosi attuale, lo stato di salute dell’ex calciatore non permette una sua partecipazione al dibattimento al TPF o una sua audizione dinanzi alla giustizia.

Inoltre, lo scorso ottobre l’MPC ha chiesto all’Austria, dove risiede, una perizia sullo stato di salute di Beckenbauer per stabilire se il procedimento può essere portato avanti.

A fine agosto anche il Tribunale superiore del Land di Francoforte sul Meno ha dato il via libera alla presentazione delle accuse contro i quattro funzionari. Secondo la Corte tedesca, vi è un sufficiente sospetto che gli imputati abbiano commesso il reato di evasione fiscale rimborsando il prestito.

Lo scorso 23 gennaio il TPF aveva invitato l’MPC a completare il suo atto d’accusa per quanto riguarda questa vicenda, poiché se i giudici non pronunceranno una sentenza in prima istanza entro la fine del prossimo aprile, i fatti andranno in prescrizione.

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