Se il tracciamento in Svizzera stenta

Coronavirus

Spesso i Cantoni non riescono a individuare i luoghi dove sono avvenuti i contagi - Per la task force servono misure supplementari

Se il tracciamento in Svizzera stenta
© EPA/SASCHA STEINBACH

Se il tracciamento in Svizzera stenta

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Il tracciamento dei contatti dovrebbe prevenire una seconda ondata di infezioni ma non funziona ancora come desiderato. Al grosso impegno profuso dalle autorità per individuare il luogo in cui una persona è stata infettata fanno riscontro risultati modesti. Con conseguenti difficoltà per spezzare la catena dei contagi. Nei Cantoni più grossi della Svizzera tedesca, molti casi sono senza risposta. L’epidemiologa Nicola Low, della Task force federale COVID-19, si è detta preoccupata sulla «SonntagsZeitung», che ha pubblicato i dati recenti di Berna, Argovia e Zurigo. In quest’ultimo cantone, fra il 15 e il 28 luglio, sono stati registrati 304 nuovi contagi: nel 65% dei casi il luogo è sconosciuto. A Berna, dal 1. luglio i nuovi contagi sono stati 187: in 73 casi (39%) il luogo non ha potuto essere appurato (mentre il 20% è avvenuto all’estero e il 21% in famiglia). Quanto al Canton Argovia, dei 496 casi riscontrati dall’11 maggio, nella misura del 43% non è stato possibile risalire all’origine dell’infezione (28% in famiglia e 15% all’estero). Questo è considerato molto problematico. «Le cifre mostrano che ci sono ancora molti contagi non diagnosticati e segnalati», ha detto Low.

Anche se nei Cantoni più piccoli le cose sembrano andare un po’ meglio, secondo Low bisogna fare in modo che la percentuale di nuovi casi non collegati a una fonte di infezione precisa sia la più bassa possibile. L’obiettivo è di ridurre questi casi al di sotto del 20%. Per spezzare la catena dei contagi bisogna intervenire tempestivamente. Se questi obiettivi non vengono raggiunti, le catene di trasmissione non possono essere interrotte in modo permanente. Il rilevamento precoce e il contact-tracing sono l’unico strumento a disposizione. «I Cantoni devono fare in modo che il tracciamento sia ben organizzato e monitorato per massimizzarne l’efficacia».

Secondo il medico cantonale di Basilea Città Thomas Steffen tuttavia, il fatto che si stenti a risalire al luogo del contagio non è imputabile al tracing in quanto tale. Se il contagio avviene su un mezzo pubblico o in un negozio è praticamente impossibile risalire alla fonte. Low da parte sua si è detta consapevole di questi limiti, ma proprio per questo chiede una strategia supplementare. Non basta intensificare il contact-tracing. Bisognerebbe anche svolgere regolarmente più test preventivi nelle categorie a rischio di infezione, come il personale sanitario, gli ospiti delle case per anziani e chi proviene da Paesi a rischio.

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