Segnaletica al femminile

Uguaglianza

Ginevra sostituisce le figure maschili su 250 cartelli dei passaggi pedonali con le silhouette di donne - Un progetto unico in Svizzera - LE FOTO

Segnaletica al femminile
Il consigliere di Stato ginevrino Serge Dal Busco e la sindaca della città Sandrine Salerno. ©KEYSTONE/Martial Trezzini

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Il consigliere di Stato ginevrino Serge Dal Busco e la sindaca della città Sandrine Salerno. ©KEYSTONE/Martial Trezzini

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Il consigliere di Stato ginevrino Serge Dal Busco e la sindaca della città Sandrine Salerno. ©KEYSTONE/Martial Trezzini

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Ginevra lancia la segnaletica al femminile su 250 cartelli. Un progetto modesto - si tratta di cambiare soltanto il cartello che indica il passaggio pedonale - ma di fondamentale importanza, riferisce la sindaca Sandrine Salerno a «La Tribune». Sono stati ideati sei simboli differenti: quattro rappresentano la silhouette femminile, uno raffigura una persona con il bastone e l’ultimo mostra due donne che si tengono per mano.

«Questo progetto può sembrare un aneddoto o di significato puramente simbolico, ma i simboli sono fondamentali nella vita politica - incita Sandrine Salerno -. La trasformazione al femminile dei cartelli non è un banale gadget ma un modo per mostrare che la società evolve e per mettere in questione il posto delle donne e degli uomini all’interno dello spazio pubblico».

Alcune persone hanno chiesto alla sindaca perché non andare piuttosto nella direzione di una figura asessuata sui cartelli: «Anche trans o amputati potrebbero rivendicare la loro segnaletica». «Ora ci concentriamo sulla donna - risponde la sindaca - questo cambiamento è già un inizio per aprire una discussione sulla diversità».

Pure il cantone si è alleato all’iniziativa cittadina: «Sottoscriviamo con grande piacere il progetto», esclama il consigliere di Stato ginevrino Sergio Dal Busco.

La legislazione federale sulla segnaletica è molto restrittiva e difficilmente si possono modificare cartelli, il «passaggio pedonale» è un caso particolare, spiega il quotidiano ginevrino. L’operazione costata 56.000 franchi è una prima in Svizzera: finora soltanto Zurigo ha modificato temporaneamente i cartelli stradali in occasione del Pride dell’anno scorso.

©KEYSTONE/Martial Trezzini
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©CdT.ch - Riproduzione riservata

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