«Senza ulteriori misure i casi aumenteranno»

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Nuovo appuntamento informativo con i tecnici della Confederazione per aggiornare la popolazione sulla situazione epidemiologica in Svizzera e sullo stato d’avanzamento della campagna di vaccinazione – LA DIRETTA

«Senza ulteriori misure i casi aumenteranno»
© KEYSTONE/Peter Klaunzer

«Senza ulteriori misure i casi aumenteranno»

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In Svizzera il numero di contagi è diminuito negli ultimi giorni. Di contro, la variante del virus continua a destare preoccupazione tra gli esperti. Soprattutto perché non sono ancora chiari gli effetti delle mutazioni sul vaccino. Ma attualmente, quanti sono già stati vaccinati? E a che punto siamo con la campagna di vaccinazione? Per rispondere a queste domande i tecnici della Confederazione hanno indetto la consueta conferenza stampa da Berna per aggiornare la popolazione. Relatori del punto informativo Nora Kronig, responsabile della divisione internazionale dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), Patrick Mathys, capo della sezione Gestione delle crisi e cooperazione internazionale dell’UFSP, Linda Nartey, medico cantonale bernese e membro del comitato dell’Associazione dei medici cantonali, il presidente della Commissione federale per i problemi di vaccinazione Christoph Berger e il direttore di SwissMedic Philippe Girard.

LA DIRETTA DA BERNA

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«La situazione non si è sviluppata come vorremmo» dice Mathys. «I numeri dei casi stanno ristagnando ad un livello troppo alto» prosegue. Il tasso di riproduzione è ancora superiore a 1 (1,02) quindi è possibile un nuovo aumento. E le preoccupazioni, legate in marticolare alle mutazioni, non mancano. Almeno c’è una tendenza al ribasso nel numero di ricoveri, ribadisce Mathys. Ma tre quarti dei letti per la terapia intensiva sono ancora occupati. «Una tendenza al ribasso è visibile anche nei decessi», spiega Mathys. Ma a 98 casi, rimane ad un livello elevato. «Non siamo ancora dove volevamo essere, senza ulteriori misure il numero di casi aumenterà. Dobbiamo fare tutto il possibile per evitarlo».

La mutazione spaventa

Finora, prosegue Mathys, in Svizzera sono stati registrati 127 casi di mutazione, di cui 86 con variante britannica e 5 dal Sudafrica. Nei restanti casi, non è stato possibile stabilire un’origine. «Non è improbabile affermare che il 5-6% dei campioni analizzati sia legato ad una delle due varianti».

Il vaccino di Moderna è realtà

Girard, direttore di Swissmedic, afferma: «Con l’approvazione di Moderna si può dare un ulteriore contributo alla gestione della pandemia». Kronig, dal canto suo, specifica che 200 mila, nuove dosi di vaccino possono essere somministrate già mercoledì. «Capisco la frustrazione per l’attesa» commenta la responsabile della divisione internazionale. «Ma i volumi sono ancora in aumento». Il 18 gennaio arriverà anche la terza spedizione Pfizer/BioNTech, con 126.000 dosi di vaccino. Questo porta il totale a 560.750 dosi in Svizzera il 18 gennaio. «Potremo vaccinare il 4% della popolazione adulta» dice Kronig. E a febbraio arriverà un milione di dosi.

Efficace al 95%

Il vaccino è efficace al 95%, secondo Girard. Come per BioNTech, ci vogliono due vaccinazioni a persona. «Ci possono essere dei sintomi lievi, come con un vaccino antinfluenzale» precisa Girard. «Quando viene somministrata la seconda dose, i sintomi sono un po’ più gravi». Le donne in gravidanza, i bambini e le persone con allergie rilevanti non dovrebbero essere vaccinati.

Le priorità non cambiano

Anche il pediatra Christoph Berger è soddisfatto dell’approvazione del nuovo vaccino. Grazie alle nuove forniture, spiega, la raccomandazione di vaccinazione sarà leggermente modificata in modo da poter vaccinare più gruppi a rischio. Tuttavia, la priorità rimane la stessa in linea di principio. Le persone più a rischio ora devono poter essere vaccinate rapidamente. Gli altri devono «avere ancora pazienza» e lasciare che chi è ad alto rischio vada per primo, avverte Berger.

La pressione sul sistema sanitario è forte

«La pressione sul servizio sanitario è ancora alta nonostante il calo del numero di casi e l’avvio delle vaccinazioni» avverte per contro Linda Nartey, medico cantonale di Berna, E attenzione alle nuove varianti del virus. «Dove queste appaiono, una situazione preoccupante si presenta molto rapidamente», dice Nartey facendo riferimento a Wengen e all’annullamento delle gare di sci. «Sono necessari enormi sforzi per evitare un’ulteriore diffusione».

Quale vaccino scegliere? E le mutazioni?

Al di là del discorso della catena del freddo, con due vaccini a disposizione c’è (anche) possibilità di scelta. «I due vaccini sono molto simili», dice Berger. «Sia in termini di effetto che di effetti collaterali. Pertanto, non è decisivo quale vaccino viene somministrato. Non è il momento di scegliere tra i due». Quanto all’efficacia rispetto alle mutazioni del virus, Berger ribadisce: «Non abbiamo ancora dati sufficienti per esprimerci».

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