«Sì» alle cure infermieristiche e «no» all’iniziativa sulla giustizia

VOTAZIONI

Il capitale di simpatia accumulato dagli infermieri durante la pandemia è stato favorevole all’iniziativa, approvata con il 61% dei voti – L’altro testo è stato bocciato dal 68% della popolazione

«Sì» alle cure infermieristiche e «no» all’iniziativa sulla giustizia
© iniziativa-cure-infermieristiche.ch

«Sì» alle cure infermieristiche e «no» all’iniziativa sulla giustizia

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Il capitale di simpatia accumulato dagli infermieri durante la pandemia è stato oggi favorevole all’iniziativa «Per cure infermieristiche forti». Il testo è stato infatti approvato con il 61% dei voti. Soltanto Appenzello interno dice «no» con il 52,9% alla normativa.

Tutti gli altri cantoni hanno invece accolto l’iniziativa: si va da un 66,6% a Basilea Città (campione dei sì) a un 51,4% a Svitto (dove l’approvazione è stata più tiepida). Ma anche a Zurigo (61,8%), a Berna (63,9%) o a Ginevra (64,3%) il testo ha ottenuto percentuali ragguardevoli. In Ticino, i sì sono stati il 56,1% dei voti, nei Grigioni il 61,7%.

Non si tratta comunque di una sorpresa: i sondaggi della vigilia erano chiari nell’indicare un sì alle urne e sin dall’inizio del pomeriggio le proiezioni dell’istituto demoscopico Gfs.bern, che ha seguito lo scrutinio per conto della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR, prevedevano un netto sì.

A nulla sono valsi gli appelli del Consiglio federale e del Parlamento che invitavano la popolazione a bocciare questa modifica costituzionale a favore del controprogetto, approvato nel frattempo a larga maggioranza dalle Camere federali.

«Vittoria storica»
Per l’Associazione svizzera delle infermiere e degli infermieri (ASI), all’origine dell’iniziativa, si tratta di «una giornata storica». Secondo l’ASI, la carenza di personale infermieristico non è una minaccia, bensì una realtà ormai da molto tempo: basti pensare che nel terzo trimestre di quest’anno, c’erano quasi 12’000 posti vacanti nel settore delle cure, la maggior parte dei quali riguardavano il personale infermieristico, con quasi 6’300 posti vacanti.

La presidente dell’ASI Sophie Ley si attende ora che le discussioni per l’applicazione del mandato costituzionale procedano rapidamente. La popolazione ha condiviso i valori difesi dal testo, ha aggiunto. Ora infermiere e infermieri aspettano che le cose comincino a muoversi «già da domani». A suo avviso, favorevoli e contrari all’iniziativa devono lavorare assieme per realizzare i progetti e concretizzare le varie rivendicazioni presenti nell’iniziativa.

Attuazione iniziativa divide
Ma l’attuazione dell’iniziativa divide già i vari schieramenti. Secondo la vicepresidente dell’UDC, Céline Amaudruz (GE), l’applicazione del testo potrebbe essere lunga. Per la consigliera nazionale socialista Brigitte Crottaz (VD), l’iniziativa dovrebbe invece essere attuata «subito».

Alla radio romanda RTS, Amaudruz ha dichiarato che il controprogetto approvato dal Parlamento sarebbe stato immediatamente applicabile. «Per quanto riguarda la formazione, sembrerebbe che siamo d’accordo. Per il resto, le discussioni saranno lunghe», ha aggiunto la consigliera nazionale democentrista. Amaudruz si è detta in particolare fermamente contraria al fatto che spetti alla Confederazione decidere le questioni salariali.

Di tutt’altro avviso Crottaz, per la quale «tutto è pronto» per migliorare la formazione del personale infermieristico. Secondo la parlamentare socialista, questo aspetto dell’iniziativa dovrebbe essere «immediatamente» applicato. Per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni di lavoro e le questioni retributive, l’iniziativa lascia un po’ più di tempo, poiché prevede un periodo di quattro anni.

Settima miglior votazione
A proposito del voto odierno, con il 61% di sì ottenuti, l’iniziativa sulle cure infermieristiche è la settima più votata da quando esiste questo strumento democratico. Anche per quanto riguarda la partecipazione al voto, con il 65,3% il testo è entrato nella top ten delle migliori affluenze mai registrate alle urne.

Mediamente il 46% degli aventi diritto di voto si esprime durante le votazioni federali. Il record imbattuto risale al 1992 con ben il 79% di partecipazione per la votazione sullo Spazio economico europeo.

Non deve essere la dea bendata a scegliere i giudici federali. Questo il verdetto dell’appuntamento odierno con le urne, in cui i cittadini erano chiamati a decidere se designare tramite estrazione a sorte i magistrati, in nome di una maggiore indipendenza. Una proposta che però non ha convinto il popolo, il quale ha preferito lasciare l’elezione nelle mani del Parlamento come avveniva finora.

Che la strada per l’iniziativa «Per la designazione dei giudici federali mediante sorteggio (Iniziativa sulla giustizia)», questa l’esatta denominazione, fosse tutta in salita lo si era già intuito dal dibattito parlamentare. Sia al Consiglio nazionale (191 no contro 1 sì e 4 astenuti) sia gli Stati (44 no a zero) era in effetti andato in scena un raro cappotto.

Alla fine gli svizzeri hanno bocciato il testo con il 68,1% dei voti, mentre la partecipazione si è attestata al 63,9%. Nonostante la sconfitta chiara, la quota di favorevoli è comunque abbastanza cospicua da immaginare che il dibattito sull’indipendenza della magistratura elvetica continuerà in futuro, con qualche cambiamento che sembra già prospettarsi.

Campo del no fa en plein
L’iniziativa era però troppo ambiziosa per avere speranze. Lo dimostra il rosso acceso - sinonimo di bocciatura - di cui si è tinta la cartina svizzera man mano che arrivavano i risultati definitivi dei vari Cantoni. Tutti alla fine si sono schierati dalla parte dei contrari, in diversi anche con percentuali superiori al 70%.

I più scettici sono stati Appenzello Interno (77,8%), Vaud (75,1%) e Uri (72,6%). I meno categorici sono invece stati Giura (62,5%), Ticino (63,4%) e Friburgo (63,9%). Nei Grigioni i no sono stati il 66,4% delle schede.

Elezione contro sorteggio
La scelta dei giudici del Tribunale federale (TF) resta quindi appannaggio dell’Assemblea federale plenaria, ovvero il Parlamento, che si vede sottoporre dalla propria Commissione giudiziaria le candidature. Le nomine durano sei anni, periodo al termine del quale si svolgono le elezioni per il rinnovo integrale. Gli aspiranti giudici ad oggi devono essere affiliati politicamente per poter ambire all’investitura: per tradizione i parlamentari cercano poi di bilanciare le forze politiche in sede di designazione, tenendo anche conto di altri parametri quali ad esempio il sesso o la lingua.

I promotori dell’iniziativa, la cui mente era in particolare l’imprenditore di Zugo Adrian Gasser, chiedevano di abbandonare tale procedura per passare a un semplice sorteggio. Sarebbe spettato a una commissione peritale indipendente - formata da membri incaricati dal Consiglio federale - pronunciarsi sui profili idonei a prendere parte a questo faccia a faccia con il fato. Inoltre, il testo contemplava l’abolizione della rielezione (per evitare pressioni e ingerenze esterne), consentendo ai giudici di tenersi stretta la poltrona fino a cinque anni dopo aver raggiunto l’età di pensionamento, a meno di destituzioni dovute a gravi violazioni o perdite di capacità.

L’obiettivo degli iniziativisti era di permettere a chiunque di candidarsi al TF, anche senza appartenere a un partito. A loro giudizio, la prassi attuale non rispetta il principio fondamentale della separazione dei poteri e pregiudica l’indipendenza del sistema. Inoltre, così facendo si preclude anche ai candidati più qualificati, in assenza di agganci politici, di diventare giudici federali, declassando a criterio di serie B le competenze professionali.

Bene ma...
Soddisfazione è stata espressa dai principali interessati, ovvero l’Associazione svizzera dei magistrati (ASM). Essa ha accolto favorevolmente l’esito dello scrutinio, ritenendo che l’iniziativa non avrebbe risolto in maniera convincente le lacune esistenti. A suo parere ora andranno però affrontati vari punti controversi, fra cui la rielezione periodica.

«È difficile vincere quando si hanno tutti i partiti contro», ha invece commentato l’avvocato e sostenitore dell’iniziativa Philip Stolkin. Trinceratosi inizialmente dietro il silenzio, Gasser ha dal canto suo detto all’agenzia Keystone-ATS che intende far ripetere il voto, ritenendo che fosse impossibile informare la popolazione sugli abusi del sistema giudiziario in così poco tempo e parlando di sabotaggio di media e governo ai suoi danni.

In arrivo riforme
Malgrado il fallimento dell’iniziativa, riforme minori del sistema sono come detto nell’aria. La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha infatti depositato un’iniziativa parlamentare per chiedere che la Commissione giudiziaria possa istituire e consultare un comitato di esperti per assisterla nella procedura di selezione.

Inoltre, la stessa Commissione giudiziaria ha deciso recentemente di rivedere la sua pratica attuale per valutare l’eventuale nomina di giudici federali non schierati politicamente. Lo stesso organo teoricamente potrebbe anche apportare delle correzioni per quel che concerne la tassa di mandato, ovvero l’usanza - comunque non iscritta nella legge - per cui i giudici sono soliti versare parte della propria retribuzione al partito.

LA DIRETTA

AGGIORNAMENTO 15.56: L’Associazione svizzera dei magistrati (ASM) accoglie favorevolmente la decisione di oggi del popolo svizzero, che ha respinto l’iniziativa sulla giustizia. Tuttavia, ritiene che sia ora imperativo agire e domanda delle riforme.

L’iniziativa non avrebbe risolto in maniera convincente le lacune esistenti, scrive l’organizzazione in una nota. L’importante numero di voti ottenuto dal testo è però visto come un campanello d’allarme.

Stando all’ASM, vanno affrontati in particolare i temi della rielezione periodica, da sostituire con un’elezione unica accompagnata da un’eventuale revoca del mandato in caso di gravi violazioni, e del contributo finanziario dei giudici ai partiti, «non più difendibile nella forma attuale».

Infine, secondo l’associazione occorre «oggettivare e ulteriormente professionalizzare la procedura di selezione dei magistrati». Essa chiede pertanto a Consiglio federale e Parlamento di intraprendere il più rapidamente possibile le necessarie riforme.

AGGIORNAMENTO 15.41: Duramente sconfitto oggi alle urne, il comitato promotore dell’iniziativa sulla giustizia preferisce al momento mantenere il silenzio. La mente dietro il testo, l’imprenditore del canton Zugo Adrian Gasser, risulta irraggiungibile e non si è nemmeno presentato come previsto ai microfoni dell’emittente RTS.

Nessun altro membro del comitato ha voluto esprimersi, ha constatato l’agenzia Keystone-ATS, presente sul posto al ritrovo degli iniziativisti in quel di Langenthal (BE).

Impossibile anche parlare con Gasser, che ha spento il proprio cellulare. L’imprenditore svizzerotedesco doveva essere intervistato ad inizio pomeriggio sulle onde della RTS, ma ha rinunciato criticando la copertura della sua campagna riservata dalla SSR.

AGGIORNAMENTO 15.37: SantéSuisse e curafutura prendono atto del sì del popolo svizzero all’iniziativa «Per cure infermieristiche forti». Le associazioni di categoria degli assicuratori malattie auspicano che l’applicazione del testo tenga conto in particolare delle conseguenze sull’evoluzione dei premi delle casse malati.

Accogliendo l’iniziativa, gli elettori hanno dato un segnale al personale curante, fortemente sollecitato in questo periodo di pandemia, ha indicato SantéSuisse all’agenzia Keystone-ATS. Il popolo e i cantoni hanno sostenuto la richiesta di miglioramento delle condizioni lavorative. I datori di lavoro sono ora invitati ad agire.

SantéSuisse mette però gli iniziativisti di fronte alle loro responsabilità. Questi avevano infatti negato ogni aumento dei costi durante la campagna. Per l’associazione degli assicuratori malattie, è decisivo che l’onere dei premi, che dipende direttamente dai costi della sanità, non aumenti.

Dal canto suo, Curafutura ha sottolineato di voler impegnarsi in modo costruttivo nelle discussioni future sull’applicazione dell’iniziativa. L’organizzazione non ritiene opportuno inserire una professione nella Costituzione.

Curafutura difenderà in particolare un’attuazione semplice e chiara affinché il personale curante possa fatturare le prestazioni all’assicurazione, senza passare da un medico. Si tratta inoltre di evitare, durante l’applicazione dell’iniziativa, che ne risulti un onere amministrativo sproporzionato o aumenti dei premi insopportabili.

AGGIORNAMENTO 15.02: Il capitale di simpatia accumulato dagli infermieri durante la pandemia è stato favorevole all’iniziativa «Per cure infermieristiche forti». Il testo è stato infatti approvato dalla maggioranza dei cantoni. Finora soltanto Appenzello interno dice «no» alla normativa.

Gli altri diciannove cantoni di cui si conosce il risultato finale hanno invece approvato l’iniziativa. Non si tratta comunque di una sorpresa: i sondaggi della vigilia erano chiari nell’indicare un sì alle urne. In Ticino il testo ha ottenuto il 56,1% dei voti, nei Grigioni il 61,7%.

La proiezione sul risultato complessivo dell’istituto Gfs.bern, che segue lo scrutinio per conto della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR, dà tuttora il sì al 61%.

AGGIORNAMENTO 14.40: Respinta dalla maggioranza dei Cantoni l’iniziativa sulla giustizia. I giudici federali non saranno designati tramite sorteggio. Durante la votazione odierna, l’iniziativa che chiedeva di introdurre tale pratica è infatti stata bocciata dalla maggioranza dei Cantoni, requisito fondamentale da ottenere per superare lo scoglio delle urne.

Il risultato finale del voto popolare diventa quindi inutile. Anche sotto questo aspetto comunque si profila una chiara sconfitta per i sostenitori del testo. Al momento, l’iniziativa è stata respinta da tutti i Cantoni che hanno ufficializzato i dati definitivi.

La quota di no sfora in alcuni casi il tetto del 70%: ciò è il caso ad Appenzello Interno (77,8%), Uri (72,6%) e Nidvaldo (70,5%). Il campo del sì invece non è andato oltre il 37,5% nel Giura, mentre nel resto del Paese il tasso di favorevoli all’iniziativa è persino inferiore.

AGGIORNAMENTO 14.40: «Una giornata storica!». Così la presidente dell’Associazione svizzera delle infermiere e degli infermieri (ASI) Sophie Ley ha commentato alla radio romanda RTS il sì che si profila alle urne per l’iniziativa «Per cure infermieristiche forti».

Ley si attende ora che le discussioni per l’applicazione del mandato costituzionale procedano rapidamente. La popolazione ha condiviso i valori difesi dal testo, ha aggiunto la presidente dell’ASI. Ora infermiere e infermieri aspettano che le cose comincino a muoversi «già da domani». A suo avviso, favorevoli e contrari all’iniziativa devono lavorare assieme per realizzare i progetti e concretizzare le varie rivendicazioni presenti nell’iniziativa.

A proposito del voto di oggi, se le prime proiezioni (61% di sì) si confermassero alla fine, l’iniziativa sulle cure infermieristiche sarebbe la settima più votata da quando esiste questo strumento democratico. Anche per quanto riguarda la partecipazione al voto, al momento stimata attorno al 60%, sarebbe nella top ten delle migliori affluenze alle urne.

AGGIORNAMENTO 14.01: L’attuazione dell’iniziativa «Per cure infermieristiche forti», per la quale si profila un sì alle urne, divide i vari schieramenti. Secondo la vicepresidente dell’UDC, Céline Amaudruz (GE), l’applicazione del testo potrebbe essere lunga. Per la consigliera nazionale socialista Brigitte Crottaz (VD), l’iniziativa dovrebbe invece essere attuata «subito».

Alla radio romanda RTS, Amaudruz ha dichiarato che il controprogetto approvato dal Parlamento sarebbe stato immediatamente applicabile. «Per quanto riguarda la formazione, sembrerebbe che siamo d’accordo. Per il resto, le discussioni saranno lunghe», ha aggiunto la consigliera nazionale democentrista. Amaudruz si è detta in particolare fermamente contraria al fatto che spetti alla Confederazione decidere le questioni salariali.

Di tutt’altro avviso Crottaz, per la quale «tutto è pronto» per migliorare la formazione del personale infermieristico. Secondo la parlamentare socialista, questo aspetto dell’iniziativa dovrebbe essere «immediatamente» applicato. Per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni di lavoro e le questioni retributive, l’iniziativa lascia un po’ più di tempo, poiché prevede un periodo di quattro anni.

Secondo Crottaz, la pandemia di coronavirus ha giocato un ruolo alle urne. La penuria di personale esisteva da lungo tempo, ma il Covid-19 ha rivelato l’importanza sistemica del personale curante.

AGGIORNAMENTO 13.35: I cantoni offriranno il loro aiuto per la ricerca di soluzioni durante le discussioni in vista dell’attuazione dell’iniziativa «Per cure infermieristiche forti», per la quale si profila un sì oggi alle urne. È possibile che ci si basi pure sul controprogetto approvato dal Parlamento per quanto attiene alla formazione e alla fatturazione diretta, secondo la Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS).

Il controprogetto elaborato dalle Camere federali sarebbe stato il modo più efficace per migliorare la situazione, rileva la CDS in una nota odierna. In ogni caso occorre adottare provvedimenti per migliorare le condizioni di lavoro degli infermieri.

«È incontestabile che vadano prese misure nell’ambito dello sviluppo professionale e della promozione dei talenti, per una migliore conciliazione della vita professionale con quella famigliare, nonché per un buon perfezionamento (per esempio con modelli di mentoring) che consentirebbero di evitare uscite anticipate dalla professione», sottolinea la CDS.

La sfida consisterà nel definire disposizioni quadro a livello nazionale che finora rientravano nelle competenze dei cantoni, delle imprese e dei partner sociali, aggiunge la Conferenza dei direttori cantonali della sanità.

AGGIORNAMENTO 13.11: Il capitale di simpatia accumulato dagli infermieri durante la pandemia sembra essere stato favorevole all’iniziativa «Per cure infermieristiche forti». Stando alle prime proiezioni dell’istituto gfs.bern, il 61% del popolo svizzero sostiene il testo. Anche i primi risultati parziali dei cantoni confermano questa tendenza. Non si tratta comunque di una sorpresa: i sondaggi della vigilia erano chiari nell’indicare un sì alle urne.

AGGIORNAMENTO 13.00: In Ticino sono stati scrutinati 100 dei 108 Comuni
«Iniziativa sulle cure infermieristiche»: PARTECIPAZIONE 59.4%; SÌ 56.1%, NO 43.9%
«Iniziativa sulla giustizia»: PARTECIPAZIONE 59.3%; SÌ 37.1%, NO 62.9%

AGGIORNAMENTO 12.56: Poco dopo le 12.30 è giunto in redazione un comunicato stampa a nome del Prof. Franco Cavalli, per conto dell’Associazione «Iniziativa Infermiere SÌ», intitolato «Popolo e cantoni esigono un immediato miglioramento delle condizioni di lavoro degli infermieri», in cui si parla già di «accettazione massiccia» dell’Iniziativa per cure infermieristiche forti. Cavalli parla di «un messaggio chiaro al Consiglio Federale, al Parlamento e ai datori di lavoro del settore sanitario» mandato dalla popolazione. «Questo risultato rappresenta anche una condanna sia per il Consiglio Federale, che per anni ha ignorato il problema, che per i datori di lavoro, che spesso negli ultimi anni hanno addirittura peggiorato le condizioni di lavoro del personale infermieristico. Il popolo ha anche detto che non si fida del controprogetto pasticciato in Parlamento che ben poco avrebbe risolto. La chiara maggioranza dei votanti oggi ha richiesto un cambiamento radicale nell’atteggiamento del Consiglio Federale, del Parlamento e dei datori di lavoro».

AGGIORNAMENTO 12.42: In Ticino sono stati scrutinati 80 Comuni
«Iniziativa sulle cure infermieristiche»: PARTECIPAZIONE 60.3%; SÌ 56.3%, NO 43.7%
«Iniziativa sulla giustizia»: PARTECIPAZIONE 60.2%; SÌ 36.5%, NO 63.5%

AGGIORNAMENTO 12.41: L’iniziativa popolare che chiede di designare i giudici federali tramite sorteggio, in votazione oggi, non ha convinto gli svizzeri. Stando alla proiezione formulata dall’istituto gfs.bern per conto della SSR, che conferma la tendenza precedente, i no raggiungono il 68%. Il testo, dietro il quale vi è in primis l’imprenditore di Zugo Adrian Gasser, chiede che l’elezione dei giudici del Tribunale federale non sia più appannaggio del Parlamento, bensì avvenga tramite estrazione a sorte fra profili approvati da una commissione peritale indipendente. La prassi attuale infatti costringe i candidati a essere affiliati a un partito politico per ambire all’incarico. Ciò, secondo gli iniziativisti, viola la separazione dei poteri e pregiudica l’autonomia del sistema. Per quanto riguarda i singoli cantoni, in Ticino, dopo lo spoglio di 70 comuni su 108, i no sono al 63,3%. Nei Grigioni invece, quando all’appello mancano solo quattro dei 101 municipi, la percentuale di rifiuti si attesta al 67,0%.

AGGIORNAMENTO 12.30: In Ticino sono stati scrutinati 60 Comuni
«Iniziativa sulle cure infermieristiche»: PARTECIPAZIONE 60.2%; SÌ 56.0%, NO 44.0%
«Iniziativa sulla giustizia»: PARTECIPAZIONE 60.1%; SÌ 36.7%,NO 63.3%

AGGIORNAMENTO 12.24: In Ticino sono stati scrutinati 41 Comuni, la partecipazione è al 60.8%
«Iniziativa sulle cure infermieristiche»: SÌ 55.6%, NO 44.4%
«Iniziativa sulla giustizia»: SÌ 36.5%, NO 63.5%

AGGIORNAMENTO 12.18: In Ticino sono stati scrutinati i primi 20 Comuni, la partecipazione è al 61.0%
«Iniziativa sulle cure infermieristiche»: SÌ 55.5%, NO 44.5%
«Iniziativa sulla giustizia»: SÌ 35.6%, NO 64.4%

AGGIORNAMENTO 12.12: Sì all’iniziativa per cure infermieristiche e alla legge COVID, no all’iniziativa che propone di designare i giudici federali attraverso il sorteggio: è questo l’esito che si profila della votazione odierna secondo l’istituto demoscopico Gfs.bern, che segue lo scrutinio per conto dell’ente televisivo SRG SSR. Non si tratta di una sorpresa: i sondaggi della vigilia erano chiari nell’indicare tale risultato. Ora si tratta di stabilirne le proporzioni. Per quanto riguarda la normativa COVID, dovrebbe essere approvata con una maggioranza più consistente di quella che l’aveva sostenuta nel settembre scorso, stando agli esperti di Gfs.bern.

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