«Situazione seria», raccomandati mascherina e telelavoro

Pandemia

Gli esperti aggiornano la popolazione sulla situazione epidemiologica - Martin Ackermann: «Non ci aspettavamo un aumento così rapido, se non interveniamo i contagi potrebbero quadruplicare» - VIDEO

«Situazione seria», raccomandati mascherina e telelavoro
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«Situazione seria», raccomandati mascherina e telelavoro

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Il punto informativo da Berna sulla situazione legata all’emergenza coronavirus. Presenti all’incontro: Virginie Masserey, che si occupa del malattie infettive presso l’Ufficio federale della Sanità Pubblica (UFSP), Rudolf Hauri, presidente dell’Associazione dei medici cantonali, Martin Ackermann, presidente della Covid-19 Science Task Force, e Boris Zürcher, direttore della divisione lavoro presso la Segreteria di Stato dell’economia (SECO).

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«La situazione è seria». Ha esordito così Virginie Masserey, responsabile del controllo della malattie infettive presso l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ricordando i numeri del contagio, che oggi hanno superato quota 3 mila. La curva dei contagi non è comparabile a quella della prima ondata, poiché oggi si effettuano molti più test. Il numero di ospedalizzazioni è inferiore ad allora, ma la tendenza di crescita è «preoccupante e seria». L’aumento rapido tocca tutta la Svizzera, ha detto, compresi i cantoni che nel corso della prima ondata erano stati meno interessati. «Bisogna assolutamente fermare la crescita dei casi», ha esortato. Questo per evitare un sovraccarico degli ospedali, che comprometterebbe la presa a carico di tutti i malati. «Bisogna agire subito per evitare una situazione simile». «Tutti potremmo essere malati senza saperlo ed è per questo che bisogna rispettare tutte le regole di protezione che ormai conosciamo» ha ricordato, evidenziando l’importanza del mantenimento delle distanze, delle mascherine, quando non si può rispettare la distanza, e dell’igiene delle mani. Molto importante è anche attenersi severamente alla quarantena quando necessario.

«12 mila casi entro due settimane se non agiamo»

Da parte sua Martin Ackermann, a capo della task force, ha detto che un tale aumento dei casi è «uno shock»: «Non possiamo stare fermi: dobbiamo rallentare la diffusione del virus». «L’aumento del numero di casi mostra che le soluzioni attuali non sono sufficienti», la task force raccomanda dunque l’introduzione a livello nazionale del telelavoro e della mascherina negli ambienti chiusi. Ackermann ha anche sottolineato che se non si agisce rapidamente, il numero dei casi e dei ricoveri potrebbe aumentare fino a 4 volte (a quota 12 mila) entro due settimane.

«Non ci aspettavamo questa rapidità»

«Non ci aspettavamo che l’aumento avvenisse con questa rapidità» gli ha fatto eco Rudolf Hauri, presidente dell’Associazione dei medici cantonali. «Molti contagi si registrano in famiglia, nelle feste private, nei locali e negli sport dilettantistici. Il contact tracing è sempre più in affanno», ha sottolineato, ribadendo l’importanza di introdurre nuove misure, quali il telelavoro e la mascherina». Rispetto alla scorsa primavera, ha comunque assicurato Hauri, «i nostri ospedali sono più preparati».

Lavoro ridotto

Boris Zürcher della SECO ha fatto il punto su disoccupazione e lavoro ridotto. Le aziende hanno la possibilità di prolungare la misura del lavoro ridotto fino alla fine dell’anno. «Finora sono stati versati oltre 7 miliardi di franchi quale indennità per lavoro ridotto. E diverse migliaia di aziende sono ancora in regime di lavoro ridotto». Se la situazione dovesse peggiorare - ha aggiunto - alcune delle misure adottate a marzo potrebbero essere riattivate, anche in assenza della situazione straordinaria.

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