Solo i no-vax, gli oppositori alle misure di prevenzione e l’UDC hanno detto no alla Legge COVID

Votazioni

I vaccinati, invece, hanno votato quasi nella misura dell’80% a favore - È quanto emerge dall’analisi VOX pubblicata oggi dall’istituto demoscopico gfs.bern

Solo i no-vax, gli oppositori alle misure di prevenzione e l’UDC hanno detto no alla Legge COVID
© CdT/ Chiara Zocchetti

Solo i no-vax, gli oppositori alle misure di prevenzione e l’UDC hanno detto no alla Legge COVID

© CdT/ Chiara Zocchetti

L’evoluzione della pandemia ha polarizzati gli animi: alla fine a infilare lo scorso 28 novembre nell’urna un ‘no’ alla legge Covid-19 sono stati unicamente i no-vax, gli oppositori delle misure di prevenzione dal coronavirus e l’UDC. I vaccinati, invece, hanno votato quasi nella misura dell’80% a favore della legge. È quanto emerge dall’analisi VOX pubblicata oggi dall’istituto demoscopico gfs.bern.

Dall’indagine risulta che praticamente nessun gruppo ha votato compatto contro la proposta: né i giovani né i vecchi, né la sinistra né la destra. Il risultato è stato altrettanto chiaro: il 62% ha accolto il testo in votazione.

L’eccezione è rappresentata dai simpatizzanti dell’UDC che, con il 70%, hanno detto ‘no’ in modo ancora più chiaro rispetto alla prima votazione svoltasi in estate (62%). Ad essi si sono aggiunti le persone non vaccinate, gli oppositori alle misure e i cosiddetti Amici della Costituzione. Tra i no-vax solo l’uno percento ha votato a favore della proposta.

Approvata a volte fino all’80%

A parte questi gruppi, tutte le persone con simpatie per altri partiti hanno approvato la legge a grande maggioranza: i sostenitori del PLR con il 74%, quelli del Centro con il 69%, dei Verdi liberali con l’86%, del PS con l’83% e dei Verdi con il 76%. L’indagine rileva che chi afferma di aver fiducia nel Consiglio federale, nella task force e nell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha ampiamente sostenuto l’oggetto in votazione.

Secondo lo studio, anche l’età ha avuto un’influenza sull’approvazione: per esempio, la percentuale a favore tra i 18-29enni è stata solo del 53%, rispetto al 73% tra gli over 70. Le persone più istruite e quelle con un reddito più alto hanno tendenzialmente votato ‘sì’.

Le principali ragioni addotte dai favorevoli sono state il sostegno all’attuale politica della Confederazione contro il coronavirus (55%), l’obiettivo di sconfiggere la pandemia (32%) e la solidarietà con gli altri (16%). I vaccinati hanno anche menzionato i benefici del certificato: di conseguenza, il 79% di essi ha votato a favore della legge.

Media tradizionali tuttora importanti

Per informarsi i sostenitori della legge si sono basati sui giornali (89%), sull’opuscolo ufficiale (87%) sulle trasmissioni televisive dedicate alla votazione (81%), mentre - al contrario degli oppositori - hanno fatto meno affidamento su manifesti e cartelloni (51%), sui commenti online (48%) e sui social media (32%).

Anche per i contrari i giornali (81%), il libretto ufficiale (79%), i siti di notizie su internet (71%) e le trasmissioni televisive (68%) hanno costituito le fonti principali. Ma si sono sovente basati anche su «contenuti promozionali o generati dagli utenti» come manifesti di strada (66%), commenti online su portali di notizie (55%), social media (47%) e YouTube (46%).

I principali argomenti contro la legge Covid sono stati il rifiuto fondamentale delle misure (73%) e l’insoddisfazione per la politica contro il coronavirus della Confederazione (29%). Una grande maggioranza di coloro che hanno votato contro (87%) ha anche temuto che l’introduzione del certificato potesse creare una società a due velocità. Solo per il 3% si è trattato di inutile allarmismo e il 2% ritiene che la pandemia sia una farsa.

Effetto pandemia su iniziativa cure

Secondo l’analisi dell’istituto gfs.bern, la discussione sulle misure nella lotta contro la pandemia non solo ha influito sull’affluenza alle urne eccezionalmente alta (65,7%), ma pure sulla chiara accettazione dell’iniziativa «Per cure infermieristiche forti»: ha infatti aumentato la consapevolezza della situazione di emergenza i cui si trova il settore sanitario in generale e gli ospedali in particolare.

La solidarietà con il personale infermieristico insieme all’appoggio al progetto di legge da parte del campo rosso-verde e dell’Alleanza del Centro hanno portato alla prima adozione in assoluto di «un’iniziativa di carattere sindacale», rileva l’indagine. Il testo ha ottenuto il 61% di ‘sì’.

Infine, l’iniziativa sulla giustizia non ha avuto alcuna possibilità perché negli elettori è prevalso il timore nei confronti della componenti di azzardo prevista nell’elezione dei giudici. Anche se circa la metà dell’elettorato sarebbe stata a favore di giudici indipendenti dai partiti, il metodo del sorteggio non ha convinto: la proposta è stata respinta nella misura del 68,1%.

Per realizzare l’analisi Vox, gfs.bern ha intervistato 3420 persone di tutte e tre le parti del paese su incarico della Cancelleria federale tra il 29 novembre e il 17 dicembre.

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