Solo il 9% dei datori prevede aumenti salariali generalizzati

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A causa della crisi dovuta al coronavirus, l’obiettivo principale degli imprenditori è quello di mantenere il loro organico - Le probabilità di godere di una busta paga più pesante sono basse anche secondo i lavoratori: solo il 21% ci spera

Solo il 9% dei datori prevede aumenti salariali generalizzati
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Il 55% dei datori di lavoro prevede di non aumentare i salari nel 2021, il 36% è per ritocchi puntuali, mentre il 9% propende per una crescita generalizzata: è quando emerge da un sondaggio condotto dal JobCloud, azienda che gestisce diversi portali di reclutamento del personale.

«Non stupisce che in una crisi gli imprenditori cerchino di mantenere il loro organico e che gli aumenti di stipendio diventino secondari», afferma Davide Villa, CEO di JobCloud, citato in un comunicato.

Anche da parte dei lavoratori non vi sono grandi aspettative: solo il 21% conta di poter godere l’anno prossimo su una busta paga più pesante. «In molti settori e professioni il numero di impieghi disponibili è diminuito e ci sono più persone in cerca di lavoro sul mercato», osserva Villa. «Di conseguenza, i dipendenti non si aspettano aumenti di stipendio.

I dati sono frutto di un’indagine online che ha visto coinvolti circa 12.000 lavoratori in cerca di impiego e più di 600 datori di lavoro. Gli interpellati risiedevano nella Svizzera tedesca e in Romandia.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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