Sommaruga: «La mobilità va ripensata con uno sguardo green»

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Al centro della conferenza nazionale le soluzioni per rendere i trasporti neutrali dal punto di vista climatico - Illustrato l’esempio finlandese

Sommaruga: «La mobilità va ripensata con uno sguardo green»
© CdT/Gabriele Putzu

Sommaruga: «La mobilità va ripensata con uno sguardo green»

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Si è tenuta oggi la seconda conferenza nazionale sulla mobilità, convocata dalla consigliera federale Simonetta Sommaruga e incentrata sul trovare soluzioni per rendere i trasporti neutrali dal punto di vista climatico. All’evento hanno partecipato oltre 500 persone, scrive in un comunicato l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE).

La conferenza era intitolata «Ripensare la mobilità», viene precisato nella nota. Da essa è emerso che, oltre all’utilizzo della tecnologia innovativa, è appunto necessario ristudiare le modalità di svolgimento del trasporto merci e passeggeri, al fine di organizzare catene neutrali climaticamente.

Nel 2019, ricorda l’ARE, il 40% delle emissioni di CO2 in Svizzera era da ricondurre ai trasporti. Nel suo discorso di benvenuto, Sommaruga ha comunque sottolineato che oggi una mobilità rispettosa dell’ambiente è un compito globale che va bene al di là di questo settore. In occasione della recente conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima, la COP26 di Glasgow, la Svizzera si è battuta per la riduzione delle emissioni di gas serra in tutti gli ambiti.

Sommaruga ha passato in rassegna le questioni politiche legate a una mobilità ecocompatibile, di cui si occupano sei uffici del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). Queste vanno dall’abolizione dei privilegi fiscali per il diesel alla garanzia dell’approvvigionamento energetico, passando per lo sviluppo del cherosene sintetico.

Esempio finlandese

All’evento è intervenuto anche il ministro dei trasporti e delle comunicazioni finlandese Timo Harakka, che ha spiegato in un videomessaggio come il suo Paese intenda tagliare le emissioni di gas serra dei trasporti. Il politico ha evidenziato i punti in comune e le cooperazioni esistenti tra Svizzera e Finlandia nel settore delle innovazioni, citando quelle relative al progetto «Mobility as a service».

Alcuni esempi concreti provenienti dalle città finlandesi di Helsinki, Tampere, Espoo e Lahti mostrano come le esigenze ecologiche, economiche e sociali possano essere conciliate a livello comunale. La Commissione europea ha riconosciuto questi sforzi e nominato capitale verde europea Lahti, il cui sindaco, Pekka Timonen, ha pure parlato in diretta durante la conferenza.

Comportamento sostenibile

All’incontro vi è stato un ampio consenso sul fatto che i sistemi di propulsione rinnovabili si affermeranno sul mercato in tempi relativamente brevi, purché lo Stato crei le condizioni quadro necessarie per rimanere al passo con il cambiamento tecnologico. L’avanzare della digitalizzazione permette di riorganizzare la mobilità: dalla guida autonoma a nuovi modelli per tariffe e biglietti fino a piattaforme che collegano diversi vettori e mezzi di trasporto (ferrovia e strada) sia in modo fisico che digitale.

La zoologa e antropologa viennese Elisabeth Oberzaucher ha portato un diverso approccio alla discussione, facendo notare che il progresso tecnologico da solo non porterà a una svolta nei trasporti. Questa sarà possibile solo se verranno superati i modelli evolutivi che oggi rendono attrattiva la mobilità individuale motorizzata. Se il comportamento sostenibile diventasse a sua volta uno status symbol potrebbe trasformarsi in un obiettivo da raggiungere per le masse.

Trasporto merci

Nel corso della conferenza è stato inoltre messo in mostra come gli sviluppi tecnologici si traducano in nuove possibilità per il trasporto merci, tra cui l’elettrificazione e i sistemi di trasporto sotterraneo. Gli esperti concordano comunque sul fatto che ciò da solo non sarà sufficiente per la decarbonizzazione del settore.

Il mercato della logistica dovrebbe infatti essere ulteriormente sviluppato e si rendono necessarie più interfacce che consentano il collegamento dei diversi vettori di trasporto e una maggiore cooperazione tra i concorrenti. Per alleggerire la pressione sulle città e sugli agglomerati, dovrebbero inoltre essere creati dei «city hub», dove le merci verrebbero trasbordate e raggruppate per essere poi consegnate nei quartieri urbani.

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