Spruzzò lo spray al peperoncino al corteo antirazzismo, si dimette un UDC

svitto

La manifestazione si è tenuta lo scorso aprile, in riposta a un episodio avvenuto la notte fra il 4 e il 5 marzo, quando durante il carnevale un gruppo di tredici persone ha sfilato in abiti del Ku Klux Klan

Spruzzò lo spray al peperoncino al corteo antirazzismo, si dimette un UDC
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Un giovane esponente dell’UDC del canton Svitto ha lasciato il partito in seguito all’apertura di un’inchiesta nei suoi confronti. Il giovane ha attaccato con dello spray al peperoncino il partecipante ad una manifestazione antirazzista.

La manifestazione si è tenuta lo scorso 13 aprile a Svitto, in riposta ad un episodio avvenuto la notte fra il 4 e il 5 marzo, quando durante il carnevale un gruppo di tredici persone ha sfilato in abiti del Ku Klux Klan, il movimento suprematista bianco americano.

Il giovane - di cui non viene precisata l’età - sedeva nel comitato di una sezione locale UDC ed ha deciso di «trarre le conseguenze delle sue azioni». «È stato convenuto che il suo ritiro dal partito fosse la cosa migliore per lui e per l’UDC», ha detto a Keystone-ATS Roland Lutz, presidente dell’UDC svittese, confermando un’informazione di Radio SRF.

La vittima dell’attacco con lo spray al peperoncino non ha sporto denuncia. Il giovane era tuttavia coinvolto in un’inchiesta aperta in seguito al furto di uno striscione della «Alleanza Svitto Multicolore» (»Bündnis Buntes Schwyz»), che aveva organizzato la marcia antirazzista. L’inchiesta non è ancora terminata, ma la Procura ha fatto sapere che sarà probabilmente archiviata «per insufficienza di prove».

La manifestazione contro il razzismo ha riunito circa 300 persone, che a loro volta sono state oggetto di provocazioni da parte di una quarantina di militanti di estrema destra. La «Alleanza multicolore» l’ha organizzata in segno di protesta contro il gruppo di persone che hanno partecipato al carnevale travestite da membri del Ku Klux Klan.

In relazione a quell’episodio era circolato un video con tredici persone, in seguito fermate ed interrogate dalla polizia. Gli indagati sono sono dodici cittadini svizzeri della regione, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, e una tredicesima persona non meglio specificata. Sono tutti sospettati di discriminazione razziale.

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