«Stiamo correndo un rischio calcolato, le terrazze devono restare chiuse»

coronavirus

I consiglieri federali Alain Berset e Guy Parmelin hanno garantito che nelle prossime settimane, nel caso in cui la situazione dovesse evolversi positivamente, si potranno decidere nuovi allentamenti, ma la situazione rimane fragile: «Le varianti ci preoccupano»

«Stiamo correndo un rischio calcolato, le terrazze devono restare chiuse»
© Keystone/Alessandro della Valle

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Il Governo federale ha convocato oggi la stampa per aggiornare la popolazione sugli sviluppi in merito alla lotta al coronavirus. All’incontro presenziano i consiglieri federali Guy Parmelin, presidente della Confederazione in carica e capo del Dipartimento federale dell’economia della formazione e della ricerca, e Alain Berset, a capo del Dipartimento dell’Interno (e quindi della Sanità pubblica).

Il Consiglio federale non cambia rotta: da lunedì ci saranno le prime caute riaperture, mentre i prossimi passi verranno gradualmente decisi nel corso delle prossime settimane. Il governo, nella sua seduta odierna, ha sostanzialmente confermato quanto annunciato una settimana fa. I giovani fino ai 20 anni potranno svolgere la maggior parte delle attività sportive e culturali, mentre per bar e ristoranti bisognerà attendere almeno fino al 22 marzo.

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«Capiamo le critiche, ma la situazione è fragile»

«La situazione epidemiologica rimane fragile», ha cominciato Parmelin. «Ecco perché la situazione deve essere analizzata in dettaglio prima di fare il secondo passo di apertura. Il Consiglio federale valuta costantemente la situazione in tutti i settori - compresa l’economia», ha sottolineato il presidente della Confederazione.

«Comprendiamo le critiche», ha detto. «Capiamo l’impazienza che la gente ha di tornare a condurre una vita normale il più presto possibile». ¨

«Le varianti del virus però continuano a diffondersi e questo ci preoccupa: non possiamo ignorare questo sviluppo. Solo un’apertura graduale è possibile», ha evidenziato Parmelin.

«Governare significa prendere decisioni politiche che servono il bene comune al meglio delle proprie conoscenze e della propria coscienza».

«Restiamo ottimisti, il nostro obiettivo è quello di riaprire il più rapidamente possibile»

««Rimaniamo ottimisti», ha continuato Alain Berset. «La prima fase delle riaperture sarà il 1. marzo, un secondo passo potrà essere fatto il 22 marzo. Ciò sarà possibile però solo dopo un’analisi che condurremo il 12 marzo. Una decisione sarà presa il 19 dello stesso mese. Il nostro obiettivo è quello di aprire il più rapidamente possibile», ha sottolineato Berset.

I numeri non scenderanno ulteriormente

«I numeri non scenderanno ulteriormente», ha fatto notare Berset. «Secondo quanto anticipato dalla task force all’inizio di gennaio, i numeri avrebbero dovuto ricominciare a salire a metà-fine febbraio a causa delle mutazioni: ora siamo esattamente in quello scenario. Ecco perché bisogna essere prudenti, la situazione rimane instabile».

«Il sistema di riaperture sarà basato su un calcolo dei rischi», ha continuato il consigliere federale, promettendo che, nel caso in cui la situazione dovesse evolversi positivamente, si potranno decidere rapidamente nuovi allentamenti.

Comincia quindi la sessione di domanda e risposta.

Per quale motivo i ristoranti non sono stati aperti, nemmeno all’esterno?

«Abbiamo preso in considerazione il punto di vista dei Cantoni e su alcuni punti le obiezioni sono state risolte», ha risposto Berset. «Abbiamo ad esempio ampliato le libertà per i giovani al di sotto dei 20 anni. Per quanto riguarda le terrazze, ciò non è stato però possibile: devono rimanere chiuse».

Ci sono novità riguardo i cosiddetti privilegi di vaccinazione?

«Le discussioni sono ancora in corso, diversi aspetti devono essere presi in considerazione», ha risposto Parmelin.

Siamo alla fine della seconda ondata o all’inizio della terza?

«Sembra che gli scenari previsti dalla task force siano stati confermati finora», ha risposto Berset. «La campagna di vaccinazione è importante: se possiamo rallentare lo sviluppo ora, avremo una buona base di partenza per la primavera. Dobbiamo rimanere flessibili e pronti ad adattarci», ha aggiunto. «Non possiamo più perdere il controllo come successo l’anno scorso».

Ci saranno abbastanza informazioni il 12 marzo per ulteriori aperture?

«Il 12 marzo non conosceremo ancora gli effetti delle aperture del 1. marzo», ha detto Berset. «Ma lo sviluppo nella diffusione delle varianti potrà già essere osservato. Una decisione definitiva sarà poi presa il 19 marzo, quando ne sapremo di più».

I Cantoni che effettuano test di massa potranno aprire prima degli altri?

«Non ci sono grandi differenze regionali, a differenza di quanto osservato l’anno scorso» ha risposto Berset. «Il virus sta circolando ovunque. Per questo non c’è motivo di pensare a delle riaperture disomogenee».

Quando si tratta di casi di rigore, ogni Cantone procede come meglio crede. Un problema?

«Ci sono alcune differenze tra i vari Cantoni», ha risposto Parmelin, «Con la sessione primaverile del Parlamento, alcune decisioni potranno essere prese per arrivare a una maggiore uniformità. Ci sono comunque degli aspetti regionali che devono essere presi in considerazione», ha concluso.

«La Svizzera è ben preparata», ha affermato Berset a una simile conferenza stampa l’anno scorso. E ora?

«Non avevamo esperienza diretta di una tale pandemia all’epoca», ha risposto Berset. «Solo nel 2013 abbiamo votato la legge sulle epidemie, che si è rivelata una buona base. Ma una tale crisi non era prevista: ogni giorno c’è una sorpresa». E chiarisce: «Non avrei mai pensato un anno fa che sarebbe durata così tanto tempo e che saremmo stati seduti qui oggi con le mascherine».

«Non siamo stati ingenui», ha tuttavia aggiunto Parmelin. «Abbiamo sempre cercato di prendere le decisioni giuste al momento giusto. Ma è difficile in una situazione simile».

In privato, 15 persone sono autorizzate a incontrarsi fuori con la famiglia e gli amici. Ma non ad un evento - come una riunione generale dell’associazione. Perché questa differenza?

«Si vuole fare una distinzione tra incontri privati ed eventi organizzati: si vuole essere più prudenti, vista la fragilità della situazione».

Quali saranno le conseguenze se i Cantoni decidessero di non prendere provvedimenti lasciando aperte le terrazze dei ristoranti?

«Le ambiguità sono state chiarite», ha risposto Berset. «Le terrazze vanno chiuse. Non ci sono mezzi di intervento da parte della Confederazione, ma mi aspetto che le regole siano applicate».

«Visto il diffondersi delle varianti, stiamo già correndo un rischio calcolato con le presenti riaperture».

Cosa succederà se dovesse arrivare una terza ondata? La riapertura sarà invertita?

«Se dovessero esserci dei peggioramenti nei numeri di contagi, dovremo esaminare come reagire in modo ragionevole», ha concluso Berset.

IL COMUNICATO STAMPA

Le decisioni in breve

Dopo aver consultato i Cantoni, il Consiglio federale ha deciso: lunedì 1. marzo 2021 potranno riaprire i negozi, i musei e le sale di lettura delle biblioteche. A questi si aggiungono gli impianti sportivi e per il tempo libero all’aperto, quali le aree esterne dei giardini zoologici e botanici. All’aperto saranno di nuovo consentiti anche gli incontri tra familiari e amici e le attività sportive e culturali con non oltre 15 persone. I ragazzi e i giovani adulti fino a 20 anni potranno riprendere la maggior parte delle attività sportive e culturali. È quanto ha deciso il Consiglio federale nella sua seduta del 24 febbraio dopo avere consultato i Cantoni. La prossima fase di riapertura è prevista il 22 marzo, a condizione che la situazione epidemiologica lo consenta.

Con una riapertura prudente e graduale, il Consiglio federale intende ridare un po’ di ossigeno alla vita sociale ed economica, anche se la situazione epidemiologica resta fragile a causa delle nuove, e più contagiose, varianti del virus in circolazione. La prima fase di riapertura prevista dal 1. marzo interessa sostanzialmente attività compatibili con l’obbligo della mascherina e il rispetto delle regole di distanziamento, cui prendono parte soltanto poche persone e in cui i contatti avvengono all’aperto. Oltre che del rischio di trasmissione del virus, il Consiglio federale ha tenuto conto anche di aspetti sociali ed economici.

Riaprono i negozi, ma ci saranno limitazioni sul numero di clienti

Il 1. marzo potranno riaprire tutti i negozi, ma il numero di clienti presenti contemporaneamente al loro interno sarà limitato. Potranno riaprire anche i musei e le sale di lettura di archivi e biblioteche. Le aree esterne di strutture ricreative e per il tempo libero, come giardini zoologici e botanici e parchi divertimento, saranno nuovamente accessibili al pubblico, ma ovunque sarà obbligatorio indossare la mascherina e rispettare le regole di distanziamento e saranno applicate limitazioni della capienza. Anche gli impianti sportivi all’aperto, quali piste di pattinaggio, campi da tennis e da calcio o stadi di atletica leggera, potranno riaprire i battenti, ma anche in queste strutture, oltre a limitazioni della capienza, si applicherà l’obbligo della mascherina o del distanziamento. Restano invece vietate le competizioni sportive popolari per adulti e le manifestazioni. Infine, all’aria aperta saranno di nuovo consentiti assembramenti di persone e incontri tra familiari e amici con al massimo 15 persone.

Ai minori di 20 anni consentite tutte le attività sportive e culturali senza pubblico

Il Consiglio federale ha voluto ampliare le attività consentite ai bambini, agli adolescenti e ai giovani adulti. A tal fine ha perciò deciso, da un lato, d’innalzare da 16 a 20 anni (anno di nascita 2001 o successivo) il limite di età per beneficiare degli allentamenti nello sport e nella cultura e, dall’altro, di permettere la ripresa delle competizioni sportive e dei concerti, ma senza la presenza del pubblico. Sono inoltre nuovamente consentite le attività di canto dei cori di bambini e ragazzi e le attività di animazione socioculturale giovanile.

Le terrazze dei ristoranti restano chiuse

I Cantoni hanno condiviso la strategia basata sui rischi che il Consiglio federale ha scelto per la ripresa delle attività e sono sostanzialmente favorevoli alle riaperture proposte. Nella sua decisione, il Collegio governativo ha tenuto conto di alcuni input dei Cantoni e di altri attori, come la data in cui dovrebbe scattare la seconda fase di riapertura, gli allentamenti per i giovani o per gli assembramenti all’aperto, ma ha rinunciato a riaprire le terrazze dei ristoranti già il 1. marzo, come chiesto da un’esigua maggioranza dei Cantoni, poiché la situazione epidemiologica resta fragile.

Per la riapertura dei ristoranti dovranno essere rispettati numerosi fattori

La prossima fase di riapertura è prevista il 22 marzo e sarà preceduta dalla consultazione dei Cantoni a partire dal 12 marzo e dalla decisione del Consiglio federale il 19 marzo. Gli allentamenti ipotizzabili riguardano, fra l’altro, le manifestazioni culturali e sportive in presenza di pubblico in spazi circoscritti, l’obbligo del telelavoro, la pratica dello sport in locali al chiuso e la riapertura delle terrazze dei ristoranti. Per valutarne la fattibilità, il Consiglio federale si baserà su una serie di indicatori: il tasso di positività, che deve restare al di sotto del 5 per cento; l’occupazione dei letti nei reparti di terapia intensiva con pazienti COVID-19, che non deve superare le 250 unità; il numero di riproduzione medio negli ultimi sette giorni, che deve restare inferiore a 1 e, da ultimo, l’incidenza della malattia calcolata su 14 giorni che, il 17 marzo, non dovrà superare il valore del 1. marzo, giorno delle prime riaperture.

Prima di prendere le sue decisioni, il Consiglio federale procederà a una valutazione complessiva di questi indicatori. Se nelle settimane a venire la situazione epidemiologica dovesse evolvere favorevolmente, il 22 marzo il Collegio governativo potrebbe prendere in considerazione anche la riapertura dei locali al chiuso dei ristoranti, la ripresa di altre attività al chiuso e il ritorno all’insegnamento presenziale nelle scuole universitarie.

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