Stop agli interventi chirurgici secondari a Ginevra

coronavirus

La grande paura è quella di essere sommersi dall’afflusso di malati ed essere costretti a scegliere chi curare e chi abbandonare al proprio destino - «Non vogliamo trovarci nella condizione primaverile della Lombardia», ha affermato il direttore dell’Ospedale universitario ginevrino

Stop agli interventi chirurgici secondari a Ginevra
© Keystone/Martial Trezzini

Stop agli interventi chirurgici secondari a Ginevra

© Keystone/Martial Trezzini

La seconda ondata di contagi da coronavirus sta travolgendo in pieno il canton Ginevra e il suo sistema sanitario. Per evitare il tracollo, la priorità, come già avvenuto in primavera, verrà data ai malati di COVID-19, mentre gli interventi non essenziali sono sospesi.

«Siamo molto preoccupati», ha ammesso oggi davanti ai media la presidente del Consiglio di Stato Anne Emery-Torracinta. Attualmente, l’Ospedale universitario di Ginevra (HUG) ospita 200 persone colpite dal virus. Il nosocomio d’ora in poi si trasformerà in struttura dedicata alla COVID-19 e solo le operazioni chirurgiche urgenti verranno mantenute.

Le misure attualmente in vigore non sono sufficienti per frenare la propagazione dell’epidemia, hanno riconosciuto le autorità. Stando al consigliere di Stato Mauro Poggia, ulteriori provvedimenti verranno pertanto presi entro la fine della settimana. All’HUG delle unità postoperatorie sono diventate unità per la COVID, mentre le altre cliniche sono sollecitate ad accogliere alcuni dei pazienti dell’ospedale universitario.

Il direttore dell’HUG, Bertrand Levrat, ha confermato la gravità della situazione. La grande paura è quella di essere sommersi dall’afflusso di malati, dovendo così compiere una scelta fra chi poter curare e chi invece abbandonare al proprio destino. «Non vogliamo trovarci nella condizione primaverile della Lombardia», ha detto in tal proposito Emery-Torracinta.

Nel punto più critico della prima ondata, si era in aprile, i ricoveri per coronavirus all’HUG erano 550. Adesso se ne contano 200, ma in dieci giorni questa cifra raddoppierà, ha ammonito Levrat. Per vedere qualche risultato sulla curva dei contagi dovuto alle nuove misure bisognerà aspettare due-tre settimane, ha sottolineato una volta di più l’esperto.

Nelle ultime 24 ore Ginevra ha registrato 560 nuove infezioni. L’aumento dei casi è stato più repentino del previsto, hanno dichiarato le autorità, aggiungendo che le ospedalizzazioni stanno seguendo lo stesso trend esponenziale, essendo passate in poco tempo da dieci al giorno a 40.

Il grande punto di domanda, a Ginevra come altrove, rimane lo stesso: ci si chiede ovvero se i singoli Cantoni continueranno a decidere indipendentemente o se la Confederazione interverrà a coordinare i lavori. Un incontro fra i vari attori è in calendario per domani.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1