Strade più sicure, l’iniziativa ticinese fa passi avanti

Gallerie e passi alpini

L’atto parlamentare presentato a Berna dal Cantone che vuole vietare il transito nelle gallerie ai TIR senza dispositivi di sicurezza adeguati passa alla fase della consultazione

Strade più sicure, l’iniziativa ticinese fa passi avanti
© CdT/Archivio

Strade più sicure, l’iniziativa ticinese fa passi avanti

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L’iniziativa cantonale depositata dal Canton Ticino «Strade più sicure subito» procede nel suo iter parlamentare e passa alla fase della consultazione. Martedì la Commissione trasporti e telecomunicazione del Nazionale (CTT-N) ha infatti preso atto degli accertamenti al riguardo fatti dall’amministrazione federale» e di conseguenza la fase della consultazione prenderà avvio durante la primavera.

L’iniziativa depositata dal Cantone, ricordiamo, chiede che «nel più breve tempo possibile, non più tardi dell’entrata in esercizio del nuovo Centro di controllo per i veicoli pesanti e area multiservizi di Giornico, è vietato (salvo trasporti eccezionali) il transito nelle gallerie alpine stradali svizzere e sui passi alpini agli automezzi pesanti non dotati di mezzi di sicurezza definiti dall’ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali in vigore dal 2015».

Dal 2015 tutti i nuovi mezzi pesanti immatricolati in Svizzera e in Europa devono infatti essere dotati di vari nuovi sistemi di sicurezza che eviteranno diverse tipologie di incidenti come i tamponamenti o le collisioni frontali. Nel dettaglio si tratta di sistemi antibloccaggio; del dispositivo avanzato per la frenata d’emergenza; del sistema di controllo della stabilità; dell’avviso di deviazione della corsia; e infine del controllo pressione pneumatici.

L’iniziativa chiede dunque che i TIR sprovvisti di questi dispositivi non possano più transitare nelle galleria alpine svizzere e sui passi alpini. Nella motivazione del testo viene spiegato che «in questo modo, gli autotrasporti internazionali attraverso le Alpi (più dell’80 per cento del totale) diminuiranno il potenziale di pericolo che rappresentano sulle nostre strade oppure trasferiranno i trasporti sulla ferrovia».

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