«Sui vaccini vale la pena diversificare»

Contro il coronavirus

Con l’esperto Alessandro Diana analizziamo l’accordo siglato dalla Confederazione con l’azienda statunitense Moderna

«Sui vaccini vale la pena diversificare»
© AP/Kirsty Wigglesworth

«Sui vaccini vale la pena diversificare»

© AP/Kirsty Wigglesworth

La Svizzera quindi ha il suo vaccino contro il coronavirus? La domanda, per quanto lecita, sull’onda lunga delle notizie diramate ieri dall’Ufficio federale della sanità pubblica, non è corretta. Innanzitutto perché un vaccino già fatto e finito e sperimentato, quindi già sul mercato, ancora non c’è. E poi perché il primo vaccino a sfondare il muro delle sperimentazioni per rendersi disponibile alle masse - sempre che davvero un candidato vaccino dovesse farcela ad arrivare sin lì - non per forza sarà quello in questione. E infine, a ben guardare, questo non è neppure un vaccino targato esclusivamente «CH». È vero, il principio attivo del preparato è prodotto dal gruppo basilese Lonza, ma Moderna Therapeutics è un’azienda statunitense. Resta il fatto che la Confederazione ha stipulato un contratto...

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