Sunrise UPC taglierà posti di lavoro: «ma molto meno del 30%»

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Il gruppo ha avviato una procedura di consultazione e ha negoziato un piano sociale insieme a Syndicom e ai rappresentanti del personale

Sunrise UPC taglierà posti di lavoro: «ma molto meno del 30%»
© KEYSTONE/Ennio Leanza

Sunrise UPC taglierà posti di lavoro: «ma molto meno del 30%»

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La scure della soppressione di impieghi si abbatte su Sunrise UPC, l’entità nata dalla fusione fra i due operatori di telecomunicazioni: la società non avanza elementi precisi sull’entità dei tagli, ma dalle indicazioni fornite è logico attendersi la cancellazione di centinaia di impieghi.

In un comunicato il gruppo fa sapere che «modifica le condizioni di impiego»: malgrado il notevole potenziale di crescita l’unione fra le due imprese comporterà un taglio dell’organico, fanno sapere i vertici. È già stato definito un piano sociale.

Quanti posti saranno soppressi? Sunrise UPC prevede che il numero dei collaboratori interessati dalla cancellazione sarà «nettamente inferiore al 30% del personale attualmente impiegato». Sapendo - in base alle ultime cifre disponibili - che l’organico di Sunrise è di più di 1700 posti e quello di UPC è di più di 1500, il totale complessivo supera i 3200. Il 30% di questa cifra è 960.

«Non abbiamo ancora avanzato un numero preciso perché non lo sappiamo», spiega il presidente delle direzione André Krause in dichiarazioni riportate dall’agenzia Awp. L’entità dell’intervento sarà resa nota in un secondo tempo. A rendere necessari i tagli sono i doppioni, osserva il manager. Inoltre in futuro alcune funzioni non saranno più necessarie, perché l’azienda non sarà più quotata in borsa. «Ci saranno sicuramente dei licenziamenti», avverte il dirigente di una società che presenta di per sé una fluttuazione naturale del 10% all’anno.

Attualmente si sta definendo la nuova struttura organizzativa e si sta espletando una selezione dei livelli manageriali. Questo processo porterà, presumibilmente, a una riduzione del personale da attuarsi entro fine aprile. Dopodiché verrà definita la portata concreta della riduzione totale dei dipendenti. Secondo Krause si sopprimeranno numerosi posti di quadro, mentre i servizi alla clientela saranno meno toccati e non è prevista la chiusura di negozi.

Il gruppo punta a fornire ai dipendenti al più tardi entro fine giugno una chiara prospettiva in merito alla funzione che ricopriranno in seno alla nuova azienda aggregata. L’intero processo di fusione durerà da parte sua diversi anni.

Il gruppo avrà sede dove si trova oggi Sunrise, cioè Opfikon (ZH). «Non abbiamo ancora deciso cosa fare della sede UPC di Wallisellen (ZH)», puntualizza il Ceo. Sunrise UPC continua peraltro a credere al canale MySports: l’azienda cercherà di aggiudicarsi i futuri diritti di trasmissione delle partite del campionato di hockey. Sempre in ambito finanziario, l’esercizio 2020 viene definito positivo. «Sono molto contento con il quarto trimestre», afferma il numero uno del gruppo. Più di così non ha voluto dire.

Intanto per sostenere al meglio i collaboratori coinvolti nel mutamento in atto il gruppo ha avviato una procedura di consultazione e ha negoziato un piano sociale insieme a Syndicom e ai rappresentanti del personale. «Sono lieto, anche grazie alla proficua e costruttiva collaborazione con il sindacato Syndicom e le rappresentanze del personale, di aver contribuito alla realizzazione di un piano sociale estremamente solido», afferma Krause, citato nel comunicato.

«Grazie al coinvolgimento tempestivo di Syndicom, da parte di Sunrise UPC il nuovo piano sociale è stato messo a punto in modo rapido», afferma dal canto suo Giorgio Pardini, responsabile del settore ICT dell’organizzazione, nella stessa nota. «Questo offre ai collaboratori più giovani la possibilità di reintegrarsi velocemente sul mercato del lavoro, permettendo al contempo a quelli di età avanzata di accedere con certezza al prepensionamento».

Il piano sociale varrà per tutti i collaboratori (ad eccezione dei membri della direzione). Sunrise UPC metterà a disposizione un fondo di CHF 2,5 milioni per misure provvisorie individuali, come ad esempio per casi particolarmente difficili o per misure di qualificazione. Nell’ambito dell’integrazione delle due aziende, saranno unificate anche le strutture salariali divergenti.

Buone nuove arrivano per i prossimi neo-papà, almeno per quelli che manterranno l’impiego: a partire dall’anno in corso il gruppo concederà ai propri collaboratori un congedo paternità ampliato e retribuito di massimo 25 giorni lavorativi con salario completo.

Tecnicamente il matrimonio fra Sunrise e UPC è stato concluso nel novembre dell’anno scorso, con l’acquisizione dell’ex Cablecom (controllata dal colosso anglo-americano Liberty Global) da parte di Sunrise.

Grazie alla fusione Sunrise e UPC possono eliminare le rispettive debolezze: la prima società non aveva una rete fissa, la seconda mancava di una rete mobile. Secondo i promotori l’operazione permetterà di creare un gruppo forte e in grado di contrastare il primo operatore del mercato, Swisscom.

Non sono però nemmeno mancate le voci, dal fronte dei consumatori, che hanno espresso il timore che si instauri un duopolio nocivo alla concorrenza. Interessante era stata la lettura da parte degli investitori: il giorno dell’annuncio della fusione il titolo di Swisscom era salito in modo deciso, più di qualunque altro valore SMI.

Per la Commissione della concorrenza (Comco) invece è tutto regolare: secondo l’autorità è «improbabile» che in futuro Sunrise UPC e Swisscom si coordinino. Quindi non sono stati imposti né obblighi né condizioni.

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