Sussidi indebiti: già rimborsati 60 milioni da aziende trasporti

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L’Ufficio federale dei trasporti ha dovuto adeguare il suo sistema di vigilanza dopo il «caso AutoPostale»

Sussidi indebiti: già rimborsati 60 milioni da aziende trasporti
© CdT/Zocchetti

Sussidi indebiti: già rimborsati 60 milioni da aziende trasporti

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Negli scorsi anni alcune imprese di trasporto hanno percepito sussidi troppo elevati: Confederazione e Cantoni hanno richiesto e finora concordato la restituzione di almeno 60 milioni di franchi. Lo rende noto oggi l’Ufficio federale dei trasporti (UFT), precisando che già dopo il «caso AutoPostale» era stato adeguato e rafforzato il sistema di vigilanza.

Nel febbraio 2020, l’UFT aveva comunicato di aver individuato altri casi di sovvenzionamento indebiti, sottolineando che i sussidi percepiti in eccesso sarebbero dovuti essere restituiti. In due casi si è giunti a un accordo sulla restituzione, mentre in altri tre le vicende non sono ancora concluse. Le autorità penali si occuperanno invece dei casi di ipotesi di frode.

Denuncia penale per BLS

La compagnia ferroviaria bernese BLS e la sua filiale Busland restituiranno 49 milioni di franchi alla Confederazione e ai Cantoni interessati (BE, NE, FR, LU, SO, VS), poiché fra il 2012 e il 2018 hanno percepito sussidi troppo elevati nel traffico regionale viaggiatori e nel trasporto locale. Le due imprese non avevano calcolato nelle domande di indennità ricavi per l’abbonamento metà prezzo provenienti dalla comunità tariffaria «Libero».

Lo scorso autunno, a seguito di un’indagine commissionata dal consiglio di amministrazione della BLS, la società di revisione contabile PwC è giunta alla conclusione che la mancata dichiarazione delle entrate in questo caso «è stata intenzionale». Per questo motivo, a novembre l’UFT ha sporto denuncia. Se ne dovrà occupare la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Nel frattempo, il cda di BLS deve presentare misure incisive volte a garantire «operazioni conformi».

Sempre nell’autunno del 2020, una verifica condotta dal Controllo federale delle finanze aveva riscontrato una serie di irregolarità minori per un ammontare inferiore a un milione di franchi. In questo ambito è in preparazione una convenzione, così come nel caso di Busland, la seconda impresa coinvolta nella vicenda, che dovrà inoltre rimborsare circa 1,4 milioni di franchi «per aver percepito sussidi troppo elevati riconducibili all’applicazione di un modello dei costi dell’interesse», scrive l’UFT.

FFS e «Z-Pass»

Il secondo caso nel quale l’UFT - insieme a 14 cantoni coinvolti, tra i quali i Grigioni - è giunto a un accordo sulla restituzione riguarda le FFS: le parti hanno stipulato una convenzione per il rimborso di 8,8 milioni di franchi in merito alla comunità tariffaria «Z-Pass», che da Zurigo e si estende fino ad Argovia.

Nel periodo 2012-2019 l’impresa ha commesso errori di calcolo nella ripartizione delle entrate tra il traffico a lunga distanza finanziariamente autonomo e il traffico regionale viaggiatori sovvenzionato. Le FFS avevano individuato da sé gli errori e provveduto a comunicarli all’UFT. Quest’ultimo precisa che la compagnia ha già corrisposto il dovuto.

Conseguenze penali anche per VBL

Attualmente sono ancora in corso alcune trattative per ottenere i rimborsi dovuti: la Verkehrsbetriebe Luzern (VBL), l’impresa di trasporto lucernese, dovrà restituire 16 milioni di franchi, poiché tra il 2010 e il 2017 la compagnia ha percepito indennità troppo alte a seguito dell’adozione di un modello di holding. La quota della Confederazione sul danno totale è pari a circa 300’000 franchi, cui si aggiunge il pagamento di interessi.

Se non si dovesse arrivare a un accordo, l’UFT e la Comunità dei trasporti di Lucerna (Verkehrsverbund Luzern, VVL) si vedrebbero costretti ad esigere la restituzione mediante ingiunzione giudiziaria. Anche in questo caso, viene sottolineato nel comunicato, è stata sporta denuncia penale nei confronti della VBL presso il Ministero pubblico lucernese.

Shuttlewise

Pure una compagnia olandese attiva nel traffico combinato non accompagnato attraverso le Alpi, la Shuttlewise, è finita nel mirino dell’UFT poiché ha manipolato la corrispondenza e dichiarato il falso sui volumi di trasporto, percependo lo scorso anno contributi d’esercizio troppi elevati per circa 500’000 franchi.

L’importo, viene spiegato nel comunicato, sarà compensato con i pagamenti dovuti per i convogli circolati nell’anno in corso. Nel frattempo l’impresa ha presentato domanda di moratoria concordataria. L’UFT farà dunque valere il credito residuo di 40’000 franchi nell’ambito della corrispondente procedura.

Infine, l’UFT ha concluso i lavori relativi a un caso di irregolarità interne riscontrate nel finanziamento di binari di raccordo. Il responsabile è stato condannato dal Ministero pubblico della Confederazione mediante decreto d’accusa a una pena pecuniaria con la condizionale e, inoltre, deve risarcire il danno.

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