Swiss, «significativo ridimensionamento» in vista

Aviazione

La pandemia continua ad avere un impatto pesante sulla compagnia elvetica, che nel primo trimestre del 2021 ha perso oltre 2 milioni di franchi al giorno

Swiss, «significativo ridimensionamento» in vista
© KEYSTONE/Christian Merz

Swiss, «significativo ridimensionamento» in vista

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La crisi del coronavirus continua ad avere un impatto pesante su Swiss, che nel primo trimestre ha perso oltre 2 milioni di franchi al giorno, malgrado gli interventi per comprimere i costi. Vista la situazione l’azienda si vede costretta a valutare un «significativo ridimensionamento».

Stando ai dati diffusi oggi sono stati trasportati circa 290’000 passeggeri, con un crollo del 90% su base annua. I voli sono stati 4429, in flessione dell’84%. La debolezza della domanda ha fatto sì che i ricavi nel periodo gennaio-marzo si siano attestati a 300 milioni di franchi, il 68% in meno dei corrispondenti mesi del 2020. Il trimestre si è chiuso con una perdita di 201 milioni, a fronte del rosso di 84 milioni dell’anno prima.

«In seguito a una situazione di mercato persistentemente difficile causata, tra l’altro, da nuove varianti di virus e da progressi solo lenti con le vaccinazioni, la ripresa non si è materializzata nel primo trimestre», affermano in un comunicato i vertici della compagnia. «Il perdurare di restrizioni di viaggio, in rapida evoluzione e in alcuni casi inasprite, ha reso praticamente impossibile un rilancio dei viaggi globali e ha quindi pesato gravemente sui risultati di Swiss International Air Lines».

La società ha continuato a perseguire una politica di rigorosa gestione costi. I progetti non essenziali sono stati bloccati, gli investimenti rinviati e la messa in servizio di nuovi aeromobili ritardata. Inoltre il numero di dipendenti a livello dirigenziale è stato ridotto del 20% ed è stato assicurato un alto tasso di lavoro ridotto. Entro la fine del 2021 verranno inoltre tagliati circa 1000 posti di lavoro attraverso misure volontarie e la normale fluttuazione del personale.

Grazie a tutte queste misure, l’azienda ha finora utilizzato molto meno della metà della sua linea di credito bancario di 1,5 miliardi di franchi, garantito all’85% dalla Confederazione. «Questo significa che la liquidità di Swiss continua ad essere assicurata», afferma il responsabile delle finanze (CFO) Markus Binkert, citato nel comunicato.

«Siamo molto grati per lo strumento del lavoro ad orario ridotto», prosegue il dirigente. «È un grande sollievo a livello finanziario e aiuta a garantire la necessaria flessibilità nelle operazioni di volo. Tuttavia si tratta di una misura temporanea che non è più sufficiente quando un’azienda deve riposizionarsi in seguito a cambiamenti strutturali del mercato».

Secondo Swiss a medio termine la domanda non si risolleverà ai livelli precedenti la pandemia. In particolare i viaggi d’affari si ridurranno di almeno il 20%, una flessione che - a causa del suo modello d’affari - avrà un impatto pesante su Swiss.

«Vista la ripresa sempre più ritardata, anche la massima disciplina dei costi non è più sufficiente a garantire la futura competitività di Swiss», constata il presidente della direzione, Dieter Vranckx, in dichiarazioni pure riportate nel comunicato. «Siamo costretti a considerare un significativo ridimensionamento dell’azienda».

L’impresa sta valutando un rimpicciolimento della flotta, con effetti a cascata sulla rete delle rotte, sulla struttura dei costi e sull’organizzazione. L’analisi non è ancora stata completata: ulteriori dettagli saranno annunciati nelle prossime settimane.

Al momento Swiss offre il 25% delle sue capacità, in rapporto al 2019. Vista la situazione la società si vede anche costretta rivedere la sua previsione per l’estate: l’offerta sarà del 50-55% del periodo pre-crisi, e non del 65% come stimato sinora.

«Constatiamo chiaramente che la gente vuole viaggiare di nuovo e siamo pronti. Tuttavia nelle circostanze attuali non ci può essere una ripresa», si rammarica Vranckx. «Per poter realizzare in futuro la nostra missione di collegare la Svizzera al mondo chiediamo condizioni quadro stabili e uniformi, che favoriscano la mobilità».

Secondo il Ceo riconquistare la libertà di viaggiare rispettando i piani di protezione deve essere una priorità assoluta. Swiss chiede che coloro che sono stati vaccinati, che sono guariti dal Covid-19 o sono risultati negativi ai test possano entrare e uscire liberamente dalla Svizzera. La prova della vaccinazione, del recupero dalla malattia o del test negativo effettuato dovrebbe essere digitalizzata, standardizzata e riconosciuta a livello internazionale.

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