SwissCovid, numeri soddisfacenti, ma ci sono difetti e andranno risolti

il punto

Utile per spezzare le catene di contagio, l’applicazione è utilizzata da più di 1,5 milioni di svizzeri - Anche Apple e Google scendono in campo - Alfredo Sanchez, responsabile del progetto: «Due aspetti giocano a sfavore della tecnologia: la poca interazione e la strumentalizzazione politica»

SwissCovid, numeri soddisfacenti, ma ci sono difetti e andranno risolti
© CdT/Gabriele Putzu

SwissCovid, numeri soddisfacenti, ma ci sono difetti e andranno risolti

© CdT/Gabriele Putzu

Oggi, uno svizzero su cinque ha scaricato e attivato sul proprio smartphone l’applicazione SwissCovid. Secondo i dati dell’Ufficio federale di sanità pubblica (UFSP) – aggiornati quotidianamente – sono infatti circa 1.600.000 gli utilizzatori della tecnologia, disponibile su App Store e Google Playstore dal 25 giugno. Se consideriamo che nella Confederazione ci sono 6,4 milioni di cellulari in grado di supportare l’app, la quota di utilizzo sale ulteriormente. Un successo, quindi? E soprattutto, riesce a raggiungere l’obiettivo per cui è stata pensata e prodotta, e cioè contribuire a spezzare le catene di contagio? Ne discutiamo con Alfredo Sanchez, ingegnere al Politecnico federale di Losanna e capo progetto per l’EPFL.

Vicini al 40%

«In fase di studio, avevamo tenuto conto che una parte della...

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