Tassa sui biglietti aerei, il coronavirus surriscalda il dibattito

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La legge sulla CO₂ protagonista a Berna in giugno - L’esito della discussione non è però scontato dopo che il Parlamento ha accordato più di un miliardo di franchi per salvare il settore dell’aviazione

Tassa sui biglietti aerei, il coronavirus surriscalda il dibattito
KEYSTONE/Gaetan Bally

Tassa sui biglietti aerei, il coronavirus surriscalda il dibattito

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Si annuncia caldo il dibattito sulla legge sulla CO₂ previsto alle Camere federali durante la sessione di giugno. In particolare per quel che concerne la tassa sui biglietti aerei. La Commissione del Nazionale ha infatti seguito il Consiglio degli Stati e propone d’introdurre un supplemento da 30 a 120 franchi, ma alcuni membri della Commissione, come riporta la Tribune de Genève, non sono più sicuri della bontà della proposta, anche se preferiscono dirlo, per il momento, in maniera anonima. «L’obiettivo era di limitare i voli. Ma il coronavirus ha già svolto questo compito. I biglietti potrebbero essere maggiorati del 50% e sarà più complicato volare».

Il discorso, per il presidente UDC Albert Rösti, che già si opponeva alla tassa in precedenza, ha ancora più senso a fronte della pandemia: «Voler far pagare più cari i biglietti aerei oggi che non c’è più nemmeno un velivolo in cielo è davvero un’idiozia», dice aggiungendo che non è opportuno tassare il ramo dell’aviazione ora che il Parlamento ha appena accordato più di un miliardo di franchi per salvare il settore. La discussione, per Rösti, avrà senso solo quando si tratterà di una tassa a livello mondiale, altrimenti equivale a sacrificare gli aeroporti di Ginevra e Zurigo.

Difficile dire se le ragioni dell’UDC potranno fare breccia: a parte una candidata socialista che ammette che la tassa sarebbe un ostacolo, e Isabelle Chevalley (PVL /VD) che riconosce che la questione merita di essere trattata, per quella che pare essere la maggiornaza non è il caso di rivedere una misura diventata simbolica per la legge sulla CO₂: «Rinunciare alla tassa sarebbe un passo indietro - spiega «Lisa Mazzone (I Verdi/GE) - Nel settore dell’aviazione non vi è alcuna politica climatica: non vi sono restrizioni e le emissioni aumentano esponenzialmente. E il Parlamento ha rifiutato di intervenire quando ha votato il sostegno finanziario alle compagnie aeree». A sostegno di questa testi anche le offerte a prezzi stracciati per i voli quest’estate. «Meno di 30 franchi per Nizza, Bordeaux o Berlino - aggiunge Mazzone -. È una concorrenza diretta al treno e il risultato di un privilegio: l’aviazione internazionale non paga nessuna tassa sul carburante, né l’IVA».

«Si tratta di dare un segnale chiaro - dichiara Roger Nordmann (PS/VD) -. Prima della crisi l’aviazione rappresentava il 10% delle emissioni di CO₂ e non dobbiamo permettere che si torni a questa situazione». La tassa, seppur moderata, rischia però di precludere mete lontane alle fasce di popolazione meno abbienti. «Ognuno farà le sue scelte - dice il presidente del gruppo socialista -: coloro che non volano o lo fanno poco guadagneranno soldi». In effetti metà della tassa sarà riversata alla popolazione nel quadro dei premi di cassa malati. «Coloro che volano maggiormente pagheranno di più».

Anche il PLR sembra deciso a mantenere la tassa. «Con un importo tra 30 e 120 franchi sappiamo bene che non sconvolgerà le abitudini dei consumatori, ma il suo scopo è anche di contribuire al Fondo per il clima», precisa il senatore Damnian Müller (PLR/LU). «La legge sulla CO₂ proposta dal Consiglio degli Stati - aggiunge - è il risultato di un compromesso delicato. Se il Nazionale tocca a uno dei suoi aspetti, rischia di crollare tutto».

Per il PPD Vincent Maitre (PPD/GE) bisogna paralre con onestà: «Questa tassa mira a far cambiare il comportamento dei cittadini? Certo che no. Se fosse lo scopo bisognerebbe aumentare massicciamente il costo dei biglietti. Per esempio di 500 o 800 franchi. Io non sono pronto a promuovere una misura del genere. In compenso è sincero ammettere che la tassa serve ad alimentare il Fondo per il clima, indispensabile per elaborare un programma a favore dell’ambiente e per aiutare le regioni periferiche e di montagna».

Per qualcuno della Commissione dell’ambiente, citato dal quotidiano ginevrino, tuttavia si tratta di un aspetto che «rischia di rivoltarsi contro di noi in votazione».

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