Terapia intensiva, potrebbero mancare posti da giovedì prossimo

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È quanto emerge da uno studio del Politecnico federale di Zurigo a fronte della progressione dei contagi - Potrebbero essere necessari 1.000 letti supplementari in tutta la Svizzera, perché «il sistema è vicino alla saturazione»

Terapia intensiva, potrebbero mancare posti da giovedì prossimo
Ti-Press/Alessandro Crinari

Terapia intensiva, potrebbero mancare posti da giovedì prossimo

Ti-Press/Alessandro Crinari

In Svizzera potrebbero mancare posti letto nelle cure intensive da giovedì prossimo a causa della progressione dei casi di coronavirus. È quanto emerge da uno studio del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) pubblicato oggi da diversi giornali. Fino a 1.000 letti supplementari potrebbero essere necessari in tutto il Paese.

Prendendo in considerazione il numero di letti nei reparti di terapia intensiva (979) e il numero di decessi legati all’epidemia di covid-19, «il nostro ultimo rapporto suggerisce che il sistema è vicino alla saturazione, sulla base dei dati disponibili», ha spiegato oggi in un’intervista rilasciata alla Liberté e al pool di giornali che collaborano con il quotidiano friburghese, Thomas Van Boeckel, professore assistente all’Istituto per le decisioni ambientali dell’ETHZ e coautore del rapporto.

Oltre che in Ticino, la capacità in posti letto potrebbe già essere superata nei cantoni di Vaud, Ginevra e Grigioni, sottolinea il ricercatore. «Stando a nostri modelli, si giungerà a una carenza più globale dal 2 aprile».

Anche il Vallese fortemente colpito

A partire da questa data, se non sarà presa alcuna misura, 86 posti letti mancheranno a Zurigo, prosegue il professore. «Vi sarà penuria di letti anche a Berna e Soletta. E la situazione potrebbe nettamente peggiorare in Vallese con oltre 250 casi in eccedenza», per un totale di 1.000 in tutta la Svizzera, aggiunge Van Boeckel.

Quest’ultimo precisa che si tratta di una stima la quale non si basa sui dati che gli ospedali devono trasmettere al Dipartimento federale della difesa e della protezione della popolazione (DDPS) dal 13 marzo.

I letti ancora disponibili, nel nord, nel centro e nell’est della Svizzera, nonché nei grandi ospedali potrebbero assorbire solo in parte l’eccedenza di pazienti vodesi e ticinesi, ritiene il professore.

I ricercatori del Politecnico federale di Zurigo hanno ricostruito i casi acuti probabili di Covid-19, ai quali occorre attendersi, basandosi sui dati della Società svizzera di medicina intensiva sul numero di decessi nel canton Zurigo, sulle cifre del sito www.corona-data.ch e tramite modelli di equazioni differenziali.

La Svizzera contava ieri 10.714 casi positivi alla covid-19, ovvero 1.002 in più rispetto a mercoledì. I morti erano 170.

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